Utente 153XXX
Salve,vi espongo il caso di mio padre,attualmente ricoverato in ospedale da 17 giorni.Mio padre,di anni 66,affetto da diabete(insorto dopo i 50 anni di età)la notte tra lunedi 15 e martedi 16 marzo è stato colpito da infarto,causa occlusione delle coronarie.E'stata praticata un'angioplastica d'urgenza con la quale è stato inserito uno stent di 40 mm,preannunciataci come impresa disperata con 70% di mortalità.Tuttavia l'intervento è andato bene,è stato ricoverato in terapia intensiva dove il giorno giovedi 18 hanno rimosso il palloncino.Bene,la sera stessa mio padre ha avuto un rialzo di temperatura sui 39,2° ed il giorno successivo(venerdi 19) ha cominciato ad avere difficoltà nell'urinare,e pressione molto bassa(48-68 se non erro) percui il giorno successivo sabato 20 è stato trasferito in rianimazione.Domenica mattina 21 marzo ha avuto un crollo respiratorio che ha richiesto l'intubazione e la sedazione(coma farmacologico).Da quel giorno in poi ci sono stati continui peggioramenti,la pressione sostenuta con Noradrenalina in dosi elevatissime,i reni in condizioni pessime con scarsissima urina anche essi sostenuti con massicce dosi di farmaci,i polmoni pieni di liquido (versamento pleurico)praticamente ci è stato detto che aveva una sepsi in atto che stava sfociando in shock settico.Hanno cominciato terapia antibiotica ad ampio spettro(anche se un antibiotico lo stava già facendo quando hanno visto la febbre in terapia intensiva),e mandato colture varie a laboratorio analisi,da lunedi 22 marzo.L'infezione insomma stava coninvolgendo tutto l'organismo e considerato il recente infarto anche il cuore cominciava a cedere.Infatti la sera di mercoledi 23 marzo mio padre ha avuto una serie di airitmie ,prima 2 fibrillazioni atriali e poi una ventricolare che hanno richiesto la cardioversione.Dopo di essa il cuore si è stabilizzato.Gli indici di infezione hanno cominciato piano piano a scendere,ed il giorno venerdi 26 hanno deciso di praticare una tracheotomia e di svegliare il paziente,in modo da facilitare la ripresa.Lui ha aperto gli occhi martedi 30 marzo,ma ovviamente tutte le funzioni sono impedite,ieri hanno provato a farlo mangiare ma ancora è troppo annebbiato dai sedativi che ha preso,dagli squilibri della sepsi e dalla debolezza estrema.Hanno cominciato a scalare la Noradrenalina dal giorno 30 marzo,e ieri sera è stata sospesa,ma stamattina è stata rimessa perchè ne aveva bisogno.Stamattina ancora gli hanno staccato per due ore il respiratore(svezzamento che hanno cominciato fin da poche ore dopo la tracheo vista la buona risposta respiratoria)..stasera invece,andando in visita al reparto,la dottoressa mi ha comunicato che ancora le colture non hanno dato risultati(sebbene le abbiano ripetute 3 volte)inoltre mi ha detto che l'infezione è leggermente risalita(da ieri ad oggi leucociti 14000 a 16000 con rialzo febbrile da 37,5 a 38.3),ma ha detto che eventualmente aggiungono un altro antibiotico.Vorrei un vostro parere,vi ringrazio molto.

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[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buona sera, dal suo dettagliato racconto sembra che i colleghi della Rianimazione stiano lavorando in modo ineccepibile. Uno stato settico con compromissione multiorgano, e dopo un infarto con una angioplastica è un fatto molto grave, ma alcuni risultati positivi sono già stati raggiunti, anche se certamente il babbo non è ancora guarito.
Date fiducia ai medici che lo curano e state vicino a lui per rassicurarlo.
In bocca al lupo e se lo desidera ci dia notizie.
[#2] dopo  
Utente 153XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la celere risposta.Nel frattempo ci sono stati degli sviluppi..la febbre ieri sera si è rialzata oltre i 38,segnale che l'infezione c'è ancora e sta riemergendo...hanno sospettato un'endocardite,che peraltro avevano già ascluso dopo un eco cardio effettuata settimana scorsa,comunque per sicurezza l'hanno ripetuta stamattina,per via transesofagea,e di endocardite pare non ci sia traccia.Hanno deciso di modificare la terapia antibiotica,somministrando antibiotici mirati più a gram positivi e a anaerobi,e alzato un pochino il dosaggio di Noradrenalina,il cuore è stabile.Comunque stasera alla visita in reparto ho notato che mio padre sembrava stare meglio,nonstante la febbre,sembrava più reattivo,cercava di parlare e a vederlo anche in viso sembrava stesse meglio.Il problema fondamentalmente è che non riescono a capire dove sia il focolaio di infezione..possibile non ci siano altre tecniche in grado di accellerare i tempi per capire dove sia e quale sia questa infezione da dove tutto è partito?La ringrazio anticipatamente,buonasera.
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buona sera, non ci sono elementi per giudicare che i colleghi non stiano facendo tutto il possibile in questa situazione.
Comprendo tuttavia i vostri sentimenti ed i vostri dubbi e penso che potreste chiedere un consulto: un Infettivologo e/o un Rianimatore andrebbero bene per avere un secondo parere.
Tanti auguri e cordiali saluti