L’uomo infertile è spesso dimenticato.

Questo sembra emergere da un lavoro recentemente presentato da un gruppo di ricercatori della Emory University di Atlanta al Meeting annuale dell’American Urological Association (AUA) tenutosi nei primi giorni di maggio a Chicago.

 

     

 

Da questa ricerca emerge come, nonostante l’infertilità di coppia abbia in circa il 50% dei casi alla sua base una causa maschile, gli uomini di queste coppie vengono spesso non considerati e valutati in modo corretto ed adeguato anzi frequentemente il maschio viene ignorato del tutto. La partner femminile è invece sottoposta a molte valutazioni, alcune non mirate e non utili; nelle situazioni estreme si arriva a dare un’indicazione verso una tecnica di riproduzione assistita senza aver mai fatto un esame del liquido seminale ed in quella circostanza a volte emerge il fattore maschile come causa che ha determinato l’infertilità di coppia.

 

      

 

Tutto ciò porta spesso ad indicazioni cliniche non corrette e costose anche da un punto di vista non solo economico ma emotivo e psicologico.

Secondo i ricercatori nordamericani i medici, esperti in patologia della riproduzione umana, dovrebbero sempre indirizzare anche il partner maschile di una coppia infertile verso una seria valutazione clinica dato che le possibilità di un problema maschile non sono mai da trascurare.

Un altro dato, sottolineato dalla ricerca, è che molti siti web per uomini tendono a parlare soprattutto di fattori femminili e mentre sono numerosi i gruppi di supporto nati per aiutare una donna che ha problemi ad avere un figlio questi sono praticamente inesistenti per gli uomini.

 

     

 

Dobbiamo qui anche ricordare che molti medici che si definiscono “andrologi” sono in realtà endocrinologi, ginecologi della riproduzione ed urologi che purtroppo non sempre hanno chiare e specifiche competenze in andrologia e soprattutto in patologia della riproduzione umana.

Questi medici tendono ad indirizzare, in modo quasi automatico, la coppia con problemi di fertilità quasi sempre verso una tecnica di riproduzione assistita.

 

      

 

Oggi un’attenta valutazione anche del partner maschile può portare in molti casi a fare una precisa diagnosi e ad impostare, quando possibile, una terapia mirata che evita di arrivare all’utilizzo indiscriminato delle tecniche di riproduzione assistita; anche le linee guida dell’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) raccomandano da diverso tempo, onde evitare indicazioni cliniche non appropriate, la necessità di una valutazione andrologica per il maschio che deve essere fatta in contemporanea con quella del partner femminile.

 

Fonte:

https://www.auajournals.org/doi/10.1097/01.JU.0000556124.52502.bb

https://www.medscape.com/viewarticle/912867

Altre informazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=nlD1oaxt96Q

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/7848-infertilita-maschile-attenti-alla-dieta-da-seguire.html

 

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