Utente 145XXX
Gentilissimi Dottori, mi rivolgo a voi per cercare di uscire dalle mille ansie che mi stanno perseguitando in questo periodo.
34 giorni fa ho ricevuto un rapporto orale (fellatio) di pochi minuti con eiaculazione da persona a me sconosciuta. Due giorni dopo mi sono recato presso un infettivologo che ha cercato di rassicurarmi dicendomi che il rapporto era così a basso rischio che non rispondeva ai requisiti per poter iniziare la ppe (della quale avevo richiesto informazioni) e di stare assolutamente tranquillo. Tre/quattro giorni dopo il fattaccio, mi è comparsa una lieve febbricola (37,1 al massimo) che andava e veniva accompagnata da un lieve mal di gola e lieve ingrossamento dei linfonodi del collo, che non risultavano comunque dolenti, nemmeno al tatto. Il tutto si è risolto nel giro di una settimana circa con una cura antibiotica a base di amoxicillina. Ovviamente il panico aveva preso il sopravvento, in quanto, leggendo in internet, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi possono essere sintomi dall'arme per l'hiv, ma mi rassicurò il fatto che non è possibile che si verifico entro una settimana dall'evento. Dopo una settimana senza febbre, la stessa mi è ritornata, altalenante, dai 36.8 ma senza mai superare i 37.3. Ovviamente il mio stato d'ansia a questo punto è peggiorato. 4 giorni fa mi sono recato dal mio medico di base, il quale mi ha detto che i sintomi che accusavo e che accuso sono riconducibili ad una mononucleosi della quale mi sto portando dietro i postumi, che possono durare anche dei mesi; tesi avvalorata dal fatto che pure mia sorella ha avuto e sta avendo la mia medesima sintomatologia, nei medesimi tempi e con i medesimi valori di febbre (si è pensato che avessimo preso entrambi la stessa cosa, in quanto il decorso è realmente lo stesso). Ma la cosa che mi sta preoccupando oltre misura è il fatto che da ieri ho un forte mal di gola (la farmacista dove sono andato a predere delle compresse antisettiche mi ha detto che si può trattare di faringite), senza febbre rilevante (al max 37,3 ma da oggi non ha superato i 36,9), inoltre mi sono comparsi delle "screpolature" al centro della lingua, non sanguinanti e non doloranti. Il panico è dato dal fatto che sono passati poco più di 30, corrispondenti al tempo medio in cui il corpo reagisce al virus dell'hiv e che tutti quelli che ho elencati ho scoperto essere sintomi di sieroconversione. L'unica cosa che mi consola è che i linfonodi del collo non sono affatto gonfi.
I sintomi da me elencati sono riconducibili a sieroconversione?
Il fatto che mi faccia soppraffare da ansia, agitazione e tensione (sono ipocondriaco) possono favorire l'insorgere di questi sintomi?
A breve farò il test a 45 gg: per essere considerato almeno in parte attendibile deve essere effettuato quello combinato hiv ab/ag oppure anche solo il classico hiv ab è sufficiente?

In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo distinti saluti.
[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Gentile Utente,

la saliva contiene una scarsa carica virale per quanto riguarda l'HIV, perciò un rapporto orogenitale passivo pene-bocca non è da considerare a rischio per l'HIV.

I suoi sintomi non sono correlati all'HIV, perché la sieropositività può restare asintomatica per lunghissimo tempo, anche per anni.
Infatti, questo comporta un grosso problema sociale: 1 su 4 soggetti sieropositivi non sanno di esserlo e sono fonte pericolosa di diffusione dell'infezione.

Faccia pure il test, ma vedrà che, se non vi sono stati in passati rapporti a rischio, sarà sicuramente negativo.

Ci farà piacere se ci terrà al corrente del risultato.

Storia dell'AIDS
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=119197

modalità trasmissione HIV
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=58099

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo Dottor Corcelli, la ringrazio tantissimo per la sua risposta.

La Sua risposta mi ha tranquillizzato, ma non posso negare di essere ancora nel panico.
Il mal di gola è praticamente passato, rimane solo una lieve febbricola (sui 37.0°C, che ricordo persiste dalla fine di dicembre, con variazioni da 36.8 a 37.4 al max) che non fa altro che alimentare la mia ansia. Devo aggiungere che è estremamente variabile: mi trovo a effettuare una misurazione con risultato 36.6 e una mezz'ora dopo 37.3 per ritornare di nuovo, a breve, a 36.6)
Riguardo al passato, non ho mai avuto rapporti non protetti, tant'è vero che il primissimo test che l'infettivologo mi fece effettuare, a pochi giorni dal fattaccio, a titolo infomativo, risultò negativo.

Mi chiedevo, a cosa potrebbero essere riconducibili questi sintomi?
In ultimo, per avere un risultato per quanto possibile attendibile a 40 gg, è sufficiente un test hiv ab o è necessario un test hiv ab/ag?

RingraziandoLa profondamente per il consulto offritomi, porgo sinceri saluti!

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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nel suo caso anche un test HIV-ab può bastare
[#4] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio nuovamente per la Sua celere risposta, dottor Corcelli, di cuore.

La terrò al corrente dei risultati del test.

Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo dottor Corcelli, ho ritirato stamane il test hiv (di genere combo anticorpi più antigene P24) che fortunatamente è risultato negativo e mi ha tranquillizzato.
In concomitanza con tale esame, ho effettuato anche gli altri esami ematici di routine che sono risultati tutti perfetti, tranne un piccolo rialzo della bilirubina diretta dovuta comunque ad un residuo cistico di colecistectomia, già fatto controllare in passato ed assolutamente trascurabile.
Ora le mie domande sono due:
come mai la formula leucocitaria è assolutamente nella norma, nonostante la sintomatologia che ho accusato in questo ultimo mese (descritta nel primo post)? Se ci fosse stata una qualche infezione (mal di gola, tosse, febbricola), non dovrebbe essere, seppur in minima parte, alterata?
Il test combo che ho effettuato a 37 gg quanto è attendibile? Con che spirito mi sottopongo a quello a 60 e 90 gg? Posso affrontarli tranquillamente (per quanto possibile) o devo comunque stare in pensiero?

RingraziandoLa profondamente, porgo distinti saluti.
[#6] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo Dottore, approfitto del fatto che non mi abbia ancora risposto per aggiungere qualche dettaglio.
In questi giorni, la tosse che accusavo da qualche giorno, è andata aumentando, è di genere non produttivo (secca) e da stasera, a 47gg dall'evento a rischio, mi è comparsa febbre a 38.8.
Se non ci fosse il tarlo che mi fa imparanoiare, correlerei questi sintomi ad un focolaio (polmonite) che tra l'altro ho avuto anche nel 2005 con gli stessi medesimi sintomi.
I linfonodi per ora non sono gonfi e/o doloranti e non ho altra sintomatologia.
Potrebbero essere sintomi correlati alla primissima infezione da hiv? Il test a 37gg combo (anticorpo più antigene) quanto è attindibile? Con che spirito mi sottopongo a quella a 60 e 90gg? Posso stare più tranquillo (per quanto possibile) o devo continuare a rimanere in pensiero?

RingraziandoLa per il tempo dedicatomi e per la sopportazione nel mio imparanoiarmi, porgo sinceri saluti.
[#7] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Mi scuso del ritardo, ma ero via.

I suoi sintomi o anche una eventuale broncopolmonite non sono in correlazione con l'HIV.

La ripetizione del test HIV serve sono ad eliminare quella minima incertezza legata al periodo finestra; l'affronti con tranquillità.

Un cordiale saluto.
[#8] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo Dottor Corcelli, sono a scriverLe per comunicarLe che il test che ho effettuato a 119 gg (4 mesi) dall'evento a rischio è risultato, fortunatamente, negativo (test tipo ab/ag p24 CLIA). Ora sono qui a chiderLe se posso considerare tale test definitivo, in relazione al tipo di rischio corso ed al tempo trascorso, oppure no. Mi chiedo questo perché come posso notare da diverse fonti, esistono diverse scuole di pensiero sulla validità dei test: c'è chi afferma che possa considerarsi definitivo solo a 6 mesi, chi invece ritiene che già a 3 mesi, con quelli di ultima generazione in dotazione ai laboratori analisi, si abbia la risposta certa. Leggo su internet, in alcuni forum, che il test a 6 mesi viene consigliato solo a coloro che hanno corso un grosso rischio e con persona sicuramente sieropositiva. Alla luce della mia storia, come posso considerare il mio test?
Per concludere, il fatto che nel periodo trascorso tra l'evento a rischio ed il test a 4 mesi, mi sia dovuto sottoporre a 2 terapie antibiotiche, questo potrebbe aver fatto sì che la mia risposta immunitaria ad un eventuale infezione da hiv sia stata "rallentata/posticipata" e che il test risulti ancora negativo? E' possibile che gli antibiotici rallentino la risposta immunitaria falsando così il test, perché appunto non è ancora avvenuta (a 4 mesi) la produzione di tali anticorpi?

RingranziandoLa immensamente per il tempo che continua a dedicarmi, Le porgo distinti saluti!
[#9] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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può stare tranquillo
il test a 119 giorni nel suo caso è definitivo
[#10] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo Dottor Corcelli, non posso che ringraziarLa per la cortese riposta ed il tempo che, gratuitamente, mi sta dedicando. Le sono veramente grato, davvero!
Per concludere, quindi, Lei esclude che le terapie antibiotiche possano aver falsato in qualche modo il test a 119gg, giusto?
Per finire, Le domando se è necessario che mi sottoponga, per scrupolo, al test dei 6 mesi o se nel mio caso risulti superfluo.

Ps: dolori alle ascelle accusati in questi giorni, che ovviamente imputo, anche ignorantemente, a linfonodi ingrossati causa sieroconversione, sono solo frutto delle mie paure e paranoie a sto punto, giusto?

Tornando a ripetermi, La ringrazio nuovamente di cuore.
[#11] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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- escluso allungamento periodo-finestra
- superfluo il test dei 6 mesi
- linfonodi ascelle nulla a che fare con HIV
[#12] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
Grazie ancora una volta per la Sua velocissima risposta.
Non smetterò mai di esserLe grato per i consulti ed il sostegno fornitomi finora!

AugurandoLe una buona giornata, Le porgo i miei più sinceri e cordiali saluti.