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Balanopostite cause

La balanopostite e la balanite: conosciamole meglio per curarle bene

Scopriamo quante sono le cause che possono associarsi a una "macchia rossa sul glande o sul prepuzio": le balanopostiti, conoscerle per curarle con efficacia.

Dr. Luigi Laino Data pubblicazione: 04 giugno 2011 Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2022

Negli ultimi anni, nel sesso maschile, la balanopostite e la balanite hanno aumentato la loro incidenza e la loro prevalenza a carico di tutte le fasce di età: l’aumento delle manifestazioni genitali di questo genere è direttamente proporzionale all’aumento delle MST (Malattie Sessualmente Trasmissibili) anche in Italia e dall’aumento dell’attenzione dei pazienti nei confronti della salute dell’apparato genitale. Per questo motivo il rapporto fra il Medico esperto di queste patologie (il Venereologo, esperto di cute e mucose genitali) deve essere considerato come una tappa sicura e imprescindibile in caso di manifestazioni cliniche o dubbi che possono far ipotizzare patologie dell’apparato genitale esterno.

Cos'è la balanopostite?

Con la dizione balanopostite si indicano quadri morbosi a carattere infiammatorio e/o infettivo localizzati a livello del glande solco, lamina interna del prepuzio.

Cause e tipologie di balanopostiti

A cosa è dovuta la balanopostite?

Le Balanopostiti o Balaniti possono riconoscere diverse e dissimili cause; riconosciamo in un breve elenco le seguenti etiologie:

  1. irritanti
  2. allergiche
  3. infettive
  4. metaboliche
  5. immunologiche
  6. dermatosi tipiche o atipiche della zona balanopostitica

Balanopostiti irritanti

Quando l'irritazione può essere conseguenza per traumi evocativi di rapporti ripetuti o accumulo di smegma (sostanza di natura secretoria e delle cellule di sfaldamento) dopo l'uso di detergenti, medicamenti topici applicati localmente per uso terapeutico o dal contatto con anticoncezionali introdotti dalla partner in vagina o con secrezioni vaginali acide.

L’irritazione si traduce in:

  1. eritema più o meno diffuso;
  2. bruciore, cociore, lieve prurito;
  3. talvolta essudazione.

La patologia spesso è limitata ed estinta dopo la scoperta dell’agente causa dell’irritazione; per quanto semplici questi quadri nella loro impostazione clinica, essi debbono essere sempre tenuti presenti dal Dermatologo Venereologo nella loro diagnostica differenziale, in quanto situazioni similari possono essere invece causate da patologie di altra natura.

È opportuno ricordare che le balanopostiti irritative possono offrire una morfologia di tipo necrotico quando la causa deriva da agenti tensioattivi cationici (temibile quella da dequalinio e da clorchinaldolo).

Balanopostiti allergiche

La balanopostite allergica è un evento possibile come conseguenza di dermatite da contatto.

Le cause più frequenti sono:

  1. gomme del profilattico
  2. cosmetici (femminili)
  3. metalli (piercing)
  4. medicamenti topici utilizzati dal soggetto o dalla partner (candelette, ovuli, disinfettanti).

Il quadro riproduce sovente il quadro della balanopostite irritativa, ma ha una sintomatologia dissimile (soprattutto prurito). I Test allergici epicutanei (patch-test) e una corretta raccolta anamnestica della storia clinica consentono di individuare l’agente allergizzante.

Per approfondire:Secchezza del glande: quali sono le cause?

Balanopostiti infettive

Le balanopostiti infettive, coprono una grande fetta di tutte le Malattie Sessualmente Trasmissibili: esse rappresentano il gruppo di maggior interesse per la loro ampia gamma etiologica.

Balanopostiti virali

Quella maggiormente rappresentativa è quella causata dal Virus dell’Herpes Simplex di tipo I o II (HSV I-II); contrariamente a quanto comunemente creduto, la patologia causale di questa manifestazione erpetica, può essere quindi causata da entrambi i ceppi I e II e non solo dal HSV II. Sebbene la manifestazione clinica sia riconducibile alla classica vescicolazione a grappolo, sovente in alcuni casi possono presentarsi quadri limitanti alla sola infiammazione edematosa dei foglietti prepuziali, potendo causare in alcuni casi una fimosi o una parafimosi avente in rari casi carattere di urgenza.

Balanopostiti batteriche

Questo tipo di affezione sta divenendo negli ultimi anni una delle principali MST non obbligate a carico del sesso maschile: il continuo ricorso a terapie antibiotiche a largo spettro sta difatti creando sempre più il selezionamento di specie batteriche resistenti e quindi molto difficili da eradicare. Va da sé che nell’accezione corrente diagnostico-terapeutica una corretta diagnosi non può prescindere da esami strumentali specifici che debbono preferibilmente essere effettuati dall’esperto Venereologo.

Per quanto l’etiologia batterica sia ampia non vi è una stretta correlazione fra la morfologia del quadro e l’agente infettivo: in altre parole non sempre a una “foto” del momento clinico può corrispondere esattamente quel tipo di agente infettivo, è utile però affermare che:

  • Gli stafilococchi, gli enterococchi e gli streptococchi sono primariamente responsabili di balanopostiti a carattere eritemato-essudante o francamente eritematoso e “sicco”, tipico di alcuni batteri saprofitici; altre forme riconoscono l’interesse del foglietto prepuziale esterno e dell’asta del pene (tipica quella da enterobacter aerogenes);
  • Le spirochete saprofiti nello smegma e alcune specie di cocchi possono provocare delle lesioni eritemato-erosive confluenti e figurate quali la “balanopostite erosiva circinata di Bataille e Berdal”, che differisce dalla forma figurata di tipo psoriasi, forma tipica della balanite ecircinnata paracheratosica di Reiter;
  • Patologie di tipo fuso-spirillari possono delineare quadri di balanopostite ulcero-membranose caratterizzate da ulcerazioni dolorose ricoperte di induito biancastro di colorito grigiastro, molto adeso al fondo dell’ulcera stessa: tale patologia differisce dalla “gangrena fulminante dei genitali maschili di Fournier” la quale inizia con edema infiammatorio del pene associato a febbre elevata, ad evoluzione gangrenosa: quest’ultima grave patologia è ancora a causa sconosciuta anche se alcune ipotesi associano etiologia ad una compromissione delle reti vascolari dei genitali.
  • Anche il Gonococco, così come la Clamidia trachomatis, agenti responsabili rispettivamente della gonorrea e della uretrite, prostato-vescicolite da clamidia, possono condurre meno frequentemente a quadri infiammatori dell’anello balano-prepuziale accompagnati costantemente da secrezioni uretrali lattescenti tipiche di questo quadro.

Balanopostiti candidosiche

Questo tipo di patologia è sicuramente ben rappresentata, ma ne è sovrastimata l’unicità di affezione: difatti è frequente che una balanopostite candidosica non sia la causa primitiva, ma una situazione che solo secondariamente va ad interessare la zona genitale.

I ceppi di Candida (se ne riconoscono una cinquantina) vivendo nell’uomo allo stato saprofitico, ovvero normalmente nell’individuo, possono giovarsi di condizioni infiammatorie e quindi godendo dell’ambiente caldo umido, sovrapporre altri quadri infettivi o infiammatori e complicare non poco la diagnosi e la terapia.

Una balanopostite candidosica recidivante può invece divenire una importante spia di patologie internistiche quali, prima fra tutte, una diatesi diabetica, oltreché essere la spia di immunodepressioni locali o sistemiche; tale patologia può accompagnare non di rado terapie antibiotiche a largo spettro che detengono il potere di deprimere il sistema immunitario, favorendo quindi lo sviluppo di specie saprofitiche.

La balanopostite da Candida si manifesta con micro-vescicolazioni superficiali e vescico-micropustole alla cui rottura seguono erosioni superficiali rotondeggianti o policicliche delineate da un margine epidermico; altre obbiettività sono di tipo eritemato-essudante o secernente; spesso solo evidenziabili con puntini rossi sul glande; solitamente il ciclo continuo della candidosi porta a desquamazioni periodiche degli strati superficiali del glande e del foglietto interno del prepuzio; il sintomo più rappresentativo è il prurito.

Ecco perché in caso di balanopostite da candida è sempre utile ricercare eventuali cause associate.

Balanopostiti luetiche

Sebbene le manifestazione primaria della Sifilide sia il Sifiloma, una lesione esulcerativa a margini rilevati non dolente ed autorisolutiva, esistono casi più rari ma non eccezionali di manifestazioni balanopostitiche tipiche di questa patologia (Balanopostite di Follman).

Balanopostiti protozoarie

Sebbene il trichomonas spp conduca ad uretriti e cerviciti, può sovente interessare la zona balano-prepuziale estrinsecando delle balanostiti aspecifiche

Balanopostiti miste

Sovente, infezioni a carico del solco balano-prepuziale possono avere più di una causa infettiva o associata dermatosica/dermatitica/infettiva.

Per approfondire:Scroto: perché può arrossarsi e dare prurito?

Balanopostiti immunologiche

Questa forma di balanite è a sua volta classificabile in altre tipologie:

  • Balanopostite cronica circoscritta di Zoon: si osserva nelle decadi al di sopra dei 30 anni e nelle fasce di età più avanzate. L’obbiettività clinica consiste in una chiazza di colorito rossastro o rosso – brunastro con liniti molto netti e demarcati che non offre consistenza alla palpazione; il quadro istopatologico è costituito da un abbondante infiltrato di particolari celllule denominate plasmacellule e da piccole emorragie e depositi di emosiderina.
  • Il pemfigoide erosivo cicatriziale sinechiante: costituisce una più rara entità causata da un infiltrato autoimmunitario di particolari anticorpi rivolti contro particolari strutture di adesione dell’epidermide denominati emi-desmosomi: questa patologia tipica dell’occhio e del solco balano-prepuziale è rappresentato clinicamente da una erosione che cicatrizza con una adesione del foglietto prepuziale sul glande stesso: la diagnosi deve essere il più possibile precoce.
  • La Balanite psudoepiteliomatosa di Lortat – Jacob e Civatte è rappresentata da una balanite atrofica associata a masse cheratosiche.
  • Il complesso delle balanopostiti cicatriziali sinechianti non autoimmunitarie, rappresenta un nuovo capitolo oggetto di studio, ma che finalmente e da poco tempo è entrato di diritto nella classificazione di patologie ancora da definire a carico dell’ambito balano-prepuziale.

Balanopostiti pre-cancerosi

Citiamo su tutte l’Eritroplasia di Queyrat, per la sua frequenza e la sua sovente mistificazione con altre patologie (soprattutto con la Balanppostite di Zoon) essa è invece una lesione da diagnosticare e trattare per tempo, poiché evocante un carcinoma del pene, nelle fasi più avanzate.

Tutte le altre dermatosi tipiche della zona balano-prepuziale (ne esistono moltissime e tutte aventi cause dissimili fra loro) pur non potendo entrare di diritto nella classificazione delle balanopostiti, debbono essere ricordate poiché spesso potenzialmente mimanti quadri di altra natura: per tale ragione l’occhio del Dermatologo-Venereologo rimane a tutt’oggi la strada preferenziale e sicura per una diagnosi corretta e per l’esclusione di patologie più rare a carico dei genitali esterni.

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

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