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Infezioni in gravidanza

È importante non sottovalutare le infezioni in gravidanza per prevenire la rottura prematura delle membrane amnio-coriali. Vediamo quali sono le principali con particolare attenzione alle infezioni vaginali.

Dr. Nicola Blasi Data pubblicazione: 05 giugno 2011 Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2021

Le malattie infettive in gravidanza sono problemi comuni e potenzialmente gravi. Esse includono un gruppo di microorganismi: Streptococchi del gruppo A e B, Listeria monocitogenes, Escherichia coli, anaerobi, HIV (virus dell’immunodeficienza acquisita), Herpes virus, CMV, Rubeovirus, Micoplasma, Clamidia, Treponema,Toxoplasma gondii.

Quali sono le conseguenze di un'infezione in gravidanza?

Le principali complicanze che si possono verificare a seguito di un'infezione in gravidanza sono:

  • rottura premature delle membrane
  • endometriti
  • sepsi
  • pielonefriti
  • patologie polmonari e veneree.

Le conseguenze di queste complicazne potrebbero essere: aborto, malformazioni, patologie congenite, ritardo di crescita intrauterina, natimortalità, prematurità.

Toxoplasmosi

Tra le infezioni più note c'è la Toxoplasmosi, provocata da un protozoo, Toxoplasma gondii, parassita intracellulare obbligato che normalmente ha come ospite il gatto. Le feci del gatto rappresentano la fonte più comune di oocisti. Anche le carni di agnello, maiale e manzo possono essere contaminate dalle cisti.

Consigli utili per le donne gravide non immuni alla toxoplasmosi per la prevenzione della malattia sono:

  • Cuocere bene la carne
  • Nel maneggiare la carne cruda, evitare di toccarsi la bocca e gli occhi
  • Lavarsi accuratamente le mani dopo aver maneggiato carne cruda o verdure sporche di terra
  • Lavare le superfici della cucina giunte a contatto con la carne cruda
  • Lavare accuratamente frutta e verdura prima di consumarle
  • Evitare il contatto con oggetti potenzialmente contaminati da feci di gatto(lettiere,ect.)
  • Indossare i guanti nello svolgere attività di giardinaggio o quando si maneggia la lettiera dei gatti
  • Disinfettare la lettiera del gatto per 5 minuti con acqua bollente.

Infezioni vaginali

Visto il ruolo delle infezioni vaginali nello scatenare il parto pretermine, la prevenzione di tali infezioni è uno dei compiti più importanti dell’ostetricia moderna. Pertanto la valutazione dell’ecosistema vaginale di una gestante dovrebbe essere eseguita sempre alla prima visita prenatale o almeno nei casi in cui la paziente presenti perdite anomale, a volte di cattivo odore o altri sintomi di infezione.

gravidanza infezioni vaginali

Infezione da streptococco

Voglio soffermarmi sulla infezione da streptococco gruppo B (GBS), per chiarire che il trattamento delle donne asintomatiche trovate positive (colonizzate) da SGB prima della gravidanza non è di alcun beneficio.

Dal 5 al 20% delle gravide risulta portatrice, spesso asintomatica, di questo batterio a livello vaginale. Esiste un elevato rischio di una contaminazione del feto al momento del parto, con la conseguenza di gravi rischi respiratori e cerebrali neonatali; è buona norma la ricerca dello GBS in vicinanza del parto, con una coltura vaginale specifica (ASSR). Effettuare dei tamponi vaginali tra la 35a e 37a settimana sembra essere la metodica con maggior sensibilità per individuare le "gravide infette".

Si dovrebbe eseguire terapia antibiotica nell’eventualità di rottura prematura delle membrane (rottura delle acque) o in fase di travaglio attivo, nei casi di donne incinte con:

  • Tamponi positivi durante la gravidanza
  • Urinocoltura positiva per GBS
  • Figlio precedente con infezione da GBS.

Se la gravida non ha effettuato accertamenti per la ricerca dello GBS il trattamento antibiotico andrebbe eseguito quando:

  • Epoca gestazionale inferiore a 37 settimane
  • Rottura delle membrane da oltre 18 ore
  • Iperpiressia materna (>38°).

Trattamento raccomandato è la penicillina G nelle pazienti non allergiche. Nelle pz allergiche si consiglia la Ampicillina,la Clindamicina o la Eritromicina. La profilassi non deve essere continuata dopo il parto.

Candida albicans

La maggior suscettibilità all’infezione in gravidanza di tipo Candida albicans è correlata a un elevato tasso di estrogeni responsabile di un aumento notevole del glicogeno vaginale che rappresenta, fonte energetica e substrato ottimale su cui si sviluppa il micete (candida).

I sintomi dell'infezione da candida sono:

  • prurito vulvare e vaginale
  • bruciore alla minzione e secrezione caseosa (latte cagliato) non maleodorante
  • all’esame obiettivo dei genitali esterni un eritema vulvare,la secrezione caseosa aderisce alle pareti vaginali.

I fattori di rischio per l'infezione sono: obesità, rapporti sessuali promiscui, alterazione ecologica intestinale, farmaci (antibiotici,corticosteroidi) diabete, indumenti stretti e isolanti.

La terapia da eseguire per curare questa infezione vaginale è di tipo locale con un farmaco antimicotico dà sollievo ai sintomi e nel 70-90% dei casi elimina l’infezione (eradicazione). Per l'infezione in gravidanza possono essere adottati gli imidazolici (antimicotici a largo spettro) come il:miconazolo, terconazolo e butaconazolo, sotto forma di ovuli vaginali o applicati localmente in crema una volta al giorno.

Per l’abbassamento delle difese immunitarie (immunodepressione immunitaria) tipica della gravidanza si prescrivono cicli di 7gg, sia per gli ovuli che per la crema. Gli imidazolici non sono assorbiti nel circolo sistemico e sono innocui in gravidanza. Raramente la C. Albicans è stata segnalata come causa di infezione del liquido amniotico. 

Complicanze neonatali

  • Candidiasi muco-cutanea neonatale
  • Candidiasi orale (mughetto)
  • Micosi broncopolmonare
  • Disturbi digestivi
  • Infezione cerebrale fetale

La trasmissione diretta si verifica alla nascita o successivamente attraverso il contatto con neonati o personale della nursery infetto (bocca e mani) o oggetti contaminati. Il canale del parto infetto rappresenta comunque la fonte principale di infezione, per cui la vaginite materna da miceti non trattata risulta essere la responsabile primaria dell’infezione neonatale.

Vaginosi batterica

Con questo termine si fa riferimento a una infezione polimicrobica caratterizzata da una proliferazione eccessiva di specie batteriche normalmente presenti nell’ambiente vaginale non associata alla presenza di cellule infiammatorie. Questo porta alla determinazione di un pH vaginale elevato.

La maggior parte delle vaginosi batteriche (70-80%) è dovuta ad un infezione mista da Gardnerella e anaerobi. 7

I sintomi di una vaginosi batterica sono le perdite con tipico odore di “pesce”, dense, grigie e omogenee. Quasi sempre un esame batteriologico fresco del secreto vaginale e una determinazione del pH vaginale è sufficiente per una diagnosi immediata. A volte è utile associare un test all’amina (whiff test).

Complicanze perinatali

  • Aborto
  • Travaglio di parto pretermine
  • Rottura prematura delle membrane
  • Corionamnionite
  • Endometrite puerperale

Quindi la vaginosi batterica rappresenta una causa importante e potenzialmente prevenibile di prematurità.

Terapia in gravidanza

Il trattamento elettivo per la forma sintomatica è il metronidazolo, in alternativa Clindamicina e Metronidazolo. Si raccomandano questi trattamenti a partire dall’inizio del 2° trimestre, quando l’organogenesi fetale è ormai completa. I punti fondamentali su cui focalizzare l’attenzione al fine di prevenire l’eventuale aumento di rischio di parto pretermine e di rottura prematura delle membrane, nelle gravide affette da vaginosi batterica sono l’applicazione dei vari test diagnostici a disposizione, il trattamento farmacologico sistemico, oltre che locale, per bonificare possibili infezioni del tratto genitale superiore.

Trichomonas vaginalis

L'infezione di tipo Trichomonas vaginalis presenta un vasto corteo sintomatologico, ma il 15-20 % dei casi risulta asintomatico. Le pazienti sintomatiche presentano spesso perdite abbondanti, di colore giallo-grigio o verdastre. A volte si riscontra un “odore forte” con irritazione vulvovaginale e occasionalmente può essere riferita disuria (fastidi alla minzione).

Fattori predisponenti: lesioni cervico-vaginali,prostituzione, promiscuità sessuale, giovane età, basso livello socio-economico, igiene precaria, biancheria da toilette, abiti stretti ed isolanti.

Complicanze neonatali:

  • Travaglio e parto pretermine
  • Rottura prematura delle membrane
  • Infezione urinaria neonatale.

Importanza della salute della donna incinta

Concludendo si può affermare che durante la gravidanza si osserva una maggiore incidenza di diverse forme batteriche e virali. Ci sono infezioni, come la Toxoplamosi, che sono spesso asintomatiche anche nella gravida, ma che possono avere effetti devastanti sul feto.

Per questo motivo è molto importante che tutti coloro che si occupano della salute della donna incinta, portino a conoscenza i concetti fondamentali degli screening prenatali per le infezioni in gravidanza.

Inoltre una valutazione dell’ecosistema vaginale di una gestante dovrebbe sempre essere eseguita alla prima visita prenatale o almeno nei casi in cui la paziente presenti perdite vaginali (leucorrea) anomale o altri sintomi di infezione.


Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

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