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Igiene orale

Cosa sbaglio nella mia igiene orale?

Perché il mio dentista dice che non lavo bene i denti? Ecco gli errori che più frequentemente i pazienti commettono e che riducono l'efficacia delle quotidiane manovre di igiene orale domiciliare.

Dr. Alessandro Cappelli Data pubblicazione: 03 gennaio 2012 Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2022

Una delle cose che più spesso capita di notare, a noi dentisti, è una carenza più o meno grave nel controllo da parte dei pazienti della placca batterica a testimonianza di una carenza nella igiene orale dei pazienti. E quelli a cui lo facciamo notare regolarmente rispondono che non è vero che non si lavano i denti, ma che anzi lo fanno spesso. Se poi andiamo ad approfondire il discorso vediamo che, dietro a questa scarsa consapevolezza del problema, ci sono tutta una serie di errori, sia quantitativi che qualitativi che portano i pazienti ad avere, a fronte di un certo (dichiarato) impegno nell'igiene orale, una risultato a volte veramente scadente.

Ci sono diverse considerazioni da fare a questo riguardo.

Come vedere la placca?

La prima, banale, è che la placca non si vede e che quindi noi non possiamo vedere il risultato di quello che facciamo. Non vedendo presumiamo che tutto sia fatto per bene.

Possiamo subito risolvere questo problema utilizzando i cosidetti "rivelatori di placca", che non sono altro che pastiglie o liquidi che evidenziano la placca presente sui denti colorandola.

Basterà utilizzare una di queste pastiglie, masticandola dopo avere lavato i denti come di solito, e poi andare a verificare, specchietto alla mano, quali zone del dente risultano macchiate dal colorante. Quelle sono le zone dove lo spazzolino non è arrivato e su cui dobbiamo insistere fino ad eliminare tutto il colore presente.

Questo è già un buon allenamento che consente di "vedere" quello che stiamo facendo e di capire quali sono le manovre più utili per ottenere lo scopo. Ma, a parte questo "trucchetto", è importante che impariamo la tecnica giusta per lavare i denti.

Per approfondire:Come prevenire la carie?

Come lavare i denti nel modo corretto?

Lavare i denti per pulirli bene vuole dire conoscere una buona tecnica di pulizia: per fare questo bisogna informarsi con l'igienista dello studio che frequentate o con lo stesso dentista o, ancora, consultando manuali o visionando video che lo spiegano abbastanza bene.

Ma vediamo ora quali sono gli errori più comuni: gli errori sono sia qualitativi che quantitativi.

Errori qualitativi

La tecnica di spazzolamento sbagliata

Spesso si puliscono i denti agendo con lo spazzolino sulla superficie esterna dei denti in direzione orizzontale da destra a sinistra.

Immaginate che i denti siano simili ai denti di un pettine.Se avete mai provato a pulire un pettine saprete che l'unico modo per pulire bene lo sporco tra i denti è quello di spazzolare dalla base verso la punta. E, quindi, per analogia anche i denti devono essere spazzolati dalla base (gengiva) alla punta, ricordandosi di andare sempre dal rosso (gengiva) verso il bianco e quindi cambiando direzione a seconda che si pulisca l'arcata inferiore (dal basso in alto) oppure la superiore (dall'alto in basso).

Il tipo e la quantità di dentifricio

In questo campo imperano i condizionamenti della pubblicità che deve vendere il dentifricio. Ci lasciano credere che esista il dentifricio miracoloso che, come una medicina, risolve tutti i problemi.

Il dentifricio è solo un coadiuvante della pulizia: potete benissimo lavarvi i denti senza dentifricio, ma non senza lo spazzolino.

Il dentifricio contiene alcune sostanze, come il fluoro, che rinforzano un po' i denti, ma quello che conta è solo l'azione di sfregamento delle setole dello spazzolino coadiuvate dall'effetto di sospensione delle particelle di sporco operata dal dentifricio.

Per quanto riguarda invece la quantità, regna sovrana l'influenza della pubblicità in cui vediamo dei bei riccioloni di dentifricio e quindi pensiamo che sia giusto usarne molto.

Ebbene la quantità giusta da usare è pari alla forma di un pisello. Tutto il resto è sprecato e, anzi, è dannoso perché crea l'effetto “saponetta bagnata “(avete presente quando prendere una saponetta che è stata immersa nell'acqua? Quanto tempo passate a togliere l'eccesso di sapone prima iniziare a lavare le mani?).

Intensità dello spazzolamento

Esistono tre tipologie setole per gli spazzolini: morbidi, medi e duri.

Generalmente si tende a privilegiare uno spazzolino duro e usare molta forza, quasi che la forza e la durezza dello spazzolino assicurino una migliore pulizia. In realtà anche questo è un errore e ne vediamo continuamente i risultati sotto forma di recessioni gengivali (gengive che si ritirano) e usure dei denti da spazzolamento.

La placca batterica è molto facile da disgregare, quindi va benissimo uno spazzolino medio o anche morbido purché usato nel modo giusto.

Inoltre lo spazzolino va cambiato spesso e non esiste una regola per stabilire quando: più spesso si cambia e meglio è. Chi usa molta forza lo deve cambiare molto spesso, viceversa chi è più delicato. Una buona indicazione è data dalla osservazione delle setole: se sono storte è meglio cambiare lo spazzolino.

I mezzi ausiliari (idropulsori, spazzolini elettrici)

Gli spazzolini elettrici puliscono meglio degli spazzolini manuali, ma richiedono una diversa tecnica di spazzolamento che deve essere insegnata (non si muovono su tutta la bocca ma si lasciano agire un tot di tempo su ogni dente per poi passare al successivo).

Gli idropulsori sono un'arma a doppio taglio: il fatto che vediate uscire dei residui alimentari grossolani tra i denti non vuole dire che abbiate fatto una buona pulizia. Quindi si possono usare come aiuto al normale spazzolamento e non in sostituzione di questo. La placca non si vede!.

Eventualmente possono essere usati per veicolare sostanze disinfettanti e medicamentose.

Errori quantitativi

Quante volte al giorno pulite i denti?

Se io faccio questa domanda ad un paziente l'immancabile risposta è: mi lavo i denti due volte al giorno!

Se poi chiedo quando esattamente la risposta è: la sera e la mattina.

Ora riflettete: se la sera avete pulito bene i denti e presumendo che durante la notte non avete mangiato niente, che senso ha pulire i denti nuovamente la mattina (prima di colazione)?

Eventualmente avrebbe un senso pulire i denti la mattina per eliminare lo sporco della colazione, ma poi facciamo lo spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda, lo snack, la cioccolatina ecc., quindi durante tutta la giornata abbiamo i denti sporchi perché dobbiamo aspettare la sera. Quindi, dividendo il giorno in due metà, durante le prima metà (giorno) in cui i denti sono sporchi non li puliamo quasi mai, mentre durante la seconda metà (notte) li puliamo due volte!

Bisogna sapere che il ciclo della formazione della placca batterica, cioè di quella patina di batteri che si accumula tra dente e gengiva è di poche ore dopo aver mangiato qualsiasi cosa, specialmente se dolce.

Quindi noi dobbiamo spezzare questo meccanismo impedendo alla placca di stratificarsi durante la giornata lavando quindi sempre i denti dopo pranzo e se possibile dopo ogni volta che mettiamo in bocca qualcosa, specialmente se dolce (i batteri si moltiplicano meglio e di piu' in presenza di zucchero).

Quanto è il tempo che dedicate all'igiene?

Si dice che non si dovrebbe dedicare meno di tre minuti all'igiene orale, ma facciamo pure lo sconto e limitiamoci a un minuto.

Avete mai provato a mettere un cronometro davanti al lavandino e vedere quanto è lungo un minuto? Provateci e vedrete che generalmente non superiamo mai questo limite.

Ebbene, è stato dimostrato che, in media, ci si lava i denti per 30 secondi.

E, cosa peggiore, è che di questi 30 secondi la maggior parte li passiamo a spazzolare gli incisivi che sono i più facili da pulire mentre per le parti più nascoste e più difficili, dove si accumula più placca dedichiamo pochissime passate di spazzolino.

Quindi il consiglio è di iniziare la pulizia dei denti dalle parti più nascoste e più difficili, quali le parti interne dei denti inferiori (quelle vicino alla lingua) oppure le parti interne dei denti superiori(quelle vicine al palato).

False credenze sull'igiene orale

Il collutorio sostituisce lo spazzolino?

Usare regolarmente un collutorio nella speranza di rimediare ad uno scarso spazzolamento: l’uso del colluttorio non serve a sostituire l'igiene orale con lo spazzolino. O il colluttorio contiene sostante riconosciute come validi antiplacca (come la clorexidina) oppure serve solo a rinfrescare l'alito e poco più. In ogni caso l'uso del colluttorio medicato va riservato a casi specifici e a momenti specifici e usato per brevi periodi.

Il chewing-gum pulisce i denti?

Pensare che masticare un chewing gum possa sostituire lo spazzolino: è un grande inganno della pubblicità. Se vi dicono che una gomma da masticare toglie il 99% di placca in più di una normale chewing gum significa che toglie solo il 99% in più di niente, dato che la gomma da masticare non toglie che pochissima placca.

Il fumo fa venire il tartaro?

In realtà il fumo, con il catrame che deposita, rende solo più evidente il tartaro che, normalmente, è giallastro mentre nel fumatore è nerastro.

Ogni quanto fare la pulizia dei denti?

Pensare che basti andare una volta all'anno dal dentista per non avere problemi è un errore comune: se non ci si lava bene quotidianamente i denti è come non pulire tutti i giorni la vostra casa e poi una volta all'anno chiamare l'impresa delle pulizie. Come sarebbe la vostra casa durante l'anno?

Credere che si deve comunque andare regolarmente a togliere il tartaro è un'altra falsa credenza. Il tartaro si forma solo se c'è placca e la placca c'è se non vi lavate bene i denti. Chi si lava bene non ha ne placca né tartaro.

Cosa fare?

In definitiva quello che si deve fare è affidarsi ad un dentista che sia capace, direttamente o per il tramite delle sue igieniste, di insegnarvi come si effettua una corretta igiene orale e che poi vi tenga sotto controllo fino a quando non vi sarete impadroniti della tecnica e, sopratutto, fino a quando non ottenete il risultato cercato: avere la minima quantità di placca batterica possibile.

Autore

alessandro.cappelli
Dr. Alessandro Cappelli Dentista, Odontostomatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Universita' la Sapienza Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Ascoli-Piceno tesserino n° 1666.

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