Utente 126XXX
Gentili Dottori,

vi scrivo per chiedervi un parere e anche perchè sono molto stanca di avere a che fare con tanti medici che di hpv ne sanno meno di me.
Purtroppo questa è una grande realtà, non do tanto la colpa a questi medici, ma alla grande confusione e al grande allarmismo che si sta generando sull'argomento soprattutto tramite internet.

Comunque ecco la mia situazione:
Marzo 2009: al pap test periodico riscontro di L-SIL.
Aprile 2009: HPV RNA negativo; colposcopia: non si sa perchè la ginecologa non mi ha lasciato alcun referto nè si è espressa.
Maggio 2009: HPV dna esito positivo, genotipo presente 16(test eseguito di mia iniziativa perchè non consigliato dalla ginecologa)
Luglio 2009: dopo vari cambi di ginecologi controllo colposcopia esito negativo, riscontro di ectropion con suggerimento di non trattare perchè in fase di riassorbimento.
agosto 2009: inizio problemi di sanguinamento durante i rapporti in particolare nei giorni che precedono il ciclo.
Settembre 2009: consulto per il problema e controllo pap test: esito infiammazione. Mi fanno eseguire tampone vaginale: esito negativo. Nessun provvedimento per ectropion.
fine settembre: per sicurezza eseguo nuovo pap test in altra struttura: esito infiammazione. Nel frattempo nuovo consulto altro ginecologo per ectropion: cura di un mese Negatol ovuli x 7gg a seguire Finderm forte altri 7gg.
Fine ottobre: a ridosso del ciclo di nuovo perdita post coitale.
Nel frattempo il mio compagno ha seguito un altro iter e qui ci tengo particolarmente:
controlli periodici con peniscopia ad un centro MST, dove il medico puntualmente ci accusa di tradimento (soprattutto a me visto che lui è sempre negativo) esiti sempre negativi.
Sotto mia insistenza e ci è voluto quasi un anno eseguito tampone balano prepuziale per hpv dna test. Primo tampone: materiale insufficente.
Secondo tampone balano prepuziale: materiale insufficente, senza ripetere il prelievo il laboratorio lo rianalizza esito: positivo ai ceppi 16,6 e 66.
Tampone uretrale: esito negativo.
Allora ditemi, poichè leggo spesso e sento ancor più spesso, come afferma anche il dott. Laino, come mai se eseguire il tampone ad un uomo negativo alla peniscopia è tanto inutile nel nostro caso si scopre che è positivo ad addirittura 3 ceppi????
Allora noi adesso che futuro avremo? sempre con il terrore che una qualche difesa si abbassi e spunti fuori la malattia? In eterno controlli e pregare che il nostro corpo funzioni sempre alla perfezione?
E se dobbiamo avere sempre rapporti protetti come faremo un giorno a volere un figlio?
Qualcuno mi spieghi come ci dobbiamo comportare, cosa dobbiamo pensare?
Ci dobbiamo ancora fidare di chi ci dice che gli esami sono inutili e poi alla positività degli stessi ci allarma affermando che a vita dovremo controllarci e anche tra 10 anni potranno manifestarsi le lesioni?

Grazie a tutti per l'attenzione.
Prego più dottori di esprimere la loro opinione anche circa la poca informazione tra i medici.
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Oddio! E' il solito problema del papilloma virus, è un incubo per medici e pazienti.
Quando si riconosceva quale infezione da HPV la presenza dei condilomi acuminati (cd creste di gallo) era tutto più semplice: trattamento fisico (crio, laser, coagulazione, podofillina etc)e con un po' di pazienza tutto andava a posto. Poi sono iniziati gli studi, la tipizzazione, la relazione tra virus e neoplasia e così via.
A tanta conoscenza non si associa una gestione altrettanto sofisticata della infezione da HPV. I metodi terapeutici sono sempre quelli e certamente non possono agire sul virus, ma solo sugli effetti dell'infezione. Ed allora che fare? Il vaccino probabilmente potrà modificare in parte l'epidemiologia dell'infezione da papilloma virus nei prossimi anni (ma non si può sapere se in futuro ci sarà una prevalenza di altri virus oncogeni diversi dal 16 e 18) per cui credo che il buon senso rimanga la strada migliore.
Prevenzione secondaria (diagnosi precoce) del cancro cervicale con regolare esecuzione della citologia, se possibile rapporto di coppia stabile per evitare contatti con ceppi virali nuovi, e, forse, non pensarci troppo in assenza di manifestazioni cliniche a livello genitale.
Mi scuso per la semplicità, ma penso che altre strade praticabili non ci siano. Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 126XXX

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Egregio Dott. Biagioli,

la ringrazio intanto per la risposta.
La mia impressione è, infatti, anche andando da primari di ginecologia e professori, che neanche i medici sappiano fino in fondo la verità su questo virus.
Il problema è che chi ce l'ha e lo ha scoperto (perché io a questo punto sospetto fortemente che se tutte le persone sopra i 25 anni si facessero l'hpv dna test senza alcun motivo il 90% risulterebbe positivo) ci deve convivere punto e basta senza porsi troppe domande, ma ciò è impossibile.
A 27 anni come me ci si preoccupa soprattutto del futuro: potremo avere un bambino? Dovrò fare il cesareo perché altrimenti trasmetto il virus al bambino (sembra che sia possibile)?
Fra 3, 5, 10 anni rispunterà fuori una manifestazione?
E poi ti trovi davanti il medico che sdrammatizza e poi ti trovi quello che invece ti terrorizza, dicendo che del virus non te ne libererai mai che anche tra 10 anni potrà manifestarsi.
E'davvero difficile vivere serenamente la propria sessualità in questo modo, mi creda, anche e soprattutto perché ho da tempo lo stesso partner e non ho intenzione di cambiarlo.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Certo che è possibile avere un bambino e non penso che sia obbligatoriamente necessario un parto chirurgico perchè è vero che probabilmente il il 90% delle donne (e degli uomini)sono portatrici del papillomavirus e non mi sembra un motivo sufficiente per operare tutti.
Non è vero che tra 5-10 anni può scatenarsi chissà che cosa per il semplice fatto di essere portatrice di una infezione che quasi tutti hanno.
Non cambiare partner (se è possibile e non è un giudizio morale, ma solo tecnico) è probabilmente la migliore misura preventiva per tutte le infezioni a trasmissione sessuale.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 126XXX

Iscritto dal 2009
In un futuro potremo quindi avere rapporti non protetti (intendo ovviamente io e il mio compagno attuale)?
Per il momento infatti preferisco per tranquillità e maggiore sicurezza continuare ad usare il preservativo, ma fra 3/4 anni mi chiedo come sarà possibile in una vita di coppia normale sapere ogni momento se in quell'istante il virus si è attivato o no? E di conseguenza se si è infettivi o no?
Non so se mi spiego: se facciamo dei controlli periodici e sono sempre negativi ma non è detto che lo siano per sempre, e nel frattempo abbiamo rapporti non protetti (nel futuro prossimo)e metti caso ad un certo punto, tra un controllo e l'altro, il virus si attiva in uno di noi saremo di nuovo infettivi e allora come si fa? Mica ci si può controllare una volta al mese per tutta la vita?

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Quello che vorrei far capire è che nel caso di contatto con partner abituale si instaura una reciproca situazione di tolleranza nei rigaurdi della propria situazione biologica. Per essere più chiari lo scambio reciproco di germi (virus batteri etc) è inevitabile e certamente non può essere un profilattico a risolvere ogni problema. Pertanto (a parte le motivazioni anticoncezionali o eventuali nuove infezioni di altra natura) l'uso della protezione meccanica non ha particolari motivazioni nell'ambito di un rapporto di coppia stabile. Lei stessa mi riferisce che i testi di screening per l'HPV sono positivi in entrambi pertanto non esiste più, almeno per questa infezione, un problema di contagio. L'"attivazione" del virus al limite può creare preblemi a livello personale, ma non dipende da un nuovo contagio nè aumenta il rischio per il partner abituale.
Mi scuso per il ragionamento un pò contorto, ma dopo 12 ore di ospedale sono stanco.
Saluti
[#6] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Se può servire a rafforzare il concetto vorrei esprimere la completa condivisione di quanto espresso dal Dr. Biagioli
Cordiali saluti
[#7] dopo  
Utente 126XXX

Iscritto dal 2009
Gentili Dottori,

vi ringrazio molto per la disponibilità e la professionalità che mettete a disposizione di tutti gli utenti.
Quello che non riesco a capire è: ma è vero o non è vero che il virus è infettivo solo quando è attivo?
Io al momento, almeno internamente (poiché non ho mai fatto tamponi esterni), ho solo il ceppo 16 e non ho mai avuto (e spero tento di non averne mai....) episodi di condilomatosi, ma il mio compagno seppure non abbia mai avuto neanche lui condilomi (e anche qui incrocio le dita...) è risultato positivo solo a livello di tampone balano prepuziale ai ceppi 6, 16 e 66.
Dunque non abbiamo esattamente gli stessi ceppi, il medico del centro MST ha addirittura detto che sicuramente ho attaccato io a lui il virus che nell'uomo si modifica poi in altri ceppi....Questo perchè sono l'unica in cui si è attivato.
Fatto sta che se potessi evitare di avere anche gli altri due ceppi sarebbe meglio, e come è possibile se avremo rapporti non protetti?

Altra parentesi che tengo a specificare: io non ho subito alcun intervento per la L SIL, semplicemente a distanza di 4 mesi non avevo più nulla (sempre incrociando le dita per il prossimo controllo).
Questo per dire, perchè leggo tante persone su internet che affermano di non fidarsi dei medici che suggeriscono di attendere 5/6 mesi e controllare l'eventuale evoluzione o regressione della lesione e di intervenire subito.
E' meglio fidarsi di chi ti vuole spillare soldi?

Grazie a tutti e buona giornata
[#8] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Io penso che un trattamento medico è utile quando apporta un vantaggio sicuro al paziente. Non esistono terapie antivirali per il papillomavirus, il trattamento fisico (laser, coagulazione, crio, chirurgia) o chimico (imiquimod) può controllare gli effetti dell'infezione, ma non ad eradicarla. Pertanto ho molti dubbi sulla utilità di un atteggiamento aggressivo soprattutto con finalità di tipo "preventivo". Io per attivazione del virus intendo la comparsa di manifestazioni cliniche riconducibili al HPV. Anche queste (condilomi acuminati, condilomi "piani", papulosi bowenoide, displasie di grado più o meno elevato, possono comunque regredire spontaneamente come d'altra parte è successo con la scomparsa della SIL di basso grado. Questo è un buon segnale che considero molto positivo.
Per quanto riguarda la possibilità di contrarre gli altri due ceppi (6 e 66) ho molti dubbi sulla possibilità di proteggersi efficaciemente e sono ragionevolmente sicuro che un contatto potenzialmente infettante sia nel vostro rapporto pressochè quotidiano (protezione o non protezione)
Il test di tipizzazione è molto delicato e la metodica utilizzata prevede l'utilizzo di sonde virali di numero limitato ad alcuni tipi per cui non è sempre possibile confrontare due esami diversi, condotti in epoche diverse e probabilmente in laboratori diversi con modalità differenti
[#9] dopo  
Utente 126XXX

Iscritto dal 2009
Il metodo utilizzato per entrambi per l'esame è stato la PCR, i tamponi sia per me che per il mio compagno sono stati effettuati nello stesso laboratorio, dello stesso ospedale dove andiamo per il centro MST e a distanza di pochi mesi.
Quindi non ho ben capito: vuole intendere che anche io sicuramente ho già gli altri 2 ceppi solo che non sono stati evidenziati nel mio tampone?
E come è possibile che me lo abbia trasmesso se in lui il virus non si è mai attivato e si trasmette solo quando è attivo?

Mi perdoni ma io non riesco proprio a vederci chiaro...

Grazie ancora anche per la sua disponibilità a quest'ora!

Tra l'altro sono d'accordo con lei per quanto riguarda tanti "iper-trattamenti" che sento in giro. Devo ammettere che l'unica cosa su cui erano d'accordo tutti i ginecologi che ho consultato era sull'attendere un periodo di 5 mesi e monitorare la situazione, e così ho fatto.
[#10] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Non possiamo sapere (ammesso che sia utile saperlo) se il virus è passato dall'uno all'altra o viceversa. Il virus HPV vive nelle cellule epiteliali dove si integra nel DNA dell'ospite pertanto non si può nemmeno escludere la possibilità di un contagio anche in assenza di sintomatologia clinica anche se ovviamente la presenza di lesioni facilità la trasmissione.
La PCR è un test altamente sensibile in grado di rilevare quantità infinitesimali di DNA. Non voglo dubitare della qualità del laboratorio, ma avendo partecipato già negli anni 80 alle prime esperienze di applicazione in vivo della metodica in questo ambito (tipizzazione del HPV)sono consapevole della estrema difficoltà di impedire soprattutto nella fase di prelievo e manipolazione del tampone la contaminazione del materiale. Credo che per poter affermare con certezza la positività e specificità di un test così delicato bisognerebbe avere almeno 2 risultati concordanti nella stessa persona ripetendo il prelievo a breve distanza di tempo. Ma a cosa servirebbe in pratica?
Ora ribadisco il mio pensiero (discutibile se vogliamo, ma per me l'unico modo per uscire da una condizione di ansia e preoccupazione esagerata). L'infezione da HPV è conosciuta da almeno 2000 anni, non è stata importata da un mondo alieno, il nostro sistema immunitario è geneticamente attrezzato per contrastare efficaciemente questa ed altre situazioni, a noi non rimane altro che approfittare delle più approfondite conoscenze scientifiche per ottimizzare il tipo e la frequenza dei controlli preventivi.
[#11] dopo  
Utente 126XXX

Iscritto dal 2009
Ho capito perfettamente il suo ragionamento.
E sono d'accordo, cercherò di sentirmi più tranquilla ma credo che solo con il tempo ci riuscirò, se i controlli continueranno ad andare sempre bene.
Concludendo insomma secondo lei, (ammettendo che il test del mio compagno sia attendibile visto che tra l'altro hanno usato lo stesso campione due volte dopo aver detto che il materiale era insufficiente), anche io ho già contratto i ceppi 6 e 66 ?
Ma è utile secondo lei per me fare il vaccino gardasil ora (ho 27 anni) per dare un aiuto all'organismo, come sostengono alcuni medici?

Grazie,

cordiali saluti
[#12] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
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Io non so se lei ha ha il DNA del 6 e del 66, ma so che (se il test è corretto) ha avuto numerosi contatti con un soggetto che sembra avere il DNA del HPV 6 e 66. Questa è l'unica cosa che possiamo dire.
Il vaccino non aiuta l'organismo e non è terapeutico, ma potrebbe proteggere dall'infezione per i tipi virali (18? 11?) con quali non avrebbe avuto finora contatti infettanti (sempre se crediamo ai test effettuati).
A prescindere dal costo non indifferente non abbiamo evidenze scientifiche della sua utilità nella donna adulta.
Cordiali saluti