Non molto tempo addietro, un possibile incontro amoroso/sessuale, veniva anticipato, nutrito, arricchito, innaffiato, da desiderio del mondo dell’altro, dalla fantasia relativa ai particolari di quell’incontro, di quell’uomo, di quella donna... oggi, tutto questo non avviene più e dalla fase del desiderio al passaggio all’atto della pulsione erotica, il passo è breve e la soddisfazione è immediata e genitalica, senza grande riverberi emozionali postumi.

Una ricerca confronta studenti italiani e svedesi per sondare l'immaginario erotico ai tempi di Internet

Le preferenze delle due categorie sono contenute nella ricerca “Sessualità e Internet” condotta dalla Prof.Chiara Simonelli, psico-sessuologa dell'Università Sapienza di Roma, mia cara amica e docente e dalla Prof. Marta Giuliani,del dipartimento di psicologia dell’Istituto di Sessuologia clinica.

“Sesso di gruppo: ecco cosa eccita i giovani maschi italiani in Rete, prevale chiaramente la dimensione promiscua.
Gli svedesi,
sono sensibili alla gerontofilia ,coinvolgimento di persone di una certa età all’interno di possibili giochi erotici, sia le ragazze italiane sia quelle svedesi, dimostrano più che altro curiosità e a differenza dei maschi, non legano il porno online ad attività di autoerotismo.
Il campione in esame è composto da 847 soggetti eterosessuali tra i 20 e i 30 anni, 421 italiani e 426 svedesi, e uno degli aspetti evidenziati dalla ricerca, è la prevalenza di sesso online, dei nordici
.”

Oggi l’utilizzo massiccio della pornografia sta lentamente uccidendo il desiderio sessuale, compromettendo l’immaginario erotico, che si sta sempre di più omologando alla dimensione proposta dalla pornografia e rende i giovani e non, incapaci di “desiderare ancora”, azzerando totalmente la dimensione desiderante.

La ricerca investiga anche il "navigatore tipo": non sempre giovane, non sempre single, non sempre affetto da un autismo tecnologico, non sempre parafilico.....vediamo come oggi tutti si accostino al porno, facendolo diventare un “compagno di viaggio” affidabile e sempre disponibile, verso il piacere.

La "dimensione del piacere condiviso", oggi è sicuramente la più complessa da ottenere, in un momento storico di grande egoismo, egocentrismo, di assenza di modelli amorosi comportamentali di riferimento, di assenza di educazione emozionale e sessuale, il giovane adolescente, spesso incapace di emozionarsi ancora e di reggere il possibile ansiogeno confronto con l’altro sesso, si rifugia nel consolatorio autoerotismo, mediante la pornografia.

L’utilizzo della pornografia, non correla soltanto con una dimensione di solitudine amorosa/sessuale, ma con una dimensione di coppia: in Italia è una pratica che coinvolge maggiormente i ragazzi che vivono in coppia, 57% contro il 43% dei single, mentre in Svezia il dato è praticamente pari, 51% fidanzati e 49% liberi, continua la ricerca.

La reale differenza nell’utilizzo della pornografia, sta nella “reazione emotiva del partner”, per gli uomini, non è una forma di tradimento, mentre le donne lo è, infatti sviluppano un’atroce ed efferata gelosia nei confronti del pc, dell’immaginario erotico del partner e dell’attività autoerotica deputata al piacere solitario.
Tornando allo stravolgimento dell’immaginario erotico e soprattutto all’omologazione, vanno per la maggiore immagini di sesso di gruppo, sculacciamenti e soft abusi vari, sadomasochismo e scene di amore saffico.

Argomenti che non si trattano né in casa, né a scuola, sono l’amore, l’erotismo, la dimensione del desiderio e dell’immaginario erotico, lasciando all’etere ed al porno, il potente ed importante compito di “formare ed informare” sulla sessualità.

La sfera della sessualità è un “luogo simbolico”, contenitore di molto di più della semplice unione di due corpi o, peggio di due organi genitali o peggio ancora di un pc e dell’autoerotismo, ma comprende invece il passato sessuale ed emozionale dei due protagonisti dell’incontro amoroso, la genitalità e la fisicità, gli immaginari erotici l’affettività, la cultura ed i valori pregressi di entrambi.
La sfera della sessualità, non può essere relegata esclusivamente all’aspetto coitale, genitale, quasi ginnico, ma deve contenere quelle caleidoscopiche sfaccettature, che comprendono corpo, psiche, relazione ed immaginario erotico.

Il maggiore afrodisiaco è sicuramente il cervello, luogo deputato alla produzione ideica e di immagini, che risuonano con modalità amplificate, a seconda del contenuto , storia di vita e riverbero emozionale del protagonista dell’incontro amoroso.
Ancor di più per la sessualità femminile, il coinvolgimento, l’immaginario erotico ed il mondo dell’altro, rappresentano un potente afrodisiaco.


Per ulteriori approfondimenti:

http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1518/Sesso-e-rete

http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1548/Sesso-e-rete-parte-seconda