La violenza sessuale contro i bambini rimane una problematica grave della salute pubblica globale. Sono migliaia i casi di abusi sessuali su minori commessi in tutto il mondo dagli uomini della Chiesa Cattolica. Ovvero abusi sessuali su minori o possesso di materiale pedopornografico da parte di vescovi, sacerdoti, religiosi e catechisti appartenenti alla Chiesa cattolica.

Nel 2002 la conferenza episcopale statunitense commissionò uno studio dettagliato sul fenomeno al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che è riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia. Lo studio, che venne pubblicato nel 2004 con il titolo John Jay Report, convalidò 6 700 accuse contro 4 392 sacerdoti e diaconi in carica negli Stati Uniti dal 1950 al 2002, circa il 4% di tutti i 109 694 sacerdoti che hanno prestato servizio durante il periodo coperto dallo studio

Nel giugno 2009 il cardinale Cláudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero dichiarò al settimanale cattolico spagnolo Vida Nueva che «La Chiesa non può chiudere gli occhi di fronte ai casi di pedofilia tra i propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere quattro preti su cento»

Ad oggi abbiamo compreso che il disturbo pedofilico non è ristretto solo nelle mura di casa ma anche nelle istituzioni, chiese, scuole e palazzetti dello sport. I criteri diagnostici del Disturbo Pedofilico nel DSM-V sono molto chiari: il disturbo pedofilico è caratterizzata da eccitazione sessuale ricorrente ed intensa, impulsi o comportamenti a carico di bambini/e al di sotto dei 13 anni; viene diagnosticata solo in persone di età uguale o superiore ai 16 anni e almeno 5 anni più vecchie del bambino che è il bersaglio delle fantasie, desideri, comportamenti e attività sessuali. Per alcuni individui questi impulsi sessuali patologici e disfunzionali causano un marcato disagio psicosociale. Molti individui negano l’attrazione sessuale per i bambini anche se le evidenze oggettive dicono il contrario. La prevalenza del disturbo pedofilico si attesta intorno al 3-5%. La pedofilia, come afferma il DSM-V, sembra essere una condizione permanente. Sembra che sia una forte correlazione tra pedofilia e disturbo di personalità antisociale dove questa doppia diagnosi nell’uomo aumenta gli agiti sessuali verso i bambini. Probabilmente per l’assenza di empatia, moralità, assenza di regole e incapacità nell’immedesimarsi nel dolore e nella angoscia del piccolo. Molto spesso i maschi con disturbo pedofilico riferiscono di essere stati a loro volta abusati in tenera età. Questo puo essere spiegato nell’identificazione dell’aggressore. L’uomo abusato da adulto inverte la diade vittima-persecutore tentato inconsciamente di controllarla nel presente. Da giovane vittima ad adulto carnefice, un trauma intergenerazionale che può essere tramandato per decine di anni e per molte generazioni.

Uno studio molto complesso di Harald Dressing e colleghi del 2017 riporta una analisi molto approfondita che coinvolge 40 studi sugli abusi sessuali su minori da parte degli uomini della chiesa cattolica. Questo studio riporta anche in base statistica ed in percentuali le caratteristiche sia delle vittime che dei persecutori. L’analisi in modalità longitudinale abbraccia studi dal 1990 al 2015. L’analisi attenta degli uomini della chiesa abusanti è la seguente: uomo, sui 39 anni di media al suo primo reato ma con una oscillazione di età tra i 15 e i 90 anni. Si, il piu piccolo abusante e quindi predatore aveva 15 anni. I tratti psicologici e psicopatologici più frequenti erano deficit emozionali e sessuali, disturbi di personalità, pedofilia, abuso di alcol, ansia, paranoia e ipocondria. Tra i 12,910 casi studiati nel 75,5% la modalità più frequente di abuso era “hands-on” (75,5%) ovvero abusi espliciti ed in forma attiva di contatto. La maggior parte degli atti pedofilici è stata descritta come penetrazione anale, vaginale o toccando la vittima. Invece le vittime abusate della chiesa cattolica erano nel 78.6% maschi con un range di età tra i 0 e i 21 anni e con una media di 12 anni. I media probabilmente si focalizzano spesso sui persecutori e poco sulle vittime perchè fa più scena il carcere per un pedofilo che la sofferenza di una vittima. In questo grande studio sono state analizzate anche le conseguenze psicologiche e psicopatologiche traumatiche delle vittime che sono segnate a vita nel corpo e nella mente. I disturbi più frequentemente riscontrati nelle vittime sono: disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi del sonno, disturbi psicosomatici, disturbo post traumatico da stress e disfunzionalità nelle relazioni e nella sessualità. L’abuso sessuale infantile è uno dei traumi più atroci dove l’equilibrio del bambino collassa e in quasi la totalità dei casi il futuro adulto si ammalerà vivendo una vita non vissuta. La confusione più grande è data dal fatto che colui che dovrebbe proteggermi è anche lo stesso che mi fa male e spaventa. Tutto questo proietta il bambino verso vergogna, sensi di colpa, bassa autostima, dissociazioni, confusione e disgregazione dell’identità. Forse dovremmo iniziare a pensare quali siano veramente i posti più sicuri per i nostri bambini per salvaguardare la loro salute psicofisica. I dati sono tanti ed oggetti, non ammettono opinioni ma solo una grande presa di posizione da parte delle istituzioni che devono proteggere la salute dei piccoli. Servono più psicologici e perizie psichiatriche negli ambienti della chiesa cattolica in modo da prevenire tali fenomeni e redigendo percorsi terapeutici mirati in aggiunta alle più severe pene carcerarie. 

 

 

Dr. Leano Cetrullo
Psicologo
Member of The British Psychological Society
Member of The American Psychological Association APA
Member of The UK Psychological Trauma Society

3914541341 - L.cetrullo@gmail.com

 

 

Bibliografia

Dressing, H., Dölling, D., Hermann, D., Horten, B., Kruse, A., Schmitt, E., Bannenberg, B.,... Salize, H.-J. (June 01, 2017). Sexual abuse of minors within the Catholic Church and other institutions: A literature review. Neuropsychiatrie: Psychiatrie, Psychotherapie, Public Mental Health Und Sozialpsychiatrie, 31, 2, 45-55.

 

 

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