Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno
Forum RFS: come stimare il rischio individuale di tumore al seno (modelli Gail/NSABP), fattori di rischio e indicazioni per una sorveglianza attiva e personalizzata.
Ex utente
Dada vaccinata evvai!!!!!
Bibi a casa 
Stella e Fra che si gustano un bel gelato mentre lavorano
sana invidia
Ex utente
Ikigai
Io no ho lasciato l'altro seno come era!
Io no ho lasciato l'altro seno come era!
Giulygiuly
salvocatania
Grazie della risposta, l'indice di proliferazione e' 18%.
No non ho famigliarità
Spero vivamente sia una situazione sotto controllo.
Silvia
Grazie della risposta, l'indice di proliferazione e' 18%.
No non ho famigliarità
Spero vivamente sia una situazione sotto controllo.
Silvia
- Modificato da Giulygiuly
Ex utente
Dada
Io adoro tuo figlio. Non ho il suo coraggio, ma uno dei miei cibi preferiti è pane e banane
Io adoro tuo figlio. Non ho il suo coraggio, ma uno dei miei cibi preferiti è pane e banane
Ex utente
Nina74
Il chirurgo dice che si potrebbe procedere e di cominciare a pensarci, si parlava di settembre... Inizialmente mi ha detto fine giugno/luglio ma dopo aver visto la mia faccia
, ha posticipato
Ad pensiero di farmi tagliare anche il seno sano per estetica/riallineamento, mi viene male...
È anche vero che o lo faccio quando tolgo espansore o non lo faccio più.
Che pizza queste bocce
Il chirurgo dice che si potrebbe procedere e di cominciare a pensarci, si parlava di settembre... Inizialmente mi ha detto fine giugno/luglio ma dopo aver visto la mia faccia
, ha posticipatoAd pensiero di farmi tagliare anche il seno sano per estetica/riallineamento, mi viene male...
È anche vero che o lo faccio quando tolgo espansore o non lo faccio più.
Che pizza queste bocce
salvocataniaMedico Chirurgo
Lara -Ninasul blog
Questo è un pezzo del libro che stavamo scrivendo "a 4 mani" che Lara mi aveva inviato il 30 ottobre 2020
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Cammino e davanti a me c'è una salita. L'obiettivo è a circa cento metri. Pochi in generale, una montagna per me in questo momento. Allora mi concentro sulle pietre a terra, guardo solo i miei piedi che avanzano su di esse, un passo dopo l'altro. La testa vuole alzarsi e guardare la meta. "Quanto manca? Voglio arrivare, non ce la faccio". Ma resto ferma nel proposito, col capo basso, concentrata sui passi. E così arrivo all'obiettivo, quasi con stupore, me lo ritrovo accanto, sono arrivata.
Penso allora che è così che vorrei vivere, immersa nei piccoli step, senza guardare il traguardo che poi, si sa, è uguale per tutti.
È agosto e mi trovo al mare. Ci vengo ogni estate da ormai 10 anni. È un posto del cuore, fatto di amici, libertà, risate, bagni, giri in canoa e anche di silenzi, momenti solo miei davanti alle onde, con un libro in mano e la schiena appoggiata alle rocce. Già, la schiena. Un pezzo del mio corpo che non avevo mai davvero considerato e che invece è sostanziale, sostiene e sorregge, permette di avanzare nel mondo, senza crolliamo. Ho sempre avuto coscienza della testa, della pancia, delle gambe. Al dietro non avevo mai pensato. Non ce n'era bisogno, era lì e faceva il suo dovere. Finché tutto questo è cambiato due anni fa. Ho cominciato a sentire un dolore a destra, come di stiramento. Si è accentuato quando un giorno portavo due buste più pesanti, mi è sembrato uno strappo e ho aspettato passasse. Poi il dolore è diventato sordo ed è sceso nella fascia lombare, da lì di nuovo sopra. Finché avevo degli spasmi. Una mattina, in ritardo a lavoro, ho corso gli ultimi metri per arrivare in tempo a timbrare il cartellino e il dolore si è fatto sentire per tutto il giorno. "Che cosa succede? - mi chiedevo - che ha il mio corpo?". Il medico continuava a darmi antidolorifici che lenivano solo un po' i disturbi. Sono seguiti poi vari osteopati e massaggi. Buchi nell'acqua, uno dopo l'altro. Finché un'amica medico non mi prescrive una risonanza. Ricordo che dopo averla fatta il tecnico che mi aiutò ad alzarmi mi chiese se ero caduta di recente. Sul momento non ci feci caso, ma poi questa domanda continuò a rimbombarmi in testa nei giorni successivi.
Quando arrivò il referto ero in ufficio, sola. Per tutta la mattina, durante il lavoro, il pensiero era andato lì e mi ero chiesta cosa avrebbero visto. Ernia al disco? Vertebre schiacciate? Magari niente? Ci pensavo e aspettavo che arrivasse per togliermi il pensiero. Da sempre gli esami strumentali erano stati "controlli", per togliersi uno scrupolo e andare avanti. Stavolta però era diverso. Che c'era qualcosa di diverso lo sentivo, lo sapevo dentro. Una vocina piccola dentro lo sussurrava. Il mio corpo era diverso. Aprii il referto. Era lungo e parlava di malattia. Secondarismi di malattia. La testa mi girava e non capivo cosa ci fosse scritto. Che vuol dire malattia? Quale malattia? Così copiai una parte del referto su google e la parola più temuta venne fuori: cancro.
Ognuno di noi ha delle paure, a volte dettate dalla biografia, altre forse già scritte nel dna. Io ho sempre avuto autentico terrore di tutto ciò che avesse a che fare con il tumore. La condanna a morte più subdola e terrificante che evocava gente pelata ed emaciata, incapace di camminare sulle proprie gambe, ridotta all'ombra di quel che era. Non mi ci ero mai confrontata davvero con questa malattia, nessuno in famiglia. Quando una mia amica a 25 anni si era ammalata di tumore all'intestino, io ero in poco tempo sparita, nascondendomi dietro la paura di disturbare o di non sapere essere di aiuto. Salterei ora su una macchina del tempo solo per prendermi a schiaffi. Comunque, quel giorno, quando lessi la sentenza di google, la sensazione che ricordo con più vividezza è quella di essermi sentita su un precipizio. In parte ancora con i piedi a terra, ma con il corpo sbilanciato verso il vuoto. Mi mancava l'aria, non sapevo cosa fare. Andai da alcune colleghe in lacrime, venne anche un medico, perché al tempo lavoravo in un'azienda farmaceutica. Cercò di rassicurarmi, senza grandi risultati.
Quella pagina maledetta la mandai alla mia amica che mi aveva prescritto la risonanza e a suo fratello radiologo. Mi dissero di andare via da lavoro e di raggiungerli. Da quel momento in poi è cambiato tutto. Lo spartiacque della mia esistenza è stato quel giorno di marzo, ma non sapevo che di lì a poco ce ne sarebbe stato un altro anche peggiore.
Circa un mese più tardi, le idee si erano fatte più chiare. Ero passata per ospedali, avevo incontrato medici, mi ero sottoposta a esami. Il verdetto era di tumore al seno. Avrei dovuto cominciare una cura, ma aspettavo l'esito della biopsia. La mia cagnolina amatissima, Sari, stava male. Anche lei alle prese con un tumore bastardo alla vescica. Ormai non mangiava più da giorni, non si muoveva, non faceva più pipì. I suoi occhi imploravano pietà, una tregua, riposo. Così con il mio compagno avevamo preso la decisione più difficile e dolorosa: portarla dalla veterinaria per l'iniezione. Stavo salendo in macchina, lato passeggero. Un gesto fatto migliaia di volte, quotidiano. In quel momento sentii un dolore lancinante, una pugnalata alla schiena. Gridai. Il mio compagno si allarmò e chiamò la mia amica medico che ci disse di andare in ospedale. Non riuscivo a respirare, pensavo di avere una costola rotta che mi perforava il polmone. Il viaggio di 15 minuti mi sembrò eterno. Dietro c'era Sari moribonda, davanti io che cercavo di respirare e resistere. Arrivati in pronto soccorso due portantini si avvicinarono con la sedia a rotelle. Ero paralizzata dal dolore, dissi di non toccarmi che avevo bisogno di scendere da sola, con calma. Ma loro avevano fretta e mi tirarono per un braccio. Fabrizio e Sari andarono via, dentro sarebbe arrivata la mia amica.
Mi trovai sola, su una sedia a rotelle in una stanzetta grigia, triste e asettica come solo le stanze di ospedale sanno essere. Mi chiesero i dati, poi mi portarono in corsia. Dalla sedia dovevo mettermi in barella, il portantino di prima cercò di prendermi, gli dissi di stare lontano con la faccia più cattiva che ero in grado di mostrare. Ci salii da sola sulla barella. Poi altri esami, una tac forse, che rivelò il crollo di una vertebra, D5, credo, non lo ricordo mai. Se prima non avevo contezza della mia schiena, ora la associo a una battaglia navale e mi è diventata ancora più estranea. Una parte di me marcia, che non mi appartiene. Una parte che crolla, va in pezzi. Quando Fabrizio tornò, ero stesa in corridoio. Il dolore era un po' meno per cortisone e antidolorifici, ma sussultavo di dolore ogni volta che qualcuno sfiorava la mia barella e succedeva spesso. Il pronto soccorso era affollato, cercavo di dire di fare attenzione, di non urtarmi. Ogni minimo spostamento mi provocava spasmi. Ovviamente le botte invece erano continue. Nessuno capiva cosa significava per me un semplice urto. Fabrizio era vicino a me. Sapevo che Sari non c'era più, lui non lo disse, io non potevo sentirlo. Non potevo piangere. I singhiozzi mi avrebbero provocato altra sofferenza alla vertebra. Nel momento più brutto, tragico e devastante della mia vita dovevo restare impassibile, piatta, senza emozioni. E avevo un solo pensiero in testa: "Non l'ho nemmeno salutata".
3.
Ho sempre odiato dover affrontare le cose. Per me è più facile rimandarle o ignorarle. "Mettere la testa sotto la sabbia" mi viene facile, così come scappare e fare finta che quello che non voglio non esista. Ma con il cancro non posso più farlo. Ci sono le analisi, gli esami diagnostici, le terapie.
Ricordo una delle prime tac di controllo: ho aperto il referto da sola dopo averlo ritirato al piano seminterrato di un ospedale. Non ci ho capito nulla, ma sono salita in reparto in lacrime chiedendo alla dottoressa di spiegarmi. L'accoglienza non fu delle migliori: "Devi prenotare, non puoi piombare così" - mi disse lei appena mi vide. Poi la mia agitazione e il pianto scalfirono un po' la sua corazza e mi fece entrare nella stanza. In realtà non c'era niente di nuovo, la situazione appariva stabile, quindi buone notizie. Ma capii che non dovevo più leggere i referti da sola.
La volta dopo infatti non ero sola. Avevo in chat Stella, anche lei utente del forum Ragazze fuori di seno, altre ragazze mi scrivevano e il Dott. Catania all'altro capo del filo. Stella non l'avevo mai vista ma era entrata nella mia vita e ora occupava un posto importante nelle mie giornate. Sul forum era stato amore a primo post. Si può creare un legame profondo con persone mai viste? Tempo fa avrei risposto di no, ora dico sì, perché le Ragazze fuori di seno sono le prime a sapere i risultati degli esami diagnostici e a confortarmi nei momenti difficili. Basta lanciare un sos e vengo investita di sostegno e affetto. Alle sei di mattina come alle tre di notte. C'è sempre qualcuno pronto a tendere una mano, spesso è il Dott. Catania, che ancora non abbiamo capito da quale pianeta provenga. Dorme poco, risponde a tutte in tempi brevi. Mangia? Beve? Tutto lascia supporre che sia di una specie diversa. Diversa soprattutto dai suoi colleghi medici, almeno dalla maggior parte di quelli che ho incontrato. C'è la specie "Pur di non guardarti in faccia provo a entrare nel computer", quella "Sono un duro e niente mi scalfisce", poi "Sorrido per essere positiva" o ancora "Metto la faccia da funerale per non mancarti di rispetto". Quest'ultima mi ricorda in particolare una ginecologa che mi aveva accolto con aria sorridente finché non le avevo spiegato la mia situazione. Da quel momento la faccia le si era "stracangiata", direbbe il maestro Camilleri. Per tutta la visita aveva parlato con voce sommessa e sconfortata. Ero uscita depressissima.
In realtà credo che non esistano maschere che funzionano. L'unica è togliersele tutte. Il paziente non ha bisogno di qualcuno che finga o si mostri forte. Vuole un essere umano che lo guardi, lo accolga, lo chiami per nome. "Signora", "Facondi". Non sono a fare la spesa, né a scuola. Ci vuole tanto a capire che voglio essere chiamata per nome? Mi fa sentire me stessa, riconosciuta, tenuta in considerazione come persona. Il resto degli appellativi sono scudi, creano distanza e quando si è in un letto di ospedale con una medicina nel braccio e senza capelli si è nudi, gli scudi bisogna spostarli, anche se servono a ripararsi dai propri fantasmi personali (Dottore si spogli).
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E questa è l'ultima mail di Lara del 5 gennaio 2021, 15 giorni prima che ci lasciasse.
E la mia risposta di chi si sforza di capire cosa le stia succedendo veramente ......nell'estremo tentativo di incoraggiarla a non mollare !
Il 05/01/2021 20:55 lara facondi <
lara.facondi@gmail.com
> ha scritto:
Caro dottore,
volevo solo dirle che tra le tante (troppe) cose brutte di questa malattia di merda lei è stato un raggio
di luce. Un faro che si è acceso all'improvviso nella notte buia.
È soprattutto grazie a lei se mi sono rialzata dopo il busto ecc. Ma questo lo sa già. Ora mi
sembrano così inutili le parole, ho provato a scrivere delle lettere ma mi appare tutto così scontato e
limitato. Credo che le affinità, il bene e l'affetto si sentano in altri modi. E proprio la mia forma
d'espressione preferita ora mi appare insufficiente.
Però ci tenevo a non restare troppo a lungo in silenzio con lei. La sua lucida follia al di là di ogni
prognosi mi ha permesso di vivere un anno (2019) pieno di ripartenze, viaggi, passeggiate, posti
nuovi. Un regalo inaspettato dalla vita.
Me lo sono goduto tanto, un altro giro di giostra che probabilmente senza il suo sprone non avrei
avuto. Poi lo so che l'ho anche fatta arrabbiare un po', siamo due "cape" dure ed era inevitabile.
Ora sono stanca, sto bene con la mia famiglia e gli amici, mi sento tanto amata e coccolata e sono
grata di questo. Sono anche tante altre cose: triste, arrabbiata, a volte disperata. Cerco di vivere
passo dopo passo, guardo la corda, anche se è davvero difficile. Troppa sofferenza, non riesco ad
accettarla, non mi riconosco più, altro che Kintsugi, mi servirebbe proprio un nuovo corpo.
Va bene, le ho detto un po' di cose che sentivo importanti, magari le scriverò ancora.
Con immutato affetto,
Lara
Re: Eccomi
(salvo.catania@libero.it)
5/1/2021 21:34
A
Lara facondi
Mi aspettavo di leggere cose peggiori di quelle che ha scritto mesi fa.
Io non le ho più scritto perchè non appartengo al coro scontato deL "Fatti coraggio, cerca di reagire!"
Lei sa bene quanto sia inaccettabile il linguaggio guerresco di chi cerca di spronare risorse
inesistenti in chi sta assecondando in quel momento solo la propria....stanchezza.
Proprio oggi sul blog, pensando soprattutto a Lara, ho ricopiato un mio vecchio commento sulla mia esperienza nel Tenerè e su quella duna, mentre la carovana del sale veniva inghiottita dall'orizzonte, e sulla quale ho dovuto giocare a scacchi con la Signora Mietitrice
https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-18489.html#msg326465
Su quella duna senza alcuna speranza ho compreso esattamente quel che sta cercando di spiegarmi lei adesso.
Non occorre il coraggio , dopo un pò non ce n'è mai abbastanza. Il pericolo maggiore, ed io me lo ricordo benissimo, era quello di assecondare la STANCHEZZA e di lasciarsi andare chiudendo gli occhi per trovare un pò di pace. Me lo ricordo molto bene ...desideravo (dopo 20 giorni massacranti di traversata nel deserto, tra tempeste di sabbia e la febbre altissima) solo di chiudere gli occhi su quella duna. Non desideravo altro e non mi importava d'altro. Neanche il pensiero dei miei figli lontani mi distoglieva da quell'unico desiderio.
Non mi salvò il coraggio ma la svolta arrivò perchè improvvisamente ...
HO DECISO DI VIVERE !
- Modificato da salvocatania
Lulin
Ciao a tutti sono 2 mesi che provo a rientrare e non c è stato verso ora ho provato dalla mail di un vecchio messaggio e ce l ho fatta....sono tanto preoccupata per mia sorella che è positiva al covid con febbre e dolori dal 5 aprile e ora hanno deciso dopo due mesi di cure inutili a casa di ricoverarla....ho paura... mandatele tanti fili colorati vi prego
Ex utente
Didi fiduciaria:
Io no ho lasciato l'altro seno come era!Grazie Didi

Se non vuoi fare niente, ti fanno sentire come un'aliena

Giustamente i chirurghi plastici guardano la questione dal punto di vista del risultato estetico/ricostruttivo, ma noi sappiamo bene che dietro a ogni "taglio" c'è sempre un qualcosa di noi che viene modificato..e non è facile!
Mar fiduciaria
Buon pomeriggio blog!
Fatta visita fisiatrica grazie Patri per avermi inserita in agenda!
20 sedute di fisioterapia e vabbè
Poi : esposizione al sole al mattino presto...
Messa a terra , cioè passeggiare a piedi nudi nella sabbia o in giardino (corso Buenos Aires Milano?)
Andare a letto presto tipo 21.00
Posso dire mah e rimah? Come il nostro Doc dice sic e risic???
Dottore, sto sbagliando tutto?
Se sbaglio mi corrigerete disse Papa Woytila..
Fatta visita fisiatrica grazie Patri per avermi inserita in agenda!
20 sedute di fisioterapia e vabbè
Poi : esposizione al sole al mattino presto...
Messa a terra , cioè passeggiare a piedi nudi nella sabbia o in giardino (corso Buenos Aires Milano?)
Andare a letto presto tipo 21.00
Posso dire mah e rimah? Come il nostro Doc dice sic e risic???
Dottore, sto sbagliando tutto?
Se sbaglio mi corrigerete disse Papa Woytila..
salvocataniaMedico Chirurgo
630485:
Grazie della risposta, l'indice di proliferazione e' 18%.No non ho famigliarità
Spero vivamente sia una situazione sotto controllo.
Silvia
Comincio a pensare che alla fine vincerò io la scommessa con la mia sfera e che lei abbia un tumore non piccolo ma ancora TONTOlone !
Mar fiduciaria
dimenticavo: niente magnetoterapia per storia pregressa di tumore!!!
Che dice dottor Catania?
Che dice dottor Catania?
Monica
wonder sai che dopo il consiglio del Dott.Catania uso reggiseno canottiera e maglia nera anche per dormire,perché tempo indietro tutti i giorni andavo a controllare e schiacciare e il dottore mi aveva detto di fare cosi.
Fra76 Fiduciaria
Juventina
Il tuo figliolo è troppo bello. Sembra più grande della sua età.
Il tuo figliolo è troppo bello. Sembra più grande della sua età.
Fra76 Fiduciaria
Concy:
Ciao a tutti sono 2 mesi che provo a rientrare e non c è stato verso ora ho provato dalla mail di un vecchio messaggio e ce l ho fatta....sono tanto preoccupata per mia sorella che è positiva al covid con febbre e dolori dal 5 aprile e ora hanno deciso dopo due mesi di cure inutili a casa di ricoverarla....ho paura... mandatele tanti fili colorati vi pregoCiao Concy.
Mi spiace tesoro per tua sorella. Mi ricordo che anche tuo cognato l'avesse preso e lui aveva più sintomi di tua sorella.
Tanti fili colorati ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️
salvocataniaMedico Chirurgo
mar:
Fatta visita fisiatrica grazie Patri per avermi inserita in agenda!20 sedute di fisioterapia e vabbè
Poi : esposizione al sole al mattino presto...
Messa a terra , cioè passeggiare a piedi nudi nella sabbia o in giardino (corso Buenos Aires Milano?)
Andare a letto presto tipo 21.00
Posso dire mah e rimah? Come il nostro Doc dice sic e risic???
Dottore, sto sbagliando tutto?
Se sbaglio mi corrigerete disse Papa Woytila..
Nulla da corriggere
Anche se per me andare a letto all'alba.....
Ore 21 ??? Cè ancora il sole che spacca le pietre !!!