L'avvelenamento da tossina botulinica

Dr. Stelio AlvinoData pubblicazione: 24 marzo 2013

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La recente notizia di due decessi e un grave intossicato nel Lazio ricoverato in prognosi riservata dopo una cena a base di prodotti alimentari preparati e conservati in casa, riapre una vecchia ma sempre attuale questione, quella dell'intossicazione alimentare da tossina botulinica.

In questi ultimi anni i più ricorderanno come la stessa tossina (in realtà ne sono state isolate ben sette tipi) sia largamente usata in Medicina estetica.

Quello di cui vogliamo parlare qui, invece, riguarda gli effetti ben più devastanti e potenzialmente letali della intossicazione sistemica della tossina quando introdotta nell'organismo con cibi contaminati. Quindi la forma classica “alimentare” di intossicazione delle quattro forme classificate e note

Procediamo con ordine.

Quella botulinica è una neurotossina prodotta da un batterio ubiquitariamente presente nell'ambiente terreno, acquatico, nell' intestino di mammiferi e uccelli e molte derrate alimentari: il Clostridium Botulinum (CB) le cui spore (forma latente, inattiva ed estremamente resistente del batterio) rimangono tali finchè non si creino le condizioni ottimali perchè il batterio possa, attraverso un processo di “germinazione”, passare alla forma “vegetativa” e quindi produrre poi la tossina.

Nel caso specifico del CB la condizione ottimale cui si accennava è l' assenza di aria come nel caso di alimenti conservati in barattoli di vetro o metallici, sott'olio o al naturale, giacchè il batterio non sopravvive in presenza di ossigeno, essendo un anaerobio obbligato, ed è presente solo nella forma sporigena.

Condizioni opposte invece che ne impediscono la germinazione sono un pH (acidità) inferiore a 4,6 (meglio quindi se presente aceto) e la conservazione successiva a basse temperature. L'alto contenuto salino o zuccherino riduce la resistenza delle spore al calore. Le spore resistono a un riscaldamento a 100°C per 3/5 ore, vengono distrutte in circa tre minuti a 120°C. La temibile tossina viene distrutta a 80 °C per almeno 20 min, temperatura facilmente raggiungibile con la bollitura.

I cibi più incriminati sono le preparazioni casalinghe sott'olio a base di verdure (pomodori, peperoni, mais, olive, fagiolini, melazane, zucchine, barbabietole, funghi, frutta), pesce e più raramente, di carne (prosciutto e altri insaccati). Molto dibattuta la questione della contaminazione del miele che viene sconsigliato ai bambini al di sotto dell'anno di vita. In realtà a differenza degli USA, sembra non si siano mai riscontrati in Europa casi di botulismo a questa età legati al consumo del miele.

L'industria alimentare lascia buoni margini di sicurezza giacchè i processi di produzione dovrebbero essere estremamente rigorosi per eliminare a monte il problema.

Comunque estrema attenzione alle confezioni acquistate o preparate in casa che presentino deformazioni del contenitore o del coperchio per la presenza di gas o peggio emanino cattivo odore al momento dell'apertura. Vanno smaltite.

La sindrome da avvelenamento

L'eventuale ingestione di questa tossina che è riconosciuta essere tra i veleni più potenti per l'esiguità del dosaggio rispetto al danno provocato produce dopo una latenza dal pasto di qualche ora (dalle 8 alle 16 h ma si sono riscontrati casi di latenza anche fino a 8 giorni) la comparsa di una sintomatologia caratterizzata da problemi visivi (annebbiamento), difficoltà nella deglutizione, riduzione della salivazione, disturbi gastro intestinali (nausea, vomito, diarrea), diffusa debolezza muscolare crescente con progressione verso la paralisi anche dei muscoli respiratori. Non è presente febbre e il sensorio rimane integro. Statisicamente più ridotto è il periodo di latenza dei primi sintomi peggiore sarà la prognosi. 

Il trattamento terapeutico

Alla comparsa di questi sintomi l'ospedalizzazione è assolutamente necessaria. Immediato il contatto con un Centro antiveleni. Entro poche ore può essere somministrato con efficacia un antitodo specifico alla tossina prima che questa si leghi ai recettori nervosi (immunizzazione passiva). Necessario monitorizzare le principali funzioni vitali del paziente in una Terapia Intensiva perchè l'insorgenza di paralisi muscolare può rendere necessaria l'intubazione del paziente e una ventilazione meccanica sostitutiva.

La mortalità dei casi non trattati arriva all'80%. In Italia si riscontrano fino a 50 casi all'anno con un indice di mortalità del 10-20%. E' obbligatoria la denuncia all'autorità sanitaria (Istituto Superiore di Sanità - Ministero della Salute) anche per un miglior coordinamento nella organizzazione, approntamento e fornitura del siero antitossina.

Autore

stelio.alvino
Dr. Stelio Alvino Anestesista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso Università degli Studi di Bologna.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Perugia tesserino n° 6377.

5 commenti

#1
Utente 366XXX
Utente 366XXX

Buongiorno Dottore,
Io, giovedì sera, ho preparato il pesto e l ho messo in due vasetti di vetro che ho posto in un sacchetto dentro la.borsa pronti per portarli via, non mettendoli sbadatamente in frigo.
Ho consumato il pesto il pranzo del giorno dopo. Rischio botulino?
Il mio dubbio deriva dal fatto che mescolando il pesto vedevo delle piccolissime bollicine (forse formatesi durante l invasamento). Ad ogni modo non ho avuto alcun sintomo intestinale in questi 2 giorni. Sono andata bene in bagno e ho solo avuto qualche crampo alla bocca dello stomaco.
Grazie

#2
Dr. Stelio Alvino
Dr. Stelio Alvino

Stia tranquilla. Non rischia nulla perché ha praticamente consumato subito il prodotto. L`eventuale presenza di spore di CB è ininfluente perché non vi è stato tempo per la trasformazione nella forma vitale del batterio e quindi per la sintesi della neurotossina. Pet cui i suoi disturbi non sono legati a questo specifico evento.
Cordialità

#3
Utente 366XXX
Utente 366XXX

Grazie mille dottore per la sua celere risposta.
Buona Domenica

#4
Utente 387XXX
Utente 387XXX

Salve Dottore,
in merito al suo articolo sull'avvelenamento da tossina botulinica, avrei una domanda da porle, per capire se mi sono esposto al rischio d'intossicazione.
Questo pomeriggio ho aperto un barattolo di peperoncini sottolio, da me (stupidamente) preparati senza nessun tipo di precauzione (i peperoncini sono stati semplicemente lavati, tagliati e messi in un barattolo pieno d'olio, e così conservati per circa un mese). All'apertura del barattolo, l'olio ha immediatamente cominciato a "schiumare", come se avessi aperto una lattina di bibita gassata. Stupidamente (...e 2) una volta estinta la schiuma, ho inserito solo le punte della forchetta nel barattolo, e ho assaggiato le 4 gocce d'olio presenti sulle punte stesse della forchetta. Poi, preso da mille dubbi, ho preferito buttare via il tutto. Ora però sono preoccupato da quelle 4 gocce che ho assaggiato, perché a posteriori (stupidamente... e 3) mi sono informato e ho letto che il botulino è dannosissimo anche a dosi minime.

Preso dal panico, ho già contattato il centro antiveleni, e il medico al telefono mi ha rassicurato dicendomi che la schiuma è la conseguenza di altri "batteri" (ha citato i coli, se non ho capito male), e non è sinonimo di botulino.

Io ora sto bene, sono trascorse circa 5 ore dal momento in cui ho ingerito l'olio (so che 5 ore sono poche, visto che il botulismo ha un tempo di incubazione che può essere anche di diversi giorni), però non le nego che sono ancora preoccupato, nonostante la rassicurazione del dottore del centro antiveleni.

Lei cosa ne pensa?

Grazie in anticipo per la sua cortese risposta.

Francesco.

#5
Dr. Stelio Alvino
Dr. Stelio Alvino

Concordo con quanto detto dal collega del centro antiveleni consultato. Ammesso vi sia una contaminazione con clostridium del prodotto, solo aver assaggiato quelle 4 gocce d'olio non comporta particolari rischi anche perché non penso che vi sia stata una vera e propria ingestione di alimento di fatto.
Cordialità

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