Utente 122XXX
buongiorno, ho bisogno del vostro consiglio ed aiuto. A mia moglie di 58 anni è stato diagnosticato un tumore al pancreas ( nodulo di 2,5 cm alla coda )e sono state riscontrate 4 metastasi al fegato la più grande di 2.5 cmm. Nel 1994 è stata operata al seno e è perfettamente guarita da questo, purtroppo a causa del precedente si è impiegato tutto il mese di agosto ad effettuare prima una biopsia al fegato e poi una al pancreas, poichè non si escludeva una possibile recideiva del tumore mammario, mi è stao detto che le biopsia seppure necessarie non aiutano in casi del genere a causa di quasi inevitabili sanguinamenti che possono provocare.Ha iniziato una serie di cicli di chemiopterapie ( cisplatino associati ad altri 2 farmaci ) precisandoci che in questo momento deve essere considerarta una cura palliativa, dopo 4 cicli verrà sottoposta ad una tac x verificare l'efficacia o meno della cura, se avrà dato esiti soddisfacenti potrà essere considerarata una cura co-adiuvante poichè verrà associata ad altre terapie ( radioterapia e forse anche chirurgica ) è corretto tutto ciò? non mi sembra vi siano grandi speranze, tra l'altro ho trovato sul corriere della sera un annuncio relativo ad una scoperta presentata al recentissimo congresso di Berlino, dove un ricercatore Italiano ha scoperto che in presenza di un determinato enzima nell'organismo, l'effetto delle chemio attualmente in uso aumenta di circa 50 volte, e che dal 2010 sarà a disposizione un farmaco da usare sull'uomo capace di sviluppare queste condizioni. sarà vero? Mia moglie è in ccura c/o ist.Tumori di Milano, e il chirurgo che a seguito il suo caso ha ribadito che si può pensare ad un intervento solamente nel caso la chemio dimostri di avere un effetto sulla malattia altrimenti l'intervento sarebbe del tutto inutile anzi . Potete darmi il vostro parere, ve ne sarei estremamente grato. Cordiali saluti.
P.S. dimenticavo, in occasione della biopsia al pancreas, il medico che eseguiva mi ha detto che per quanto è stato possibile vedere gli organi circostanti non presentavano segni di lesioni o diffusione.
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Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

la presenza delle metastasi epatiche controindica sia la chirurgia che la radioterapia in questa fase dell'iter terapeutico. Per quanto riguarda le novità in oncologia vi sono sperimentazioni continue ma ciò che sta eseguendo la paziente è in questo momento la cosa più idonea. Io magari aggiungerei della ipertermia (vedi sito www.ipertermiaroma.it ) e doserei la cromogranina A per verificare se si può aggiungere octreotide alla terapia in corso (vedi sempre sito www.ipertermiaroma.it).

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it