Da molto tempo sappiamo bene che i pazienti affetti da Sindrome Sjögren primaria e lupus eritematoso sistemico mostrano segni di affaticamento nella loro vita di tutti i giorni.

 

 

L'affaticamento ha un impatto devastante nella vita quotidiana dei pazienti con sindrome di Sjögren primaria (PSS) e nel lupus eritematoso sistemico (LES). 

Alcuni ricercatori hanno studiato i vari aspetti della fatica nella vita quotidiana dei pazienti con PSS e SLE, paragonandoli ad un gruppo di controllo di persone sane. 

Confrontando l'affaticamento nel corso della giornata di pazienti di

sesso femminile con LES (n = 20, età media 43,4 +/- 11,3),

con PSS (n = 28, età media 53,7 +/- 13,9) e

partecipanti sani (n = 30, età media 50,5 +/- 13,4).

L'affaticamento fisico era significativamente più alto nei pazienti malati rispetto al gruppo di controllo di persone sane. 

I gruppi non differivano in alcun modo in realazione alla motivazione al lavoro o all' affaticamento mentale. 

La fatica fisica e la riduzione delle potenziali attività variavano significativamente durante la giornata. 

Associandosi anche all'affaticamento i sintomi depressivi, i gruppi hanno mostrato curve temporali significativamente differenti durante tutto il giorno. 

Nei partecipanti sani e nei pazienti affetti da LES, l'affaticamento è prima diminuito e poi aumentato, mentre un decorso opposto, almeno per la prima parte della giornata, è stato osservato in pazienti con sindrome di Sjögren primaria (PSS).

I colleghi hanno scoperto livelli più elevati di affaticamento quotidiano nei pazienti con SLE e PSS rispetto ai soggetti sani, mettendo così a repentaglio la qualità della vita di questi pazienti. 

L'effetto di queste 2 malattie autoimmuni sulle variazioni all'affaticamento nel corso della giornata, dovrebbe essere oggetto di ulteriori future indagini, soprattutto perché ci potrebbe chiarire meglio i meccanismi fisio-patogenetici delle 2 sindromi.

Altri studi hanno dimostrato che la stimolazione del nervo vago può avere effetti benefici in condizioni infiammatorie proprio attraverso la regolazione delle risposte immunitarie. 

Attualmente ci sono dispositivi elettronici sul Mercato Europeo che stimolano il Nervo Vago con l'indicazione terapeutica di ridurre i sintomi della depressione e come trattamento terapeutico o di prevenzione del mal di testa, come terapia per ridurre i sintomi dei disturbi della motilità gastrica e della sindrome dell'intestino colon eirritabile ed infine come terapia aggiuntiva nella prevenzione dell'insorgenza parziale e convulsioni generalizzate associate all'epilessia. 

Questo tipo di dispositivo funziona erogando uno stimolo elettrico a bassa tensione per un tempo molto breve stimolando il Nervo Vago all'altezza del collo, riducendo le risposte infiammatorie delle cellule immunitarie.

Un recente studio ha esaminato gli effetti della stimolazione del nervo vago sulle risposte immunitarie misurando i globuli bianchi di pazienti con Sindrome di Sjogrens.

E' stata scelta la sindrome di Sjogren come modello di malattia, perchè si tratta di una chiara condizione autoimmune

Inoltre è stata scelta questa Sindrome, poiché non è disponibile un trattamento terapeutico realmente efficace per questa condizione patologica e la maggior parte dei pazienti non usa con successo i farmaci per via generale, che possano modulare il sistema immunitario.

Una analoga neurostimolazione di tipo vagale si sta provando con l'agopuntura.

Work in Progress!

 

 

 

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