Utente 140XXX
Buongiorno,
a febbraio ho subito un intervento di uretroplastica bulbare. L'operazione ha riportato delle complicanze quali gonfiore ed edema in tutto lo scroto ed una fistola uretrale, che si è chiusa autonomamente dopo circa 6 mesi. Sono trascorsi quasi 7 mesi dall'operazione e sotto la cicatrice che ho sullo scroto è rimasta tipo una pallina, non dolente, che ciclicamente si infiamma e si ingrossa. La prima volta che mi è capitato ho mostrato la cosa al mio urologo, che concordando con altri due colleghi presenti, mi disse che la pallina che sento fa parte della cicatrice ed il gonfiore è solo un brufolo che si è formato a ridosso. Che non è nulla, non va toccato e di non pensarci.
Ora mi si è gonfiato nuovamente e mi si è creata una punta tipo brufolo dal quale è uscito del liquido. ho fatto per scrupolo una visita dermatologica dove mi è stato detto che probabilmente è un pelo incarnito o un piccolo idrocele. Che in entrambi i casi devo rimuovere chirurgicamente il problema, rivolgendomi all'urologo che mi ha operato poiché questa pallina che si sente è attaccata alla cicatrice. Mi ha prescritto un tampone ed un disinfettante. E mi ha detto di non fare il bagno al mare. Proprio ora che ero prossimo ad andare in vacanza dopo 6 mesi infernali di catetere e Cistostomia.
Sinceramente non so come muovermi, il mio urologo non c'è per tutto agosto e non so se è davvero necessario intervenire su una cosa che lui aveva già visto e considerato non necessario. D'altro canto però sono preoccupato.
Confidando in un sicuramente prezioso consiglio, grazie

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Dr. Paolo Piana

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Noi saremmo più propensi a pensare che si tratti di un punto di sutura che tarda a riassorbirsi, comunque poco cambia. Se è una cosa che le dà molta noia è opportuno pensare alla rimozione, presumibilmente eseguibile in ambulatorio con una piccola anestesia locale. Se non vi sono clamorosi segni di infezione, diremmo che non vi sia urgenza od altre particolari indicazioni immediate. Sui bagni in mare, se l'acqua è presumibilmente pulita ... (!) sinceramente non saremmo così drastici nelle proibizioni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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