Utente 296XXX
Mia moglie sta portando avanti la sua terza gravidanza. Ha 42 anni e data l'età non avevamo programmato la cosa, ma tant'è...
Dopo le due gravidanze precedenti, entrambe terminate con taglio cesareo, le è stata diagnosticata un'ernia ombelicale. Anche questa gravidanza dovrà terminare obbligatoriamente con taglio cesareo e ci chiedevamo se fosse possibile abbinare l'intervento di "riparazione" dell'ernia al termine del parto. Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Coda
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TORINO (TO)
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caro signore,
innnazitutto le faccio i miei migliori auguri.
per quanto riguarda l'ernia ombelicale di Sua moglie non le consiglio assolutamente pensare di abbinare un intervento di plastica ombelicale a un cesareo. Sono 2 cose completamente diverse. partorisca il neonato e poi dopo qualche mese rivaluti la situazione. Da un'ernia ombelicale ( per tanti chirurghi una "fesseria" da operare) curata male possono derivare complicanze molto gravi. Intanto deve essere posizionata una protesi (una retina) che richiede una sterilità che non può essere presente in una sala ginecologica. Se non mette le rete, l'ernia ha molte probabilità di recidivare; se la mette e la protesi si infetta. diventa un calvario (pensi con il bimbo piccolo).
Pnesi al bambino e faccia una cosa x volta
Ancora auguri
Dr Andrea Coda
[#2] dopo  
Dr. Attilio Nicastro
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Caro Utente,
mi diaspiace contraddire il Dott. Coda, ma durante il taglio Cesareo, per definizione, vi è l'apertura dell'addome dal pube all'obelico. Tale apertura è eseguita non solo per il taglio cesario ma per quasi tutti gli interventi ginecologici ed urologici. Infatti l'incisione della cute sopra il pube non deve trarre in inganno in quanto la via per giungere in addome è quella mediale, tra la cicatrice ombelicale ed il pube. Quindi una volta fatto nascere il bebè e suturato l'utero si può proseguire alla riduzione dell'ernia (facilitata dalla apertura dell'addome) ed alla sutura diretta dei muscoli e della fascia. Questo almeno si può fare durante questo atto e non prolunga di molto l'intervento. Solo in caso di recidiva si deve pensare ad un intervento con posizionamento di una protesi. Chieda consiglio anche al ginecologo che seguirà il parto e vedrà che troverà una giusta risposta.
Auguri a lei ed alla sua bella famiglia
Dott. Attilio Nicastro
www.attilionicastro.it
[#3] dopo  
25413

Cancellato nel 2013
Gentile Utente,
mi associo a quanto appena affermato dall'amico Nicastro. Con il Cesareo di solito l'incisione dei piani profondi è longitudinale, mentre la ferita cutanea è orizzontale. Spesso, anche se non sempre, si arriva all'ombelico, quindi riparare un'ernia ombelicale potrebbe non essere un problema. Se si tratta di un'ernia ombelicale "normale" non c'è alcun motivo di mettere una protesi che è pur sempre un corpo estraneo: il piccolo difetto congenito della fascia (c'è quasi sempre un difetto congenito che si slatentizza con l'aumento di pressione addominale) si può agevolmente chiudere con qualche punto di sutura. Il problema della sterilità penso non esista, perché il taglio cesareo è un intervento chirurgico e DEVE essere eseguito in una sala operatoria sterile, non certo in sala parto!!!
Resto a disposizione e le faccio i migliori auguri
Giovanni D. Tebala
gtebala@medicitalia.it
[#4] dopo  
Utente 296XXX

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Ringrazio voi tutti per le preziose risposte.
Noto che l'argomento è controverso e, seguendo i vostri consigli, porrò lo stesso quesito anche nella sezione Ginecologia e ostetricia.
Nel frattempo ho chiesto anche al nostro ginecologo il quale ci ha sconsigliato l'intervento adducendo a motivazioni che in realtà non ci hanno convinto (non sterilità dell'intervento di taglio cesareo).
Desideriamo approfondire l'argomento visto che ancora abbiamo tempo per decidere.
Grazia ancora. Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Andrea Coda
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TORINO (TO)
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Caro signore,
mi fa piacere che il suo ginecologo sia persona di buon senso: la motivazione addotta è assolutamente pertinente. Per questo fatto non di può impiantare una protesi: rischio di infezione altissimo.
Poi che 2 punti su un'ernia ombelicale in occasione del cesareo si possano dare , non significa trattare un'ernia. Banalizzare le operazioni è sempre un errore, come temere l'impianto di protesi. Ogni cosa va fatta a suo tempo nel modo migliore.
Saluti
Dr Andrea Coda
[#6] dopo  
Dr. Claudio Bernardi
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Gentile signora,
dico anch'io la mia non certo per aumentare la confusione ma portando semplicemente la mia esperienza. Mi trovo spesso durante le addominoplastiche a correggere problemi di cedimento della parete addominale (diastasi=allontanamento dei muscolio retti o ernie vere e proprie) dopo uno o più parti cesarei. Lei saprà che la gravidanza ma ancor più il parto cesareo aumenta il rischio di questi cedimenti. E' altresì vero, però, che un'accurata sutura della parete addominale previene sensibilmente i problemi di cedimento della parete. Quindi, a meno che non ci si trovi in presenza di problemi particolari, sarà cura del ginecologo scrupoloso chiudere la parete addominale in maniera scrupolosa e correggere l'ernia, pur evitando la rete.
Saluti Dr. Claudio Bernardi
Chirurgia Plastica
www.claudiobernardi.it
[#7] dopo  
Dr. Giuseppe D'Oriano
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Dopo aver letto attentamente gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto penso sia necessario, prima che qualche collega ginecologo intervenga in merito,fare alcune precisazioni,Il taglio cesareo viene eseguito ,tranne che in alcuni casi,con una incisione trasversale sovrapubica secondo Pfannenstiel o secondo Cohen.Entrambe le incisioni, con piccole differenze, che non interessano gli utenti ,ma importanti per i colleghi,sono caratterizzate da incisioni trasverse anche sulla fascia con scollamento e divaricazione dei muscoli piramidali e rettali, quindi senza incisioni longitudinali a nessun livello di fascia e di peritoneo.Tale incisione è indicata e ritenuta valida ,proprio perché riduce il rischio di laparoceli,indipendentemente dalla accuratezza della chiusura addominale ,che deve prevedere ,un non sempre necessario accostamento dei muscoli divaricati e una semplice sutura della fascia incisa trasversalmente.Quindi non essendoci, quelle incisioni ,longitudinali descritte dai colleghi,che arrivando "anche non sempre all'ombelico" ,potrebbero giustificare la correzione dell'ernia ,il dilemma non sussiste.Come chiaramente ha precisato il ginecologo,il quale si attiene a linee guida, che vanno da noi chirurghi rispettate,la correzione dell'ernia ombelicale non deve essere eseguita in corso di taglio cesareo e ne tantomeno nel modo ,che convenientemente,visto che siamo all'interno dell'addome,si vuole propagandare.
Saluti Dr.Giuseppe D'Oriano
[#8] dopo  
Dr. Attilio Nicastro
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Da quando faccio il chirurgo ho sempre cercato di pensare di fare il meglio per i pazienti con indicazioni precise e semplici, ma soprattutto consigliando quello che consiglierei ai iei cari (genitori, fratelli, moglie e figli). Da quando faccio il chirurgo mi sono trovato nella condizione di dover eseguire interventi sulla pelvi, compresi quelli strettamente ginecologici, ed è esperienza di chi affronta questa chirurgia che a parte l'apertura della cute e della fascia,lo scollamento dei muscoli, per l'accesso alla cavità addominale, è spesso fatta proprio al di sotto della linea ombellicale. Ma ho partecipato, vista anche la mia specializzazione, a parti con Taglio Cesareo. Al di là delle "linee guida", se dovessi eseguire un Taglio Cesareo in una paziente con ernia ombellicale e questa pazienbte fosse mia moglie, non esiterei alla correzione semplice e concreta dell'ernia. Non con "due puntini", ma con la riduzione endoaddominale del sacco e la chiusura (anche doppia) della breccia "lege artis".
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
www.attilionicastro.it
[#9] dopo  
Dr. Andrea Coda
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caro utente e cari colleghi,
abbiamo idee diverse, ma non sappiamo esattamente quale siano i termini del problema, cioè questa benedetta ernia ombelicale di che dimensioni sia, quale sia la sua esatta sede ( veramente ombelicale?).
Ognuno dice la sua, in piena buona fede e secondo scienza e coscienza... i 2 puntini diventano una sutura "lege artis".... ma di che?
Quello che ci manca è una classificazione dei difetti della parete addominale tipo TNM dei tumori....chi si avvetenterebbe su una discussione oncologica senza menzionare il TNM? trattate un ca uroteliale della vescica T1 come un T2?
Questa ernia ombelicale della signora che aspetta il suo bèbè è diventata una cosa da semplicissima a difficilissima. Io faccio il tifo per il bèbè e per la signora...( e anche per il sempre ignorato marito)
Dr Andrea Coda