Utente 313XXX
Da qualche anno mi sono reso conto di soffrire di disfunzione erettile...Tengo subito a precisare che nel momento in cui ho iniziato una relazione stabile con una ragazza ho subito deciso di affrontare questo problema, sopratutto considerando che all'età di 23 anni questo è davvero un problema che va risolto. Mi sono recato da un andrologo della mia città (a detta dei pazienti che ho trovato lì, davvero molto bravo, a detta mia molto bravo ma anche molto caro), il quale, dopo la prima visita, forse pensando che vista la mia giovane età si trattasse di un problema più psicologico che fisico, mi ha prescritto mezza pasticca di Levitra (20 mg divisi in 2) come "supporto morale". C'è da aggiungere che il mio è stato ed è un problema di mantenimento dell'erezione solo ed esclusivamente durante il rapporto sessuale, perchè paradossalmente non ho mai avuto problemi nè ad ottenere l'erezione con la stimolazione nè ho mai perso la rigidità durante il sesso orale (ma allora perchè nn succede sempre??!) Con il tempo anche il dottore si è reso conto che il problema era un po' più serio, e dopo aver provveduto ad effettuare il test delle erezioni notturne con Rigiscan (ed essersi reso conto che c'era qualcosa che nn andava) mi ha prescritto una serie di iniezioni intracavernose (2 alla settimana per 10 settimane) che devo dire hanno leggermente migliorato la situazione (alla prima iniezione sentivo solo un forte calore, alla ventesima il mio pene raggiungeva l'erezione in automatico e la teneva anche per 1 ora). Come vi ho detto la situazione migliorò ma nn si risolse...ancora oggi io mi trovo costretto a far uso di mezza pasticca di Levitra prima del rapporto sessuale (tranne rari casi in cui magari sto in astinenza da una settimana e allora nn mi serve nessun aiuto, ma sono veramente casi rari e non sempre è così) che mi assicura un'ottima performance e nessuna perdita di erezione. Le mia domande sono: continuare ad usare Levitra porterà alla dipendenza, lo so, ma come smettere? come risolvere questo problema alla mia età? quali altri esami fare? mi rifiuto di pensare che così giovane se nn volessi più usare il Levitra dovrei ricorrere alla chirurgia o peggio ancora alla protesi! E infine...ho da poco affrontato un'operazione di varicocele con scleroembolizzazione, nessuna azione collaterale del Levitra sulla vena spermatica che è stata chiusa, vero? Vi ringrazio per la risposta che vi chiede un ragazzo abbastanza preoccupato!
Saluti a tutti voi.

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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TORINO (TO)
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Gentile utente,
concordo con lei nel sostenere che il Levitra (e farmaci simili) non necessariamente possono risolvere il problema di disfunzione erettile e tantomeno essere un sostegno morale.
La sua complessa situazione sessuologica andrebbe valutata attraverso una corretta gestione sia della componente biologica che della componente psicosessuologica. Il consiglio è pertanto di rivolgersi presso un professionista medico che abbia le competenze psicosessuologiche e psicofarmacologiche.
Cordialmente
[#2] dopo  
Dr. Daniele Masala
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POZZUOLI (NA)
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Caro signore concordo pienamente col collega che mi ha preceduto nel suggerirle una visita specialista urologica/andrologica al fine di inquadrare integralmente il problema e cercare di trattarlo opportunamente. Inutile dilungarsi sul perchè e sul per come.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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catro signore come ha detto il collega il levitra non cura, e nel suo caso penso che la cosa più idonea sia rivolgersi ad un andrologo per una valutazione a 360° del porblema
[#4] dopo  
Utente 313XXX

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Grazie dottori per le cortesi risposte,
tengo a precisare che nel mio caso il Levitra funziona benissimo e moralmente mi aiuta molto...ma so che non potrò farne uso per tutta la vita nè far si che diventi una "droga" che genera dipendenza, e senza la quale mi sento insicuro. E poi, qualche controindicazione alla lunga, la porterà, no? (Altra cosa degna di nota... 4 compresse da 20 mg, anche se cmq io le divido in 2, 49,95 euro......)
Vado già da un andrologo, come ho detto all'inizio del mio primo posta, molto bravo ma purtroppo anche molto caro (troppo caro, 70 euro per 2 minuti di colloquio in cui sembra che più che ascoltarmi abbia fretta di mandarmi via...), che dopo il Rigiscan mi ha continuato a dire di usare il Levitra per poi tornare a studio e valutare l'eventuale inizio di una terapia psicosessuologica (aggiungendo che secondo lui i miei problemi sono stati risolti dopo le iniezioni). Ma altri esami per inquadrare meglio la situazione non andrebbero fatti prima di andare dallo "strizzacervelli"? E se si, quali? Grazie davvero se potrete di nuovo essermi d'aiuto.
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore 31301,

è sempre difficile e "pericoloso" esprimere giudizi sull'operato di altri colleghi tuttavia mi sembra abbastanza "strano" che si possa procedere ad una terapia con autoiniezioni cavernose ( venti ?!?) ed al Levitra solo sulla base di una visita e di un esame Rigiscan.
C'è qualcosa che non va nel racconto del lettore o siamo di fronte ad una capacità diagnostica estremamente elevata
cari saluti
[#6] dopo  
Utente 313XXX

Iscritto dal 2007
Caro dottor Pozza,
è proprio così. Un esame Rigiscan, un doppler per verificare il funzionamento e la risposta delle mie vene, e compresse di Levitra... solo l'ultima volta che sono andato si è cominciato a parlare di terapia psicosessuologica di supporto...Ma non andrebbero fatti esami ormonali e/o altri esami prima? Sta di fatto che a 23 anni io raggiungo l'erezione e nn riesco a trattenerla senza aiuto farmacologico, e nonostante ciò valga solo per il rapporto sessuale (ripeto, nessun problema nella masturbazione e nel sesso orale) non posso continuare così.
[#7] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Gent.le utente,
le scrivo per metterLa al corrente che la sua storia anamnestica, diagnostica e terapeutica non è chiara neanche a me.
Lungi da me l'intenzione di crerLe confusione ma normalità alla masturbazione e impotenza al momento ,la terapia poi con autoiniezioni con prostaglandine a 23 aa ha qualcosa di poco chiaro.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Utente 313XXX

Iscritto dal 2007
Cercherò di essere più chiaro:
1)Inizio a capire qualche anno fa che nella mia erezione c'è qualcosa che nn va (la raggiungo senza problemi ma appena comincio a praticare l'atto sessuale la perdo).
2) Mi rivolgo ad un andrologo della zona della mia città, Roma.
3)Prima visita: prova del Levitra da 10 mg per recuperare fiducia e in attesa di nuove analisi
4)Dopo l'esame dello stato della prostata (leggermente infiammata, prescritto un antibiotico per 2 settimane circa, mi pare) si valuta con l'andrologo lo studio delle erezioni con Rigiscan. Risultato: troppe poche erezioni notturne di durata tale da potersi considerare normali.
5)20 iniezioni (2 volte alla settimana per 10 settimane) di prostaglandina che hanno migliorato ma nn risolto il problema.
6) La mia erezione ora scompare meno facilmente durante l'atto sessuale ma ancora succede, tanto che per paura di sbagliare mi affido a mezza compressa di Levitra da 20 mg prima del rapporto (tranne nel caso in cui nn si possa causa mestruazioni, perchè ripeto, in caso di semplice masturbazione e/o sesso orale, l'erezione nn rappresenta per me un problema)
Vi prego, ditemi che altro devo fare, quali esami e se è consigliabile affidarsi ad un professionista che curi anche l'aspetto psicologico! Spero di aver chiarito i dubbi!
[#9] dopo  
Dr. Daniele Bonanno
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Gentile utente,
mi sembra di capire che la confusione riscontrata dai colleghi circa il suo iter diagnostico-terapeutico derivi dall'assenza di una precisa diagnosi di origine organica del suo disturbo. Oltre all'ipotesi di un qualche coinvolgimento di fattori vascolari, la mia sensazione è nel trattamento proposto vi fosse una certa convinzione che l'impegnativo trattamento seguito avrebbe rinforzato la sua fiducia e rimosso in qualche modo le barriere psicologiche che con molta probabilità giocano un ruolo rilevante nella sua situazione (che siano o meno compresenti fattori organici significativi). Se vi fosse una qualche verità in questa che è soltanto un'ipotesi non andrebbe comunque messa in dubbio la buona fede dell'andrologo che la segue, si tratta in effetti di una strategia che a volte "funziona" anche se appare discutibile dal punto di vista di molti (me compreso).
Sarebbe auspicabile che i fattori psicologici coinvolti in una difficoltà sessuale venissero adeguatamente valutati ed eventualmente affrontati con il supporto di uno psicosessuologo in integrazione al trattamento andrologico. D'altronde parliamo di un trattamento si focalizza sulla soluzione del sintomo sessuale nel breve periodo e nella maggior parte dei casi si ottengono buoni risultati in ben meno delle 10 settimane da lei impiegate con le intracavernose.
Il fatto che lei possa ottenere un'erezione adeguata con qualsiasi pratica sessuale che non sia l'atto penetrativo suggerisce d'altronde l'esigenza di soppesare attentamente il risultato del Rigiscan, ma certamente lascio qui la parola ai colleghi medici.
Cordialmente

Daniele Bonanno
bonanno@aisps.net
[#10] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Gent.le utente,
questa vlta è stato chiaro ed io ... non ho parole!
Si rivolga senza dubbio ad uno psicosessuologo.
Cordiali saluti
[#11] dopo  
Utente 313XXX

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Dr Mallus,
senza parole per incompetenza medica di chi mi segue, o per la gravità della mia situazione?
Dal mio racconto pensa si possa trattare di un problema solo fisico o anche (se nn sopratutto) di natura psicologica? Passerà la dipendenza dal Levitra? Ricomincerò a camminare senza bastone? ;)
[#12] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore 31301,

casi come il suo sono molto spesso legati a problematiche circolatorie ( Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa) che richiedono un giusto e corretto inquadramento diagnostico.
In alcuni casi il fattore "psicologico-emozionale" può essere una casua del fenomeno anche se, sempre a mio parere, le problematiche psicologiche sono la conseguenza e non la causa della disfunzione erettile e sessuale
Senta un altro specialista.
Cari saluti
[#13] dopo  
Utente 313XXX

Iscritto dal 2007
Non nego che è ciò che ho pensato sempre anch'io.. E cioè che la mia insicurezza sia la conseguenza e non la causa della disfunzione erettile... Penso che il mio sangue defluisca troppo rapidamente dalle mie vene, ed è una cosa di cui mi devo assolutamente accertare, ma il mio dubbio resta: con che tipo di esame si accerta questo problema e quali sono le papabili soluzioni?
[#14] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Iscritto dal 2000
caro lettore,

non esiste "UN ESAME" ma una serie di valutazioni cliniche e diagnostiche
cari saluti
[#15] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

non esiste "UN ESAME" ma una serie di valutazioni cliniche e diagnostiche
cari saluti
[#16] dopo  
Dr. Daniele Bonanno
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Iscritto dal 2007
Il mio suggerimento è di considerare la possibilità di iniziare a prendersi cura della dimensione psicologica mentre procede con sistematici accertamenti medici per verificare l'ipotesi che il dr. Pozza propone in base alla sua importante esperienza clinica.
Un dato significativo sarebbe a mio parere sapere se l'erezione al di fuori dell'attività coitale necessita di un'energica e continua stimolazione o se può persistere per un certo tempo anche senza tale necessità.
Se si può parlare di "dipendenza" da farmaci come il Levitra questa è puramente di origine psicologica, certamente non parlerei di dipendenza indotta quando il farmaco si dimostra una necessità a causa di una disfunzione organica non altrimenti trattabile.
Per concludere mi sento di precisare che la valutazione dei fattori psicologici coinvolti e della loro interazione è un processo complesso, una diagnosi attendibile è esclusiva competenza di specialisti in tale area e dovrebbe rappresentare una buona prassi in fase diaqgnostica quando si palesa la probabilità di una eziopatogenesi "mista" in cui fattori organici e psicologici interagiscono nell'origine e nel mantenimento della disfunzione.
Cordialmente.

Daniele Bonanno
bonanno@aisps.net


[#17] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non sono d'accordo praticamente su quasi nulla del modo con cui è stata gestita la Sua storia clinica. Non si tratta di una critica ma solo del mio personalissimo pensiero. Condivido ovviamente l'impiego della classe di farmaci cui Lei fa riferimento, associato e sottolineo associato ad una terapia psicosessuolgica ma di certo sono molto ma molto perplesso sulla indicazione alla terapia endocavernosa che Le è stata proposta.
Mi sento in definitva di condividere quanto espresso dal Collega BONANNO nella sua risposta. La strada è quella giusta.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO