Utente 305XXX
Spett.li dott,
mi chiamo Paolo ho 43 anni, 177 cm di altezza per circa 72 kg di peso.
Dall'età dei 20-22 anni mi è stata riscontrata casualmente a seguito di un esame specifico una immunogammaglobulinemia che fino ad allora non sapevo di avere.
Ai tempi assunsi dei farmaci che però non modificarono di una virgola questo deficit. Venne al tempo stabilito che fosse dovuto ad una forma congenita (mia nonna ebbe la poliomelite).
Annualmente eseguo un prelievo del sangue al quale regolarmente aggiungo le "Proteine specifiche".
Altrettanto regolarmente i valori sono bassi (lgA ed lgG), ma stabili nel corso degli anni nel loro deficit.
Vi riporto quelli dell' 8 giugno del 2009 :

lgA 58 mg/dl [70-400]
lgG 469 mg/dl [700-1600]
lgM 44 mg/dl [40-230]

Il mio quesito è il seguente : con tale deficit congenito sono più esposto di altri individui all'influenza A e quindi necessito di vaccino oppure non è una patologia la mia tanto grave da richiederlo?
Attendo le Vostre indicazioni e ringrazio tutti anticipatamente.
Cordiali saluti
Paolo

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Teoricamente e' piu' esposto, meno anticorpi = piu' rischio.

Questo in teoria. Poi uno le chiederebbe subito: ma lei di solito quanto si ammala? prende tutte le infezioni stagionali ogni santo anno? le vengono facile ascessi? ci racconti un po'.

Se la risposta fosse che in realta' lei non si ammala piu' della media, allora la teoria (- anticorpi = + infezioni) andrebbe rivalutata in quanto semplicistica.

In realta' sono le immunodeficienze gravi ad esporre a malattie. Quelle solo moderate (come nel suo caso - valori ai limiti inferiori della norma) passano spesso clinicamente inavvertite grazie all'effetto soglia: da un certo livello in su, si e' comunque protetti e il sovrappiu' funge solo da "margine di riserva". Molti fenomeni biologici non sono lineari ma appunto "logaritmici con soglia".

Poi in concreto io agirei per aumentare la riserva di cui sopra e in definitiva la farei vaccinare.
[#2] dopo  
Utente 305XXX

Iscritto dal 2007
Grazie innanzitutto Dr. Pietropaolo Bianchi per la Sua gentile risposta. Per quanto da Lei richiestomi Le rispondo dicendoLe che credo nel tempo il mio organismo abbia trovato un suo equilibrio in quanto, pur con tale immunogammaglobulinemia congenita, non contraggo infezioni stagionali, ascessi più della media delle persone, anzi paragonandomi ad altri familiari che non hanno tale tipo di problema, ho riscontrato che in caso di ferite sono meno soggetto di essi ad infezioni!!!! L'unica sintomatologia presente, che però non saprei se associare al mio problema, sono macchie rosse ricorrenti sulla pelle (dorso e petto), specialmente in estate, nei momenti di forte stress, pur non esponendomi al sole e pur essendo di carnagione olivastra.
In concreto, anche su consiglio del medico di famiglia, in previsione dell'influenza A mi sto proteggendo assumendo Ismigen per i primi dieci giorni del mese per i mesi di novembre, dicembre e gennaio.
Lei ritiene che l'Ismigen possa essere sufficiente nel mio caso per tenermi lontano da sgradite sorprese.
Colgo l'occasione per porgerLe distinti saluti.
Paolo
[#3] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
L'Ismigen e' una vaccinazione antibatterica assunta per via sublinguale. Sono corpi di vari tipi di batteri uccisi e omogeneizzati. L'intenzione del fabbricante e' che stimolino la produzione di anticorpi da parte dell'organismo.

Essendo un vaccino antibatterico certamente non fa nulla sull'influenza. Essendo somministrato per contatto su mucose integre, non si puo' mai sapere quanto ne penetra stimolando una reazione immune, e quanto se ne va con la saliva nello stomaco, dove viene sciolto nell'acido.

L'utilita' di Ismigen e consimili vaccini e' francamente discussa. Nella migliore delle ipotesi simulano un contatto batterico e dovrebbero stimolare la produzione di IgA superficiali. Nella visione scettica sono poco piu' di un placebo. In alcuni paesi li hanno tolti dal commercio.