Utente 127XXX
Buongiorno sono molto preoccupata, gli ultimi analisi di cui riporto i risultati della curva glicemica 1° prelievo basale 96 2° prelievo 30min 110 60min 135 90min 99 120min 100 180min 44, dopidichè alzata dal lettino ho cominciato a sudare freddo a perdere le forze provata glicemia 33 nonostante che finito l'esame avessi mangiato 2 barrette al cioccolato e 1 cappuccino con zucchero..riporto anche altra tabella basale insulinemia 9,40 peptide 3,33
30 min 25,88 - 5,20 60 min 83,86 - 12,17 90 min 410,28 - 29,06 120 min 405,00 -30,12 180 min 64,41 - 15,54 hanno diagnosticato ipoglicemia reattiva, inoltre un colesterolo totale di 223, quello HDL di 56 e LDL 153.
Vorrei x favore sapere in parole povere cosa accade nel mio corpo quando a 180 min la glicemia si abbassa troppo? che rischi corro? cosa devo fare in quel momento? posso assumere zuccheri? perchè mi hanno detto che devo eliminare gli zuccheri dalla mia alimentazione e introdurre più carboidrati..io sono ciliaca è ininfluente? faccio uso di indometcina può essere una causa? mi è stato trovato un nodulo alla tiroide di 14 mm ho in corso gli esami x ulteriore verifica, può incidere?
Quando durante il giorno accuso questi vuoti di stomaco con la necessità di ingerire zuccheri cosa posso mangiare x abbattere questa necessità? devo proprio eliminare in assoluto tutto ciò che contiene zucchero?
Rimango in attesa e ringrazio.

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[#1] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Signora, l'insulina è l'ormone prodotto dal nostro pancreas deputato alla gestione e quindi all'utilizzazione degli zuccheri ed esplica un’azione ipoglicemizzante. A questo si oppone il glucagone, ormone controinsulare, deputato alla mobilizzazione e all’utilizzazione dei grassi di deposito, che esplica un’azione iperglicemizzante. Dall’equilibrio di questi ormoni si ha una corretta omeostasi glicemica. Nel suo organismo succede che dopo un carico di zuccheri, assunto dopo un pasto (la prova da carico orale simula questo con una quantità di zuccheri standard, quindi perfettamente nota), si ha un iperproduzione di insulina che, se va seguendo il "trend" vedrà, lei stessa, che è incrementale. Questa iperproduzione è dovuta al fatto che l'insulina ha, in qualche modo, difficoltà a legarsi al suo recettore, condizione necessaria per l'utilizzazione degli zuccheri. Quindi se da una parte l'iperproduzione riesce a mantenere valori glicemici normali nelle prime due ore, dall'altra al 180° minuto, questa quantità eccessiva di insulina le fa crollare i valori, determinando ipoglicemia. In questo frangente dovrebbe intervenire il glucagone per ripristinare l’equilibrio, ma l’indometacina che assume a scopo terapeutico esplica in lei, come in diversi individui, un blocco della fisiologica capacità iperglicemizzante ottenendo addirittura l’effetto paradosso di amplificare l’ipoglicemia. Purtroppo questa condizione, non frequente, ma accertata è soggettiva. Pertanto bisognerebbe cercare, con il Collega che l’ha in cura, una terapia alternativa all’indometacina.
Paradossalmente l'ulteriore ingestione di zuccheri per controbilanciare l'ipoglicemia, non farebbe altro che amplificare questa condizione, in quanto sarebbe un’ulteriore stimolo biochimico per la produzione di altra insulina, la cui azione non potrà essere controbilanciata dall’attività del glucagone. Pertanto, qualora non fosse possibile modificare la terapia con indometacina, potrà risolvere il suo problema seguendo una dieta a contenuto controllato di zuccheri, e con un'adeguata quota di proteine al fine di impedire “l’innesco” di questo processo caratterizzato dall’iperproduzione di insulina. La sensazione di vuoto che percepisce è da imputare alla diminuzione dei valori glicemici, in quanto, quando avviene una riduzione repentina di almeno 40 mg/dl, l'organismo avverte i sintomi dell'ipoglicemia e lei manifesta le voci sintomatiche che ha descritto. Mangiare zuccheri in questo caso è controproducente per i motivi che le ho spiegato prima. Il nodulo tiroideo e la Celiachia non rivestono alcun ruolo in questa situazione.
Spero di averle chiarito le idee, se così non fosse continui ad esprimere i suoi dubbi, cercherò di essere ancora più esplicito.
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 127XXX

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Ringrazio il Dott. Mario Manunta che mi ha cortesemente risposto. E' stato sufficentemente esplicito ed esauriente, solo un quisito è rimasto inevaso. Quando ho questi vuoti di stomaco che in precedenza prima della diagnosi di ipoglicemia colmavo con l'ingerimento di qualcosa di dolce, anche perchè avevo provato a sostituire con frutta verdura, ma senza nessun risultato, adesso che non posso assumere zucchero in presenza di queste crisi come tampono?
La dott.sa che mi segue ha inserito nella mia dieta un maggior apporto di carboidrati a partire dalla mattina con pane o similari, a pranzo pasta accompagnata da verdura e basta,la sera di nuovo pane con carene o pesce, ma le mie crisi maggiori sono nel pomeriggio, è tremendo da giovedi scorso che ho iniziato ad eliminare gli zuccheri, non so come colmare ho di nuovo provato a mangiare finocchi peperoni carote, ma è un continuo perchè non tamponano, prima bastava un minigelato di quelli consentiti dalla dieta ciliaca e dopo stavo bene..
Pensa che sia troppo presto perchè i carboidrati aggiunti che prima non assumevo quasi x nulla diano i suoi frutti e un'ultima domanda in questa mia ipoglicemia non c'è nessun farmaco che può aiutare? e come posso controllare se la situazione è migliorata? facendo di nuovo la prova da carico?
Sono certa che sarà di nuovo esauriente come la precedente risposta e doverosamente ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Signora, l'unico modo per intervenire su quella sensazione di "vuoto" nello stomaco è prevenirla. Per prevenirla i pasti devono essere strutturati in modo differente, proprio come le avevo indicato prima. Se vuole e se lo ritenesse utile, potrà mettermi in contatto con la Collega che la segue.
In attesa di sue nuove.
Cordiali Saluti