Utente 144XXX
Buongiorno,
Vi ringrazio del servizio che offrite e spero che mi possiate aiutare. Intanto Vi spiego la mia situazione: ho 18 anni e faccio il portiere nella squadra calcistica semiprofessionista della mia città. Sono sottoposto settimanalmente ad un rilevante stress fisico (4 allenamenti a settimana più la partita) e spesso utilizzo strumenti per il potenziamento degli arti superiori e delle mani (come ad esemprio palloni medicinali 3-4 volte più pesi dei palloni normali); un impegno a questo livello lo mantengo ormai da quando avevo appena 16 anni. Il 21 Settembre 2009, durante un allenamento, subisco un trauma (pallonata) sul 3° dito della mano sinistra che ne causa la lesione completa del tendine estensore, lasciandomi il classico "dito a martello". L'infortunio mi ha costretto ad uno stop di 3 mesi (senza parlare dell'operazione, delle cure e della riabilitazione) causando disagio a me e alla mi squadra. A fine Dicembre torno disponibile e gioco 4 partite, ma la settimana successiva alla 4° partita, sempre durante un allenamento e per causa di una pallonata, riporto una lesione del tendine stensore del 4° dito della mano destra. Stessa diagnosi: 3 mesi fermo. Così volevo chiedrVi: possibile che si tratti solo di un caso? può darsi invece che abbia dei problemi ai tendini delle mani (indebolimento, sfibramento, ecc....) dovuti allo stress continuo a cui sono sottoposto? Possibile che questo non c'entri niente e il problema sia di tutt'altro tipo? Come posso rimediare in qualsiasi caso a questa situazione? Come posso, se posso, continuare a praticare questa attività sportiva senza avere ricadute, tenendo conto che in 4 mesi ho avuto lo stesso infortunio a due dita diverse prima alla mano destra e poi alla mano sinistra?

Vi ringrazio per l'interessamento
Riccardo

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Dr. Umberto Donati
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Vista l'età è più facile pensare che l'esposizione a traumi importanti sia un motivo già di per sè sufficiente a provocare la rottura dell'apparato estensore. Se la lesione è accompagnata dal distacco di un frammento osseo questa ipotesi è ancor più confermata. Diverso sarebbe il discorso se la rottura fosse insorta in seguito a un semplice sforzo e/o se avesse assunto in un recente passato antibiotici della classe dei fluorochinoloni.
Per ridurre le possibilità di rotture può ricorrere al taping delle dita, ma con il solo scopo di ridurre le sollecitazioni meccaniche.
Visto che ha la fortuna di abitare a Pisa (o comunque in provincia) può rivolgersi alla U.O. Chirurgia della Mano e Chirurgia Funzionale dell'Azienda Ospedaliera Pisana http://www.ao-pisa.toscana.it/chirurgia_mano/chir_mano.htm , per chiarire meglio, con una visita diretta, le Sue condizioni.
Cordiali saluti