il punto terminale di ogni dipendenza è ciò che viene chiamato dannazione

Wystan Hugh Auden, 1952

 

sesso e pornografiaLa pornografia rappresenta un argomento controverso. Alcuni le attribuiscono un significato positivo definendola una sorta di mezzo iniziatico per la sessualità adolescenziale; altri la contrastano aspramente, assumendo un punto di vista etico, anche rispetto al significato che il ruolo della donna (trasformata in “oggetto” sessuale) assume al suo interno.

Da un “versante” psicologico, possiamo dire che se è possibile che un contatto sporadico con la pornografia costituisca un primo utile accostamento alla sessualità, un ricorso eccessivo ad essa può rivelarsi deleterio, in quanto non solo contribuisce alla costruzione di una visione distorta della sessualità, ma può anche favorire l’instaurarsi di un comportamento patologico di fruizione di questo materiale.

 

Anche da un punto di vista clinico non c’è uniformità di vedute intorno alla pornodipendenza da internet: secondo alcuni studiosi essa rientrerebbe all’interno dei Disturbi da Controllo degli Impulsi, le cui caratteristiche principali sono l’impulsività e la perdita di controllo di fronte ad alcuni stimoli specifici; altri autori sottolineano l’aspetto ossessivo del problema, quindi le continue “rimuginazioni” mentali intorno al tema pornografico; secondo diversi psicologi invece l’abuso di materiale cyberpornografico rientrerebbe nella categoria delle dipendenze, avendo molti aspetti in comune con la “più celebre” dipendenza da sostanze psicotrope.

 

Quest’ultima prospettiva è quella maggiormente condivisa dagli addetti ai lavori; possiamo definire la pornodipendenza come una dipendenza comportamentale (è il comportamento masturbatore ad essere reiterato) anche se mantiene tutte le caratteristiche di una dipendenza da sostanze. Cerchiamo di definire quali sono i punti in comune.

In primo luogo l’assoluta centralità dell’elemento da cui si dipende, dove il sesso su internet diventa l’abitudine prioritaria della vita di una persona.

In secondo luogo la modificazione del tono dell’umore, con frequenti oscillazioni tra euforia e tristezza.

Un terzo fattore è la tolleranza, che implica la necessità di ricorrere al cybersesso in quantità sempre maggiori per ottenere lo stesso livello di soddisfacimento.

Infine, un altro elemento in comune è la facilità nella ricadute; infatti, come nel caso delle sostanze psicoattive, è molto facile dopo un periodo di sospensione ritornare a livelli “patologici” di consumo.

 

Le cause della pornodipendenza possono riguardare due ordini di fattori. Sicuramente centrale è il ruolo dello strumento mediatico su cui si fonda, internet. Infatti il web consente ai fruitori sia facilità di accesso che anonimato, rendendo la pornografia on-line molto più pericolosa e facilitante, in termini di dipendenza, rispetto alla pornografia ordinaria; proprio in virtù di questo si parla di potenzialità psicopatologica della rete. Tuttavia, è necessario sottolineare che non sono le nuove tecnologie all’origine delle patologie ma l’uso che ne facciamo.

Altri fattori associati allo sviluppo della pornodipendenza sono i tratti di personalità; sebbene non sia possibile tracciare un identikit del futuro dipendente è stato evidenziato come traumi (quali abusi fisici e sessuali), stress familiare e/o sociale, atteggiamenti nevrotici, siano strettamente connessi con la pornodipendenza.

 

Per quanto riguarda l’entità del fenomeno i dati a disposizione sono pochi; la certezza è che la prevalenza sia maschile (anche se le donne non mancano), tuttavia, sia la scarsità di ricerche in quest’ambito, sia la difficoltà delle persone  a rivolgersi presso centri di salute mentale (a causa del forte imbarazzo che purtroppo concerne la maggior parte dei problemi che riguardano la sessualità), rende difficile poter effettuare una stima attendibile.

 

Un discorso a parte merita il riferimento a bambini ed adolescenti. I bambini dell’attuale generazione si trovano a crescere all’interno di un contesto sociale in cui l’accesso ad internet è ubiquitario; questo fa si che per loro è sempre più facile incappare accidentalmente in siti pornografici, molto prima che la “tempesta ormonale” adolescenziale si faccia sentire. Inoltre, nel tentativo di ampliare il target di mercato, i pornografi stanno creando vere e proprie trappole virtuali ai naviganti “in erba”, ad esempio collegando pagine web pornografiche a siti “innocui”.

Infine, l’adolescenza costituisce un terreno fertile per lo sviluppo della cyberdipendenza, anche perché questa fase della vita è caratterizzata dallo sviluppo di comportamenti a rischio. Inoltre l’uso smodato di materiale pornografico, oltre a contribuire ad una percezione alterata della sessualità, può favorire un’eccessiva erotizzazione della sfera relazionale, orientando i giovani adulti verso rapporti incentrati unicamente al soddisfacimento del piacere sessuale.