Utente
Buongiorno,
prima di andare dal medico di base, vorrei chiedervi il significato dell'esito della tac urografica con mezzo di contrasto.

"Litiasi a stampo del gruppo caliceale inferiore sinistro
Grossolana formazione litiasica con diametro massimo di 2, 3 cm occupa il bacinetto renale di questo lato.
Formazione litiasica a carico di un calice del gruppo superiore di destra e ipotonia del bacinetto renale di questo lato, ectasiche le cavità calico-pieliche di sinistra.
L'uretere di sinistra si segue minimamente dilatato, con calibro massimo di 7 mm, fino al suo ingresso in piccolo bacino.
I reni concentrano ed eliminano simmetricamente il mezzo di contrasto.
Vescica a pareti regolari.
Non evidenti alterazioni densitometriche a carico del fegato del pancreas e della milza.
Colecisti piccola, appena riconoscibile, vie biliari nei limiti di norma.
Non falde liquide in addome. "

Capisco che c'è un calcolo a sinistra, non capisco se ce n'è uno anche a destra.

E poi non capisco quanto grave sia l'ipotonia del bacinetto, l'uretere e le cavità dilatate.
Infine la colecisti piccola, cosa significa?

Come si dovrà procedere?

Grazie mille!
Cari saluti

[#1]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Risulta evidente un calcolo di discrete dimensioni (23 mm) che occupa la parte inferiore del rene sinistro. le cavità renali da questo lato sono dilatate, come ci si può attendere in presenza del calcolo, ma non vi sono altri calcoli lungo l'uretere. A destra nella parte superiore vi è un calcolo, le cui dimensioni non vengono riportate (ma che immaginiamo piccolo), si segnala da questo lato anche una modesta dilatazione del bacinetto, cui non daremmo molta importanza. La colecisti "piccola" non ha molto significato, potrebbe essere così in modo congenito oppure si è contratta dopo una infiammazione. Anche questo rilievo non ha molta importanza in presumile assenza di disturbi. Un calcolo di 23 mm viene oggi risolto in genere con un intervento endoscopico in via retrograda attravesro le vie urinarie naturali (uretero-renoscopia operativa o RIRS).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente
Grazie infinite!
Ora almeno ho capito!

Le chiedo un'altra cosa.
Mio marito ha già fatto in passato un intervento per cercare di togliere proprio quello stesso calcolo che ora è così cresciuto. Ma non ce l'hanno fatta perché era dentro il calice (se non sbaglio). Quindi ora si tratterà di capire se si è spostato altrimenti l'intervento risulta inutile. In quel caso si può lasciar lì o crea problemi ai reni?

Altra cosa, lui non ha sintomi. Tutto è nato per via degli esami del sangue che riportavano dei valori sbagliati tipo:
EMOCROMO (sangue) globuli rossi ed emoglobina un po' alti
S_ELETTROFORESI SIEROPROTEINE (siero) frazione beta1 e beta2: un po' alte
RAPPORTO U_ALBUMINA/U_CREATININA (RMC) urine: alto
UPM_ESAME CHIMICO MORFOLOGICO URINE emoglobina, globuli rossi e bianchi, batteri: tutto alto
RAPPORTO UPM_ALBUMINA/U_CREATININA (RAC) urine: alto

quello che le chiedo è se tutti questi valori sono riconducibili al problema dei calcoli o se ci sono altri esami che sarebbero consigliati.

Grazie mille!

[#3]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
La qualità del risultato di un intervento per cacolosi dipende in massima parte dalla competenza ed esperienza dell'operatore e dalla disponibilità di una strumentazione ed accessoristica completa ed aggiornata. In realtà le situazione veramente "intrattabili" sono piuttosto rare ed in questi casi dovrebbero essere gli stessi esami pre-operatori ad individuare quelle condizioni in cui non è neanche indicato tentare di intervenire. Ogni cacolo presente nelle vie urinarie, di qualsiasi dimensione e posizione, racchiude in se una minaccia più o meno consistente, ma i fattori di giudizio che entrano in causa nel porre indicazioni al trattamento sono moltissimi e non tutti di carattere prettamente medico. Come sempre in medicina ogni decisione è frutto di un compromesso che solo lo specialista esperto è in grado di gestire. la presenza di questo calcolo di dimensioni consistenti è in grado di giustificare qualsiasi alterazione dell'esame delle urine.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente
La ringrazio.
Un cordiale saluto

[#5] dopo  
Utente
Buongiorno, eccomi di nuovo, dopo la visita dall'urologo.
La situazione è più complessa di quello che sembrava, si parla di una calcolosi che comprende 2 calcoli grandi 2,5 e 3 centimetri ca. di cui uno sdoppiato.
L'urologo ha detto che in questa situazione si può intervenire solo con PCNL, che l'intervento è piuttosto importante e complesso e che non è sicuro l'esito per la posizione dei calcoli.
Prima di fare l'intervento, proviamo per 6 mesi una terapia con Uralyt per vedere se si sciolgono un po' e si riducono. Veramente l'urologo era molto dubbioso su questo, ma vogliamo provare tutte le strade prima dell'intervento.
Volevo avere anche un suo parere.
Questo Uralyt potrà aiutare a ridimensionarli secondo lei?
La ringrazio.

[#6]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Nella nostra esperienza la terapia alcalinizzante ha una speranza di efficacia solo nei piccoli calcoli di cui è presumibile con relativa certezza la composizione in acido urico. Per quanto riguarda quest'ultima catatteristica ci si può basare sulla storia clinica (precedenti analisi di calcoli espulsi e/o rimossi, coesistenza di gotta, uricemia elevata) e sulla densità del calcolo valutata alla TAC (inferiore a 500 HU). Al di fuori di queste caratteristiche, invero piuttosto poco comuni, insistere in questo senso ci parrrebbe alquanto vano. Se i calcoli sono di delle dimensioni riferite, confermiamo che la prima scelta di trattamento è quello per puntura diretta percutanea del rene (PCNL-ECIRS). Le indicazioni ad un approccio ascendente attraverso le vie urinarie naturali (RIRS) non è da escludere radicalmente, ma necessiterebbe della valutazione diretta delle immagini della TAC. In ogni caso per questa via la risoluzione avverrebe in 2-3 tempi successivi.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#7] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta.
Non ho trovato l'indicazione sulla densità del calcolo nella tac, l'unica certezza è che il primissimo calcolo che risale a 10 anni fa e che è stato espulso spontaneamente era di ossalato di calcio, perché l'abbiamo fatto analizzare.
Sta di fatto che l'urologo guardando la tac ha detto subito che i calcoli pur essendo grandi sono morbidi e causati dall'urina particolarmente acida. Poi era anche lui molto dubbioso sul fatto che la terapia possa effettivamente cambiare le cose.
Vabbè male non fa, la facciamo e speriamo che magari possa diminuire un po' questi calcoli, altrimenti sarà servita almeno per quello di destra, che è ancora molto piccolo.
Per quanto riguarda il tipo di intervento, l'urologo non ha preso in considerazione l'approccio RIRS, la sua risposta mi fa pensare che non sarebbe male sentire il parere anche di un altro urologo.
Ma secondo lei per un intervento di questo tipo dovremmo rivolgerci a un centro importante, o è un intervento che fanno normalmente in urologia? Non riesco a capire, l'urologo ci ha un po' spaventati sulla complessità dell'intervento, quello che prevede il foro del rene.
La ringrazio

[#8]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Il trattamento della calcolosi, pur trattandosi di una patologia benigna, è piuttosto delicato e deve essere affrontato da professionisti che ne abbiano ampia consuetudine, disponendo di competenze, strumenti ed accessoristica adeguata ed aggiornata. Come in qualsiasi ambito chirurgico, l'operatore che ha le migliori possibilità di successo completo è quello che esegue più interventi di quel tipo. Per il resto, ribadiamo che se non vi è ragionevole certezza che si tratti di una calcolosi di acido urico, e francamente ne dubitiamo, insistere con la terapia alcalinizzante costituisce solo una perdita di tempo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#9] dopo  
Utente
Va bene, la ringrazio molto.
Un cordiale saluto