Ho adoperato un titolo non mio, ma della giornalista Emanuela Pignatelli, perché ritengo che il titolo racchiuda in se il senso di quello che sto per scrivere e, soprattutto, ci faccia toccare con mano i vuoti legislativi e formativi che caratterizzano il nostro paese.

Nell'incantevole scenario di Albano Lazio, paese romano adiacente Castel Gandolfo, grazie all'iniziativa della dott. Ylenia Catenacci, direttore della farmacia comunale del paese, abbiamo dato via ad una serie di incontri sull'educazione emozionale e sessuale.

Una buona contraccezione è sicuramente il primo passo verso una buona sessualità, ludica e consapevole, ma al fine di portare i ragazzini per mano verso una "sessualità consapevole" il lavoro da fare è veramente tanto e bisogna partire da lontano.

La salute sessuale correla con la salute procreativa, ed un aborto mal fatto oggi o una malattia sessualmente trasmissibile non curata o sottostimata, porterà a vicoli bui procreativi.

Lo spazio che è stato creato, è stato uno spazio empatico, caloroso, il linguaggio adoperato semplice ma scientifico ed i ragazzini con le loro domande e curiosità sono stati veramente di una spontanietà e dolcezza disarmante.

Ho evitato di fare una lezione troppo asimmetrica ed ho tentato di mantenere un livello di ascolto elevato, interagendo con loro e cercando di fugare ogni loro perplessità, dal preservativo - questo sconosciuto e così tanto temuto - alla pillola.

Alla mia domanda: "Quale è il metodo contraccettivo che conoscete?

Dopo qualche minuto di silenzio L’agghiacciante e lapidaria risposta di un adolescente: "l'aborto.

Un altro ragazzino desiderava informazioni sul congelamento degli ovociti, a cosa serve e, soprattutto, perché lo si fa.

Quindi anche essendo piccoli, hanno già parecchi dubbi di "secondo livello" che, credo sia obbligatorio, dover fugare.

Molto spazio è stato dato al bacio, ed alle sue emozioni, all'importanza di non scindere l'affettività dalla sessualità, perché altrimenti si tratterebbe di mera ginnastica.

Ed ancora, è stato affrontato lo spinosissimo tema della "misura ideali dei genitali", argomento che spaventa i grandi, ed ancor di più i giovanissimi.

Abbiamo trattato tematiche come la faticosissima crescita psico/sessuale del maschio e della femmina, con i relativi passaggi topici - visibili per le ragazzine, come menarca, deflorazione, gravidanza... ed invisibili per i ragazzini - e di come sia importante imparare a conoscere il corpo - sessuato - che cambia, spesso in balia di ormoni e di umori.
Come sappiamo i media hanno sdoganato immagini sempre più audaci di giovani ragazze fortemente sessuate, truccate ed abbigliate da adulte, scarsamente consapevoli di quello che trasmettono; immagini che però lasciano trasparire una sperequazione tra crescita psichica e sessuale e fisicità, a scapito dell’integrità somato-psichica della sessualità.

Un altro tema che ha suscitato grande interesse è stato il famigerato "periodo refrattario" che caratterizza, naturalmente, la vita sessuale di ogni uomo, cioè l'intervallo di tempo necessario tra un rapporto ed un altro.

Questa latitanza temporale, tra un rapporto ed un altro, viene spesso scambiata dai giovanissimi come una vera e propria disfunzione sessuale.
Formare ed informare i giovanissimi, serve ad avere adulti più consapevoli e con minori vulnerabilità psico-sessuali ed ovviamente relazionali, più propensi a vivere appieno una vita emozionale e sessuale ludica, consapevole e non scissa dalla sfera dell’affettività, come spesso accade.

Un ampio spazio è stato dato alla "prima volta", momento simbolico e decisamente ansiogeno, da vivere all'insegna della tre C - corpo, cuore e cervello - non tanto per levarsi il pensiero, o per postarlo online, o come accesso alla vita adulta, nessuno di noi ha una data di scadenza - ma perché si è davvero presenti a se stessi ed al partner, e si sa davvero quello che si vuole.

I ragazzi mi hanno comunicato, candidamente, che la loro prima volta - sia per i maschietti sia per le ragazzine - avviene intorno ai quattordici-sedici anni, quindi ci rendiamo ben conto di quanto sia importante formarli e guidarli al fine di approdare ad una sessualità adulta, se pur giovanile, consapevole e vissuta all’insegna di una vera e propria "coscienza sessuale".

Un messaggio che ho voluto fortemente far passare è che l’amore va fatto con intelligenza, sentimento e rispettando i propri tempi, se, infatti, non si avverte la necessità di un certo tipo di esperienze è possibile rimandarla.

La crescita di ognuno di noi è soggettiva e correla con un'infinità di variabili, intra psichiche, ambientali e relazionali.

La sessualità inoltre, non è quello che si vede nei film porno - da cui invece i giovani italiani apprendono la maggior parte delle loro conoscenze, gli attori del porno vengono consultati come “docenti e guru” della sessualità - i tempi e le dimensioni non sono quelle di Rocco Siffredi, ed il clinico con cui interloquire non è dr.Google!

Si è parlato poi di identità sessuale, anche questo tema del tutto sconosciuto che, ovviamente, apre scenari complessi ed ansiogeni.

 

Il prossimo incontro, che si terrà il 19 marzo, verranno trattati temi altrettanto importanti come la sessualità ai giorni nostri tra Web, chat e Facebook.

Spero di poter dedicare molto spazio alla sfera del pudore - questo sconosciuto - al valore del corpo ed alla differenza abissale tra vita online e vita off-line.

Per facilitare le domande - ed arginare il pudore e l'ilarità di gruppo - a giorni verrà istituita una linea telefonica con possibilità di messaggistica Whats App anonima, grazie alla quale i ragazzi potranno porre le loro domande durante la mia relazione ed alle quali riceveranno tutte le risposte di cui necessitano.

 

Ricapitolando
Fare sesso senza amore è come fare ginnastica, o peggio ancora un vero "compito in classe" fautore di ansia e di possibili disguidi sessuali; imparare ad ascoltarsi, a leggersi dentro e ad essere coinvolti nel rispetto di sé e del partner, è uno degli obiettivi di questi nostri incontri.

Anche la sessualità può essere indimenticabile, può renderci migliori ed unici, ma ricordiamoci sempre che "la sessualità non è un fare ma un essere".