Sembra quasi un racconto di fantascienza scritto da Jules Verne questo studio pubblicato il 21.08.2018 sul prestigioso Scientific Reports sul funzionamento del cervello umano e che potrà svelare nuove strategie terapeutiche per il controllo dei disturbi del movimento nel morbo di Parkinson ed in altre malattie neurologiche. Il lavoro Wireless control of cellular function by activation of a novel protein responsive to electromagnetic fields diretto dal Prof. Galit Pelled, bioingegnere dell’Institute for Quantitative Health Science and Engineering della Michigan State University ha studiato la capacità del Kryptopterus bicirrhis di avvertire e di rispondere ai campi elettromagnetici della Terra. Questo piccolo pesce di acqua dolce, conosciuto comunemente come pesce gatto di vetro, assume una costante posizione con testa in alto e coda verso il basso ed ha un caratteristico nuoto ondulato, che gli consentono di sentire le onde magnetiche statiche ed alternate, in base alle cui variazioni indirizza il suo nuoto. In parole semplici, il pesce gatto per spostarsi ha una sorta di GPS. I ricercatori hanno identificato la proteina che costituisce il navigatore ed il gene che la produce, chiamato electromagnetic-perceptive gene o EPG.

Con tecniche di ingegneria genetica ed utilizzando virus, l’EPG è stato inoculato nei neuroni motori di 10 animali da esperimento, mentre in 5 animali di controllo al posto della EPG è stata iniettata una proteina fluorescente chiamata GFP. Gli animali con l’EPG, a differenza di quelli con GFP, a seguito di stimolazione magnetica wireless presentavano notevoli risposte di tipo muscolare. Ciò ha significato sperimentalmente che in una maniera non invasiva ed attivando magneticamente questo gene c’è la possibilità di interferire sui movimenti degli arti. Sulla scorta di questi reperti, Galit Pelled suggerisce la possibilità che in un futuro non lontano e grazie alla tecnologia che avanza a passo di carica si potrà utilizzare un’analoga strategia nel trattamento del tremore parkinsoniano attraverso la somministrazione del gene EPG nella specifica regione cerebrale di controllo e mediante la sua attivazione elettromagnetica.

Al presente, nelle condizioni di morbo di Parkinson avanzato e scarsamente controllato dalla terapia medica, si ricorre alla stimolazione cerebrale profonda (DBS) che consiste in una procedura chirurgica con l’impianto di un neuro-stimolatore, che invia impulsi elettrici a regioni specifiche del cervello. L’impianto dell’elettrodo è comunque una tecnica invasiva, non esente da rischi e da possibili complicanze di ordine infiammatorio.

Il Dr. Assaf Gilad, co-Autore dello studio e professore di Ingegneria Biomedica e Radiologia, intravvede la realizzabilità del progetto attraverso l’induzione nelle cellule staminali, con tecniche di ingegneria genetica, alla produzione del gene EPG, e nella loro successiva introduzione nel cervello dei soggetti parkinsoniani. Le cellule staminali si sono dimostrate ottimi veicoli del gene EPG.

Questo studio, com’è intuibile, spalanca insospettate prospettive nel trattamento della malattia di Parkinson e non solo. Il passo successivo da parte dei ricercatori è di comprendere quale sia in realtà il meccanismo per il quale il gene EPG risponde alla stimolazione indotta dalle onde magnetiche.

Nel 1766, il medico tedesco Franz Anton Mesmer, nella sua tesi di laurea Dissertatio phisico-medica de planetarum influxu sostenne “Tutte le influenze delle cose sugli esseri trovano una corrispondenza reciproca nell’influenza degli esseri sulle cose e gli astri dominano gli esseri e le cose dell’universo” fondando la sua teoria del magnetismo animale (detta dal suo nome mesmerismo) smentita dalla comunità scientifica perché ritenuta priva di ogni fondamento e del tutto inefficace sul piano terapeutico. Ma forse perché il dott. Mesmer non aveva ancora idea del gene EPG……

 

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