Utente 427XXX
Gentilissimi,
Da Mercoledi 19/10, dopo due gg passati in Pronto Soccorso, con fortissimi dolori al fianco destro, fiale di toradol inefficaci, terapia di flebo inefficace, contramal e morfina fortunatamente efficaci, alle ore 12.30 di Giovedi 20/10 mi dimettono con le seguenti prescrizioni mediche tachipirina 1000 al bisogno, brufen al bisogno e tamsulosina per 20 gg. Dopo 20 gg se il dolore non fosse scompare allora svolgere una uro tac. Venerdi 21/10 ore 8.00
Altra colica. Mi viene prescritto Liometacen fiale 2 al gg e soluzione shoum 1 cucchiaio ogni 8 ore. Sto meglio.
Sabato 22/10 mattina faccio privatamente le analisi delle urine 24h. Lunedi 24/10 in mattinata effettuo privatamente una ecografia dell'addome completo ed il pomeriggio ritiro le analisi delle urine di cui riporto di seguito i referti:

Reni in sede, di dimensioni spessore corticomidollare e perfusione parenchimale nella norma. Discreta calicopielectasia destra secondaria a calcolo di 6mm situato al terzo superiore del relativo uretere a c.ca 4 cm dal giunto.

Urine: ph 6, nitriti assenti, sedimento 25-50 emazie/campo alcune cellule basse vie urinarie alcuni batteri 5-10 leucociti/campo.

Mi è stato semplicemente detto che bevendo molta acqua il calcolo si espellerà da solo e all'occorrenza utilizzare il toradol. ma io ho ancora le coliche, ed anche dolorosissime.
Gentilissimi dottori, vorrei da voi sapere se esistono dei medicinali per ridurre la dimensione del calcolo o allargare quella dell'uretere, ho sentito parlare dello stesso tamsulosin o l'omnic. Se è il caso prenderli e se davvero un calcolo di 6mm a 4 cm dalla vescica è facile da espellere. In alternativa ho sentito parlare dal dott Piana di interventi mini invasivi. Io sono di Foggia, un po' lontanino. Pertanto gradirei capire come risolvere al meglio ed in tempi brevi la situazione che risulta essere dolorosa. In cosa consisterebbe nel dettaglio l'intervento, quali sono i vantaggi e quali i rischi, e la degenza. ho 43 anni, in ottima salute fino a qualche gg fa non sono allergico ad alcun medicinale.
Attendo.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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A quanto ci riferisce, il suo calcolo si trova a 4 cm dal rene (e non dalla vescica) pertanto vi sono almeno ancora almeno una dozziana di cm da percorrere. Seppure le dimensioni del calcolo siano teoricamente compatibili con l'espuulsione, la posizione e - soprattutto - il ripetersi di episodi dolorosi intensi rende quantomeno auspicabile che la situazione venga risolta operativamente al più presto possibile. L'attesa, seppure supportata da farmaci antidolorifici ed "espulsivi" (es. tamsulosina), suona un po' come una condanna a passare le prossime settimane sotto la spada di Dàmocle di ulteriori importanti disturbi e complicazioni, sempre e comunque nell'incertezza del risultato, con tutto quanto concerne la penalizzazione della sua vita lavorativa e sociale. L'intervento endoscopico risolutivo (ureteroscopia operativa) è tutto sommato di minima invasività e breve degenza. Vi sono molti centri in grado di seguirla in questo senso nel migliore dei modi, ovviamente si deve guardare un poco intorno.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 427XXX

Grazie per la velocità e l'efficienza della risposta. Premettendo il fatto che ho avuto modo di provare sulla mia pelle che benché gli strumenti a disposizione possano trovarsi su tutto il territorio, spesso a far la differenza sono le mani che li usano, non avendo difficoltà nel raggiungere Torino se non con un po' sacrificio sopportabile, saprebbe indicarmi gli eventuali step da seguire ed i tempi per la risoluzione in modo da poter pianificare ed organizzarmi? Suppongo visita esami poi eventuale day ospital? Grazie per la gentilezza.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Questi dettagli non possono essere trattati in sede pubblica. Per questo, se lo desidera, deve utilizzare i contatti diretti mssi a disposizione qui ed altrove.
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[#4] dopo  
Utente 427XXX

Gentilissimo dott. Piana
Ho seguito i suoi consigli recandomi presso il più vicino centro di casa mia dove dopo il consulto con un urologo è stata presa da questi la decisione di itervenire in ureteroscopia.
Ho terminato l'intervento alle ore 16.30 ed ora le chiedo alcuni quesiti
-mi hanno detto che l intervento è servito solo per inserire uno stent e che il calcolo evidente in ecografia di lunedi, di 6mm a 4cm dal giunto nell uretere dx, non è stato trovato in quanto non è apparso al contrasto iniettato in ureteroscopia o che forse di tipo urico sgretolatosi in questi gg oppure essendo di tipo urico poteva essere trasparente.
Mi chiedo, tutto ciò è davvero possibile? Prima di operarmi nn sarebbe stato magari opportuno fare una tac per capire se il calcolo ci fosse ancora?
-ora mi ritrovo ad avere uno stent che presumibilmente mi toglieranno tra 20 gg, a poche ore dall intervento è normale che avverta dolori di tipo colica alla vescica?
E pensare che avendo letto molti dei suoi interventi...mi ero illuso di poter risolvere tutto...in day hospital.
La ringrazio in anticipo per la sua costente cortesia e disponibilità.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non è possibile e neanche opportuno valutare l'operato dei Colleghi, tanto più a distanza. Nel fornire informazioni noi ci basiamo esclusivamente sulla nostra esperienza e la nostra pratica, non possiamo pretendere che queste costituiscano la regola generale.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 427XXX

Lungi da me dal chiederle un giudizio sui suoi colleghi, le avevo solo chiesto gentilmente se la mia situazione fosse normale e potenzialmente possibile. Forse mi sono espresso male. Grazie comunque.

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Lo stent ureterale, pur essendo sottile e morbido, ha comunque un suo effetto di "corpo estraneo" che viene percepito come fastidioso in modo molto variabile da soggetto a soggetto. I fastidi più comuni sono lo stimolo frequente ad urinare e la comparsa di dolore al fianco mentre si urina (questo causato dal reflusso). In linea di massima oggi si cerca di utilizzarlo solo quando indispensabile e per il tempo più breve possibile. In base alle frammentarie informazioni che ci fornisce non ci è ben chiaro quali siano nel suo caso le reali indicazioni.
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[#8] dopo  
Utente 427XXX

Gentilissimo Dott. Piana,
sono stato dimesso lunedi 31/10 dall'ospedale dopo uretropielografia ascendente dx e stenting ureterale dx.
Devo tornare tra 15gg per la rimozione dello stent. La Tac con mdc effettuatami indica un riposizionamento della formazione litiasica di cca 4,5mm a livello del gruppo caliceale inferiore del rene di dx in assenza di altre formazioni litiasiche lungo il decorso dell'uretere.

Le chiedo se, secondo la sua esperienza e i suoi studi,

avendo una ecografia che dimostrava la presenza di un calcolo a 4 cm dal giunto e quindi in una posizione abbastanza alta nell'uretere, non fosse effettivamente già prevedibile che in ureteroscopia questi potesse tornare nel rene?

esiste una differenza effettiva tra litotrissia intracorporea con laser ad olmio e quella con energia balistica le cui probabilità di spostamento caudale dei calcoli è superiore rispetto alla prima? e pertanto le possibilità di ritrovarsi un calcolo che era presente in uretere alto nel rene diventano più alte?

è possibile dunque ad oggi, in presenza del mio calcolo, che da 6mm nella parte alta dell'uretere, oggi è di 4,5mm nel rene, effettuare una E.S.W.L nonostante la presenza dello stent? In questo modo almeno si cercherebbe di frantumare il calcolo che nell'uretere per via dello stent potrebbe passare senza provocarmi coliche dolorose? Anche perchè se tra 15gg tolgo lo stent ed il calcolo è nel rene mi sembra di non aver risolto granchè nonostante un intervento che per quanto mini invasivo sia non è stato affatto una passeggiata.

La ringrazio in anticipo per le delucidazioni che sicuramente saprà darmi.

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ancora una volta ripetiamo che giudicare l'operato di Colleghi è sempre molto difficile e certamente non opportuno in questa sede. D'ogni modo, avendo una certa esperienza in questo specifico settore della chirurgia urologica possiamo affermare quanto segue.
- La retromigrazione dei calcoli ureterali è molto frequente, specie nel tratto più alto, pertanto chi si accinge a trattare queste situazioni dovrebbe disporre dello strumento endoscopico flessibile ed essere dotato degli accessori e della competenza per utilizzarlo; solo in questo modo è possibile risolvere la situazione in tempo unico, con grande vantaggio per il paziente.
- Il trattamento con onde d'urto di un calcolo dei calici inferiori è possibile ma notoriamente poco efficace poiché per semplici motivi di gravità i frammenti stentano ad uscire dal rene;
- In linea di massima, quando le indicazioni al trattamento extra-corporeo sono corrette, lo stesso deve essere eseguito senza alcuno stent inserito, poiché questo paralizza le fisiologiche contrazioni dell'uretere, uniche in grado a garantire una efficace espulsione spontanea dei frammenti.
Questa è la teoria, almeno dal nostro punto di vista, altra cosa è la pratica nel suo caso specifico, per la quale a distanza non è possibile dire di più.
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 427XXX

Grazie dottore, come sempre gentilissimo e professionale.
Cosa fare in questo caso dunque?
Una volta tolto lo stent qualora la eswl risultasse inutile dovrei aspettare che il calcolo torni da se nell uretere?
Vorrei escludere la litotrissoa percutanea. Valuterebbe la RIRS? Laddove il calcolo restasse li?
Sono un po'preoccupato

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Vi sono caregorie di persone che non possono convivere con un calcolo renale, pena la decadenza di specifiche abilitazioni professionali, tra questi i piloti dell'avizione civile e militare e tutti i militari occupati n azioni operative. In questi casi si impone la rimozione diretta del calcolo tramite ureteroscopia flessibile (anche detta RIRS). In tutti gli altri casi l'approccio è meno forzato, si possono discutere anche altri approcci, compresa l.'astensione ed il controllo nel tempo. Questo comunque deve risultare da un confronto aperto tra il paziente con le sue aspettative e l'urologo curante con le sue possibilità tecniche e le sue competenze specifiche. Di nuovo, a distanza è difficile dire molto di più.
Dr. Paolo Piana
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[#12] dopo  
Utente 427XXX

Grazie Dottore,
Illuminante come sempre.

[#13] dopo  
Utente 427XXX

Gent.mo dott. Piana,
Tra una decina di giorni toglierò lo stent. Ad una settimana dal suo inserimento volevo chiederle alcune cose
-relativamente al calcolo di 4,5mm presente nel calice inferiore del rene dx è possibile che in questa settimana possa essersi spostato nell uretere? E se cosi fosse, in presenza dello stent lo avrei avvertito?
- è indicato che prima della rimozione dello stent proceda a fare una ecografia per capire il posizionamento del calcolo?
- se il calcolo si fosse inserito nell uretere con lo stent, la rimozione dello stesso sarebbe indicata? E quali conseguenze potrebbe avere?
Grazie in anticipo per la sua collaborazione.

[#14] dopo  
Dr. Paolo Piana

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E' difficile che un calcolo si impegni nell'uretere con lo stent inserito, d'ogni modo una semplice ecografia, anche estemporanea, è in grado di chiarire la situazione. Se si evidenziasse che il calcolo si sia nuovamete impagnato in uretere, ovviiamente lo stent non dovrebbe essere rimosso ed il paziente nuovamemte avviamo ad una procedura endoscopica.
Dr. Paolo Piana
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[#15] dopo  
Utente 427XXX

Grazie Dottore, gentilissimo come sempre.

[#16] dopo  
Utente 427XXX

Gentilissimo dottore,
Mi è stato rimosso lo stent e da ecografia il calcolo di 4,5 mm risulta ancora posizionato nel calice inferiore del rene dx. Mi è stato detto di tornare a controllo fra tre mesi per capire se bombardarlo o meno e di prendere una volta al giorno rupisolv bustine.
Volevo gentilmente chiederle
-in questi tre mesi il calcolo può ingrandirsi o spoatarsi nell uretere nuovamente?
-per eventualmente procedere ad una eswl è necessario aspettare questi tre mesi o il tutto potrebbe anche farsi prima?
-avere un calcolo di 4,5mm nel rene è sicuramente indolore oppure i fastidi al rene e al fianco che spesso sento sono dovuti ad esso?
La ringrazio in anticipo per le delucidazioni

[#17] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Tutto quanto è già stato ampiamente discusso nei contributi precedenti, d'ogni modo ....
Un piccolo calcolo situato nei calici inferiori non è materialmente in grado di dare alcun disturbo, tenga conto che l'ecografia tende perlopiù a sovrastimare le misure ed in ogni caso non sono il milimetro in più od in meno a fare la differenza. È peraltro possibile che il calcoletto migri di nuovo in uretere, per cause ed in tempi assolutamente imprevedibili. Può aumentare di volume, ma certamente non in tempi così brevi. Come le abbiamo già riferito, le possibilità di successo completo delle onde d'urto nel calice inferiore sono modeste, d'altro canto spesso si prova lo stesso, non tanto per convinzione ma per le pressioni psicologiche del paziente. Rilegga attentamente cosa scrivemmo nel nostro contributo #11.
Dr. Paolo Piana
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[#18] dopo  
Utente 427XXX

Perfetto, leggero il contributo #11.
Grazie, buon lavoro