Riprendiamo in questo secondo capitolo, alcune delle cause più frequenti di prurito intimo nella donna, sintomo questo che provoca costante disagio e crea un deficit spesso molto significativo a livello non solo relazionale ma anche sociale.

Ricordiamo le fasi principali del prurito già espresse nel punto 1. (cause infettive di prurito vulvo-vaginale): http://www.medicitalia.it/silviasuetti/news/1462/Il-prurito-intimo-nella-donna-1-Cause-infettive

Il prurito, è nient’altro che la “incoercibile necessità di grattarsi” e può avere moltissime cause, le quali si suddividono in due grandi classi:

a) Cause locali di prurito: in queste situazioni il prurito è evocato direttamente dalla zona di interesse per la liberazione di suoi mediatori a livello cutaneo, causato da dermatosi o dermatiti di vario genere

b) Cause centrali di prurito: in questa situazione, alcuni neuromediatori (dello stress) partono dal sistema nervoso centrale ed arrivano in particolari zone bersaglio (target cutanei) per evocare il prurito stesso a livello locale

 

Affrontiamo  in questa prima news le principali cause di prurito intimo nella donna,  a livello vulvo-vaginale di tipo NON infettivo, ovvero le situazioni Dermatologiche che frequentemente possono arrecare prurito nell’area genitale e che invece sovente possono essere scambiate per infezioni:

1. Lichen simplex o Neurodermite vulvare: questa condizione si pensa essere causata dai neuromediatori dello stress psicologico, ed è molto più frequente di quanto non comunemente si creda; la sua manifestazione clinica è un intenso prurito soprattutto serale, ma anche tipico di diverse fasi della giornata, il quale si accentua in posizione seduta o a seguito di abbigliamenti stretti ed è caratterizzato da un ispessimento della pelle e delle mucose esterne, le quali possono associarsi a lievi fissurazioni ed escoriazioni, dovute proprio al grattamento.

2. Lichen sclerosus vulvo-vaginale: patologia classificata ultimamente come “rara” in Italia, sta sempre di più caratterizzando le diagnosi dermatovenereologico in ambito femminile,  grazie alla maggior considerazione in ambito clinico; spesso misdiagnosticato, il Lichen sclerosus è una malattia infiammatoria cronica che può comportare seri danni alla cute e alle mucose genitali femminili, fino alla scomparsa delle piccole lebbra e/o al collabimento dell’area clitoridea; esso è associato ad ispessimento della cute, ragadizzazioni importanti, esulcerazioni, ulcerazioni e tendenza alla cronicizzazione, con dispareunia (dolore all’atto sessuale). Può interessare l’ambito perianale e può avere la tendenza (sebbene in bassa percentuale attorno all’8 % dei casi gravi nel sesso femminile, non curati) alla trasformazione neoplastica.

3. Vulvo-Vaginite irritativa: forma piuttosto diffusa di vulvo-vaginite, tipica di stati post-infiammatori di altro genere (anche infettivo, dermatosico od allergico) e sovente dovuta alle terapie effettuate e soprattutto alla detersione sovente inappropriata o eccessiva; essa può essere mantenuta o peggiorata dalla confricazione (sfregamento)  con indumenti sportivi o poco idonei alla zona e può essere caratterizzata anche da intenso rossore tipicamente localizzato nelle zone di sfregamento, invece che nelle pieghe

4. Psoriasi vulvare e psoriasi inversa: patologia infiammatoria a carattere cronico – recidivante può localizzarsi nei soggetti predisposti geneticamente e confinarsi anche soltanto in quelle zone, provocando a volte un lieve prurito ed una desquamazione; quando è inversa, sono le pieghe e il solco intergluteo ad essere interessate.

5. Vulvo – vaginite allergica (DAC): manifestazione della Dermatite allergica da Contatto a livello genitale femminile, può essere causata da diversi agenti che hanno precedentemente sensibilizzato il soggetto (maggiori incriminati, metalli pesanti come il nichel, latex [allergia da profilattico] e profumi); caratterizzata da intenso prurito e lesioni eczematose; deve essere diangosticata con metodiche cliniche e strumentali (primo fra tutti il Patch test).

6. Dermatite atopica: patologia infiammatoria eczematosa  della pelle tipica della triade atopica (dermatite atopica, rinite allergica e asma bronchiale) può insorgere anche in età adulta, sebbene sviluppi con più frequenza nella fascia pediatrica è caratterizzata da lesioni eczmatose intensamente pruriginose che nella fase cronica possono lichenificarsi e ragadizzarsi: la diagnosi clinica può essere complicata se si hanno localizzazioni solo zonali.

7. Xerosi vulvare: un tempo definita erroneamente “craurosi vulvare” (definizione che identifica meglio un Lichen sclerosus in fase iniziale) è un fenomeno tipico della fase post-menopausale, caratterizzato dalla secchezza dell’ambiens vulvo-vaginale che può rilfettersi oltre che in una dispareunia, anche in un prurito localizzato, presente in diverse fasi della giornata.

 

Esistono molte altre forme che possono arrecare prurito intimo e queste rappresentano i capitoli maggiormente rappresentati; è fondamentale quindi asserire che in caso di prurito intimo, prima ancora di curare (molta attenzione alle creme o alle terapie da banco) è fondamentale inquadrare bene il proprio caso facendosi accompagnare dal proprio specialista DermoVenereologo di fiducia, per inquadrare e trattare con selettività ed efficacia, le tante forme patologiche che possono nascondersi dietro a quel sintomo così comune.