Aiuto, ci siamo persi i bambini! Adolescenza precoce o infanzia contratta?

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 18 febbraio 2015

"I due grandi problemi dell’adolescenza sono:
trovarsi un posto nella società ed allo stesso tempo, trovare se stessi”

Bruno Bettelheim 

Bambine vestite da adulte. Bambine truccate. Bambine che adoperano lo stesso lessico dei grandi.

Piccole donne che utilizzano cellulari di ultimissima generazione, che Navigano in Internet senza censura, senza consapevolezza - e soprattutto - senza controllo.

I bambini di oggi non si fanno mancare proprio nulla, se non la cosa più importante: l'infanzia.

Forse, adattandoci lentamente ma costantemente, alle modifiche epocali, non ci siamo accorti di aver perso l'infanzia!

I nostri piccoli, sono dei piccoli adulti, abbigliati come noi genitori con cui condividono telegiornali, giochi, sport, chat, modo di fare e di parlare.

Se ci guardiamo intorno, possiamo notare una destabilizzante “omologazione” tra genitori e figli: non esiste più quell'antica “divergenza generazionale” che tutelava entrambi.

I genitori, fino a non molto tempo fa, venivano eletti a tutori, a guide ed a modelli esistenziali. Il loro ruolo però ha cambiato veste nel tempo: un tempo autoritario, poi autorevole, ed oggi, spesso smarrito.

 

Qualche riflessione

  • E’ utile omologare i bambini agli adulti?
  • Chi si deve occupare dell'educazione dei bambini?
  • Genitori, nonni, scuola, internet o tv?
  • Il conflitto generazionale esiste ancora?
  • E soprattutto è ancora utile per la crescita psichica dei bambini?
  • È utile che i nostri figli siano uguali a noi genitori?
  • Quest'omologazione facilita il processo identificativo o si perdono di vista i ruoli?

Oggi si verifica una nuova necessità: la crescita precoce dei bambini.

I genitori non vedono l'ora che i figli crescano; desiderano un appoggio, un supporto, vorrebbero fare molte attività insieme a loro, dallo shopping alle vacanze, deresponsabilizzandosi il più possibile dell’arduo e faticoso compito educativo, spesso fautore di litigi e di silenzi protratti.

L'educazione, le regole da impartire ai bambini, unitamente ai modelli educativi vengono spesso delegati alla scuola, alla tecnologia - che diventa una sorta di baby sitter pomeridiana - fino ad arrivare ai media che sembrano avere il compito di formare ed informare i bambini (educazione emozionale e sessuale inclusa).

Il ruolo genitoriale, decisamente scomodo e difficile, porta con se sensi di colpa, sentimenti di inadeguatezza ed estrema responsabilità, unitamente ai tanti "no" che dovrebbero aiutare a crescere.

I genitori di oggi, tendono ad evitare il conflitto, accorciano le distanze e trasformano il loro legame, in un legame alla pari che, solitamente, non porta mai buone cose.

Nelle famiglie di oggi, il conflitto generazionale è scomparso quasi del tutto ed è stato totalmente sostituito da un "clima di complicità" che rende i ruoli fusi e confusi.

Qualche esempio di nuove dinamiche

Coppie, spesso separande o separate, gestiscono i figli con modalità flessibili:

un sabato con il papà e la fidanzata di papà - spesso giovane e complice (collusiva) con la figlia – i giorni infrasettimanali con la mamma, che mossa da sensi di colpa per avere ripreso a vivere dopo la separazione, diventa tollerante e permissiva, evitando i conflitti ed arginando i divieti.

Anche i nonni sono "moderni" e dedicano poco tempo e spazio ai nipoti.

La terza età di oggi, ha una nuova linfa vitale e l'immagine della nonna anziana ed ingrigita che tramanda ricette di cucina e porta il bambino al parco in bicicletta, sembra ormai essere un ricordo lontano, spesso sostituito da una nuova figura di nonna che va in palestra, che ha un profilo Facebook e che convola in seconde o terze nozze.

Gli asili sono spesso a tempo prolungato, per esigenze lavorative e personali.

Sembra esserci una nuova corrente di pensiero: bambini trattati come adulti ed adulti sempre più infantili, incapaci di assumersi le responsabilità e le spigolosità legate al "ruolo genitoriale".

Diamo uno sguardo all'abbigliamento dei bambini di oggi
Trattasi di bambini che non fanno altro che copiare gli adulti - scollature precoci e procaci, jeans attillati e costosi e smartphone multifunzione - e tra le ultime proposte di mercato, i reggiseni imbottiti per le ragazzine di soli nove anni.

Bambine truccate già all'età di nove/dieci anni e spesso vestite in maniera non consona alla scuola.

Gli esperti di marketing parlano di tweening, parola inglese che indica il fenomeno dell'"adolescenza retrodatata”: i prodotti, i temi ed i programmi televisivi apparentemente rivolti ai quattordicenni vengono in realtà fruiti da bambini molto più piccoli, fomentando e facilitando falsi modelli identificativi.

Vediamo come si è modificata l'infanzia oggi

Viviamo in una società liquida dove si scambiano i desideri con i bisogni e l'infanzia si è modificata adattandosi alle modifiche epocali e sociologiche.

I bambini di oggi vivono delle giornate compulsive, all'insegna delle attività e degli apprendimenti infiniti.

Passano dalla scuola, alla lezione privata d'inglese, alla piscina e così via.

Hanno totalmente smarrito la dimensione del gioco, del riposo e della noia.

Sembrano dei piccoli adulti, tra slide - già commissionate in prima media - pizza con gli amici ed happy hour pomeridiani.

In Italia c'è una nuova emergenza bambini adulti ed adulti bambini

Sembrano essersi invertiti i ruoli: un figlio non può diventare un partner sostitutivo per una mamma depressa e sola oppure un genitore per un padre infantile, ma dovrebbe fare esclusivamente il bambino, tra divieti, concessioni ed amorevoli negoziazioni.

Un genitore dovrebbe essere sempre “un genitore”, a qualunque età e con qualunque vissuto e livello di disagio e sofferenza, la responsabilità è immensa e soprattutto non si estingue consegnando in mano ai bambini un tablet o uno Smartphone.

Oggi sembra che tutto sia possibile, anzi direi di tutto e per di più, tutto troppo presto.

  • Cosa succederà spostando lo sguardo dall'infanzia negata all'adolescenza prossima?
  • Anche le piccole lolite crescono ...
  • All'età di vent'anni come si emozioneranno?
  • Cosa le stupirà?
  • Cosa farà battere loro il cuore?

 

Rischi importanti

La “sessualizzazione di massa” spinge le ragazzine ad uniformarsi ad immagini e modelli sempre più mercificati.

Il corpo femminile è ormai mezzo e strumento per accendere il desiderio sessuale dell’uomo e le ragazzine hanno totalmente smarrito il senso del pudore, del limite e dell'ascolto del proprio corpo e del proprio sentire.

Il dilagare di questi modelli, ha portato ad un’anticipazione – pericolosa e destabilizzante per la psiche - della vita sessuale delle adolescenti. Si approcciano presto, direi di corsa, alla sessualità, senza coscienza corporea e soprattutto con l’intento di omologarsi al mondo degli adulti.

Internet ed il facile accesso alla pornografia, anche da un cellulare, hanno avuto un ruolo fondamentale nel dilagare di queste scelte/non scelte sessuali.

Nel mondo virtuale va di moda il "pornoteen", caratterizzato da un forte richiamo a modelli estetici e pornografici che propongono il mondo adolescenziale, fortemente sessuato e spesso abusato.

Sempre più lolite sensuali e sessuate e, soprattutto, senza infanzia!

Il dilagare del sexting tra i pre-adolescenti - oltre all'utilizzo di immagini per i profili di whatsapp e di Facebook chiaramente seduttive e sessuate - ci fa riflettere su come queste ragazzine abbiano grande dimestichezza dei dodici silenti del mondo degli adulti e delle sensazioni che queste elicitano in chi le guarda, mostrando grande consapevolezza nel sedurre.

Conclusioni

Un'infanzia contratta ed un'adolescenza precoce, rappresentano la strada verso un “alterato e poco funzionale” sviluppo psico-fisico dei nostri figli.

L’infanzia dovrebbe condurre dolcemente, senza traumi e soprattutto senza fretta, alla complessa ed inquieta fase della pre-adolescenza e dell’adolescenza; fasi che rappresentano per il ragazzo e la ragazza che si trovano a viverla, una sorta di “seconda nascita”, dunque una rinascita.

La vita durante questa delicata fascia d’età è caratterizzata da modalità del tutto nuove - da paure e curiosità, da separazione e da fusione, da attacchi al legame genitoriale e da riparazione - è dunque una terra nuova tutta da esplorare ed attraversare, per poter poi approdare all’adultità adeguatamente equipaggiati.

Le bambine di soli dieci anni che interrompono questo cammino, grazie a genitori complici e consenzienti, danneggiano la loro infanzia creando una sorta di “adultizzazione” precoce e dannosa.

 

Aggiungo le letture delle Colleghe per ampliare questo difficile argomento:

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

14 commenti

#1
Dr.ssa Vincenza De Falco
Dr.ssa Vincenza De Falco

Brava Valeria, per aver evidenziato questo aspetto che purtroppo caratterizza i nostri tempi.

I bambini di oggi troppo presto smettono di essere bambini.
Noi genitori dobbiamo riflettere, "crescere" e consentire ai nostri figli di vivere serenamente e normalmente la loro infanzia e la loro adolescenza, senza stravolgere quelle fasi della vita che sono essenziali e necessarie per una crescita armonica ed equilibrata.

Come mamma soprattutto, oltre che come ginecologa che osserva bambine e adolescenti, ti ringrazio per averci offerto questi spunti di riflessione.


#2
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Brava Valeria, attente e chiara come sempre! Concordo con te,nel considerare questa adultizzazione precoce e pericolosa, che fretta c'è..
Queste bambine belle e disarmate rischiano, vestite, truccate da .. grandi..possono fare e subire scelte , sguardi e pensieri degli uomini, che non sanno decodificare, che a loro , alle bambine sembra un gioco, ma è un gioco pericoloso..!!

#3
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Brava Valeria, attente e chiara come sempre! Concordo con te,nel considerare questa adultizzazione precoce e pericolosa, che fretta c'è..
Queste bambine belle e disarmate rischiano, vestite, truccate da .. grandi..possono fare e subire scelte , sguardi e pensieri degli uomini, che non sanno decodificare, che a loro , alle bambine sembra un gioco, ma è un gioco pericoloso..!!

#4
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Care Cinzia e Magda,
grazie a voi per le vostre riflessioni e letture che completano ed arricchiscono il blog.

Essere mamme oggi, è veramente complesso….

Valeria.

#6
Dr. Antonio Vita
Dr. Antonio Vita

Ottimo articolo. Segnalazione provvidenziale. È molto importante quello che fai notare, Valeria.
Secondo me non è una conquista costringere i bambini a diventare adulti precocemente, è un grande errore. Non è andare incontro alla modernità, ma è tirare per i capelli i bambini e far sì che crescano alla svelta, saltando, magari, alcuni periodi o fasi della vita.
È una grave scorrettezza, è anche un’illusione: troveremo gravi conseguenze, e cioè inevitabili ripercussioni nella vita dei ragazzi che saranno segnati da una forte immaturità psicologica.
Nei nostri studi ci troviamo ad affrontare, già da qualche tempo, le problematiche di adolescenti e di giovani, all'inizio della loro fase di crescita, con molti problemi relazionali, con frustrazioni, con notevoli complicazioni sessuali.
Da qualche tempo andiamo ripetendo che non è più un problema quello di abbassare la soglia dell’inizio del rapporto sessuale nei nostri ragazzi, semmai dovremmo preoccuparci della qualità dei rapporti e del fatto che arrivati a 20 – 22 anni, i ragazzi devono ricorrere agli psicoterapeuti per difficoltà derivanti dall'aver iniziato molto tempo prima a sperimentare l’amore o il rapporto sessuale. Alcuni smettono o rallentano spaventosamente verso questa età. Il precoce inizio li ha distrutti. O li ha segnati perennemente.
Si presentano già e si presenteranno maggiormente in un prossimo futuro irreparabili conflitti interni tali da snaturare la vera crescita e formazione dei nostri figli e nipoti. Essi avranno un’adolescenza alterata, e cresceranno alcune forme nevrotiche legate al sesso che procureranno un comportamento violento e forme di alterigia, arroganza, e insolenza.
È un invito anche per Te e le altre nostre esperte in sessuologia, e per tutti gli psicologi, me compreso ovviamente, mettere in guardia la società di queste aberranti trovate.
Mi sbaglierò, ma all'interno di questo problema ci sono affari grandiosi e succulenti. O no?!


#7
Dr. Daniele Tonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi

I difetti dei "nostri ragazzi" sono spesso conseguenza del consumismo degli adulti. Non persone ma "fette di mercato" a cui vendere cellulari, rossetti, scarpe alla moda, ecc. Di solito è un fenomeno più femminile.
Bell'articolo davvero, brava Valeria

#9
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Caro Antonio grazie per le tue sempre acute riflessioni, è proprio vero, contrarre l'infanzia porta con se non poche problematiche, non ultime quelle affetive/relazionali e sessuali, sono assolutamente d'accordo.

Ha ragione anche Daniele quando dice che di solito è un fenomeno più femminile, confermo, datosi che ho una bambina ed il mercato poi ne guadagna ovviamente....

Grazie
Valeria

#10
Dr. Agnesina Pozzi
Dr. Agnesina Pozzi

Valeria carissima, quante riflessioni in questo meraviglioso articolo e come le sento mie!!! Su tali argomenti discutiamo spesso soprattutto in ambito famigliare ma ho anche moltissimi amici-genitori che non riescono davvero a gestire il completo sovvertimento di quasi tutti i paradigmi che hanno visto crescere e senza andare troppo in là, la nostra generazione.
Sai che ti dico? Sono felicissima del non aver voluto figli e non invidio minimamente i genitori. Su un altro punto mi piacerebbe avere il tuo autorevolissimo parere, sai quanto ti stimo; ed è questo: qual'è il futuro dei non-omologati? Questa domanda mi angoscia pensando ai miei nipoti che, cresciuti in un contesto di grandi valori e buoni esempi, sono estremamente sensibili, rispettosi di se stessi e del prossimo, sono empatici, pieni di luce e amore verso gli altri, studiano non solo il percorso didattico ufficiale ma anche vanno in Conservatorio, a fare volontariati e campus con disabili e compagni in difficoltà, vanno ai meeting buddisti e parlano di pace senza perdersi nella superficialità dell'apparire o mascherarsi, vivendo concretamente i loro rapporti umani senza nascondersi dietro in Iphone. Ecco, dunque...COSA LI ASPETTA???? tante volte ho sgridato i miei fratelli e cognate dicendo loro di non acuire la già innata sensibilità di queste creature, ma possibilmente allenarli anche alla stronzaggine altrui, insegnando loro a diffidare e quando necessario a difendersi. Temo che possano diventare, come tanti loro simili, dei "corpi estranei" vittime di attacco di anticorpi di una società ormai in declino. Pensarci mi fa malissimo. Ti abbraccio forte Valeria mia e ti ringrazio. ciao

#11
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Agnesina,

grazie per i tuoi complimenti che non credo di meritare, ma ti ringrazio comunque di cuore, di certo la mia stima professionale, di donna "libera" e trasparente è reciproca e considerevole.

Le tue note e riflessioni offrono spunti fondamentali per arricchire questo blog e sono sicura che potremmo parlarne per ore vista la complessità dell'argomento.

Quello che credo di poter dire, è che i "non-omolgati" e "non-omologabili" non siano obbligatoriamente candidati ad un triste destino, almeno spero (anche mia figlia fa parte di questa categoria...)
Penso invece che abbiano una marcia in più: la semplicità, l'empatia, la bontà d'animo...il resto lo si apprende in corso d'opera, batoste dopo batoste.
Qualunque cosa facciano nella vita, penso che l'onesta, l'umiltà, i valori, la trasparenza, l'educazione ricevuta, sia poi una dote di fondamentale importanza per la vita.
Ma rimane la difficoltà del ruolo genitoriale.

Un abbraccio caro.
Valeria

#12
Ex utente
Ex utente

Interessanti le considerazioni della dottoressa Randone. Mi permetto di osservare un aspetto: può essere che i bambini di oggi passino così velocemente dall'infanzia all'adolescenza anche per cause fisiche? Al di là delle giuste considerazioni sulla nostra società, spesso perversa, non può anche essere che i bambini e le bambine assumano i tratti degli adolescenti più velocemnte rispetto ad un tempo? Si sa già che il menarca nelle ragazzine si verifica prima di quanto avvenisse nelle adolescenti di 30 anni fa (ca. 2 anni prima), così come sembra anche la produzione di spermatozoi da parte dei maschi (dato meno accertabile però). E' sicuro poi che i bambini sviluppano prima di un tempo i caratteri sessuali secondari, quelli che li fanno apparire "grandi": i peli sul corpo e sul volto, le spalle larghe per i maschietti o i peli sul pube e l'ingradimento del seno per le bambine. Ragazzini di 10 anni che hanno le sembianze di quasi adulti potrebbero sentirsi quindi "in diritto" di comportarsi da 15 enni, costringendosi però in questo modo a forzare le tappe. Poi penso che le bambine e i bambini abbiano innata questa tendenza a voler diventare presto "donne" e "uomini", figuriamoci se il corpo li asseconda. La pubblicità, la televisione e internet danno poi il colpo finale.

#13
Dr. Agnesina Pozzi
Dr. Agnesina Pozzi

Questo rilievo, gentile signore, è interessante ed appropriato; di sicuro la maturazione è più precoce, veloce di 30 anni fa.Diciamo che forse gli input culturali, il cambiamento della società ha agito sui geni perché come ha affermato un ricercatore biologo americano, la mente è più potente dei geni ed è attraverso questa che si operano dei cambiamenti. La Dott.ssa Randone potrà illuminarci sul rapporto con la propria immagine corporea. Posso parlare per esperienza personale dal momento che da ragazzina ero molto più alta e strutturata dei miei coetanei e forse anche la mia maturità emotiva era più avanti perché con i coetanei mi sentivo abbastanza a disagio e mi relazionavo con amiche e amici più grandicelli.

#14
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
come già riportato dalla dott.Pozzi le sue considerazioni sono molto appropriate ed opportune.
Condivido il corretto pensiero delle Collega sulla strettissima correlazione tra modificazioni corporee e psichiche e sull'importanza di offrire uno sguardo sempre attento a psiche e soma, soprattutto in adolescenza.
La "crisi adolescenziale" è inoltre una vera tempesta, caratterizzata da una trasformazione psico/fisica del ragazzo/a, abitata da tensione, paure, rabbia e tanta voglia di crescere...
L'immagine corporea fluttua in funzione delle sane spinte interne e delle sollecitazioni ambientali (in un momento di selfie e di vita online ad oltranza); il genitore dovrebbe, secondo me, assecondare le pulsioni di crescita, ma canalizzarle verso "binari sani e "consequenziali".
I genitori, in questo contesto, rappresentano spesso uno scoglio su cui infrangersi fragorosamente ed allo stesso tempo a cui aggrapparsi durante le mareggiate ormonali e relazionali.
I genitori infatti, vengono messi a dura prova costantemente, proprio perché l'adolescente ha un bisogno impetuoso di sciogliere i legami troppo stretti che caratterizzano l'epoca infantile; devono "rompere il guscio" per venir fuori dall'uovo-famiglia.
Spero di esserle stata utile.

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche infanzia 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Psicologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio

Contenuti correlati