Utente 139XXX
buon giorno a voi! si tratta di mio figlio di 22 anni. 15 gg fa gli è stata diagnosticata, mediante ecodoppler e RM prima, durante e dopo somministraz. e.v di mdc paramagnetico e con senquenze angiografich:
trobosi completa della vena succlavia dx in sede sotttoclaveare per estensione di circa 4 cm sino alla confluenza in tronco anonimo dx - regolare pervietà restanti vasi venosi distretto toracico- eregolare aorta toracica e vasi epiaortici. Considerando che in famiglia nessuno che mi ricordi ha sofferto di questa potologia, informo che nel 2007 mio figlio ha sostenuto in urgenza operazione di chirurgia vascolare all'avambraccio dx per essersi ferito con una vetrata e che nel giugno 2009 è stato operato per rinosettoplastica. In questo momento, dopo aver fatto una decina di punture di seleade, è in cura con Comadin(TAO). CONSIDERATA L'ESTENSIONE - 4 CM - DELL'OSTRUZIONE DELLA VENA, VOLEVO SAPERE SE COL TEMPO IL COUMADIN POTEVA ESSERE FATTORE DI SUCCESSO NEL SCIOGLIERE IL TROMBO, O E' INSUFFICIENTE E QUINDI E' NECESSARIO INTERVENIRE IN ALTRO MODO ? ESISTONO TECNICHE DIVERSE DAL FARMACO PER CERCARE DI MIGLIORARE O RISOLVERE LA SITUAZIONE? IL RAGAZZO CORRE DEI RISCHI SE NON SI INTERVIENE SUBITO A RIPRISTINARE IL NORMALE SCORRIMENTO VENOSO?GRAZIE - UNA MAMMA MOLTO MOLTO PREOCCUPATA

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signora,

condivido le sue sensazione come genitore.

mi semmbra che siano stati omessi i motivi degli esami diagnostici.

sembrerebbero mirati ad eventi che sono crtamenti conseguenza del trauma di circa due anni fa.

in sostanza mancano i sintomi che giustifichino tutti questi esami.

gli atteggiamenti potrebbero essere diversi.

risulta comunque evidente che tali esami siano stati prescritti da uno specialista che li avrà letti e di conseguenza avrà dato la terapia.

rimango in attesa delle sue risposte, aggiungendo solo che queste valutazioni a distanza sono particolarmente poco utili se confrontate con quelle reali dei medici che stanno curando già suo figlio.

cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 139XXX

Iscritto dal 2009
i medici non hanno trovato ragiovevoli collegamenti tra l'incidente di due anni fa in emergenza (ferita lacerocontusa dei muscoli flessori delle dita e sezione di vasi venosi superficiali. in ischemia si esegue legatura dei vasi veniosi lacerati e dopo aver ridato flusso viene legata piccola arteria muscolare sezionata) e la trombosi attuale-. Dopo è stata eseguita a distanza di sei mesi soloRM ostearticolare. Dall'incidente comunque il braccio è sempre rimasto dolente, senza forza rispetto all'altro, spesso indolenzito. Ci siamo accorti che le cose non andavano quando circa 1 mese fa il braccio si è gonfiato e nella zona della spalla sono comparsi una rete di circoli venosi superficiali di compenso. Da li, Ecodoppler e RM hanno confermato dagnosi come sopra riportato
Da letteratura medica pare che nella maggior parte dei casi, anche dopo parecchi mesi, è piuttosto infrequente che la sola terapia anticoagulante( il Cumadin) porti alla risoluzione completa della trombosi e alla scomparsa della sintomatologia. Si può correre il rischio che subentri una complicanza tipo edema cronico? La vena ostruita potrebbe risentirne per una ostruzione di 4 cm? Vista l'età, sarebbe possible associare alla terapia farmacologica altre tecniche? consideri l'esigenza di recuperare la mobilità dell'arto per ragioni di lavoro e di vita- grazie molte