Trattamenti cosmetologici per la calvizie? Perchè no!? Anzi... SI!

La calvizie si cura. E attualmente anche bene.

Sono disponibili molti farmaci e molecole attive, e sono praticabili anche interventi chirurgici sempre più affinati ed efficaci.
Purtroppo capita sovente che i tempi di successo per le terapie tricologiche siano lunghi, ed a volte si possono incontrare soggetti che presentano forme alopeciche troppo avanzate o patologie scarsamente responsive alle terapie.

Il dermatologo esperto di tricologia in questi casi è chiamato anche a fronteggiare uno stato di scoramento o comunque di difficoltà psicologica non indifferente.
Il paziente, specialmente se donna, non accetta la perdita di capelli, vissuta come grave impoverimento della sua immagine, e fonte di importante disistima.

Capita che vengano riportate difficoltà relazionali, con perdita di sicurezza in pubblico
Un buon atteggiamente del medico è nel NON sottovalutare questo aspetto e cercare di suggerire talvolta soluzioni magari temporanee o estemporanee, che possano supportare il paziente ridandogli una immagine migliore.

Tra queste meritano menzione: Hair concealers.
Si tratta di polvere di microfibre che, applicate sul cuoio capelluto tramite spray o dosatori, si legano ai capelli miniaturizzati residui e parzialmente sulla cute, dando un aspetto di maggior foltezza della chioma. Necessitano della presenza di un minimo di capelli e vengono poi allontanate con lo shampoo, essendo resistenti a vento e in buona parte anche all'acqua.

Protesi tricologiche per infoltimenti non chirurgici.
Chiamarle parrucche o toupets non renderebbe giustizia, visto l'immaginario negativo che accompagna questi nomi. Si tratta di strutture a rete sulle quali vengono applicate fibre del tutto simili ai capelli naturali del paziente, ad integrazione dei capelli naturali.

Prevede una buona dose di costanza nell'eseguire pulizie e una certa capacità di accettazione.
Possono essere abbastanza costose se di buona qualità.
In alcune regioni sono "passate" dal SSN per gravi patologie (es. neoplastiche con chemioterapia) che prevedano importanti alopecie.

Micropigmentazione.
Si tratta di una sorta di tatuaggio, con caratteristiche peculiari, con lo scopo di "scurire" il cuoio capelluto in alcuni punti, dando l'impressione di maggior foltezza.
adatto per alopecie parziali, deve essere eseguito con perizia e "cum grano salis". Ha caratteristiche di temporaneità (alcuni anni) e può dare risultati estetici buoni se i pazienti sono ben selezionati.

In definitiva penso che il dermotricologo ormai debba operare con più armi , che possono essere sinergiche. Medica, chirurgica e.... cosmetologica se si presenta il caso!