Utente 382XXX
Gentili medici,
da quasi due anni sto assumendo un trattamento di immunoterapia sublinguale (SLITone) contro i dermatofagoidi, a cui sono allergico in classe 4(Ige). Purtroppo, nonostante il costo piuttosto elevato del trattamento, non ho conseguito risultati apprezzabili, per cui devo sempre assumere il flixonase e l'aerius, senza soluzione di continuità.
Ritenete debba continuare il trattamento per almeno un altro anno o la Vostra esperienza Vi suggerisce che questo tipo di terapie sono inefficaci?
Molte grazie

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Dr. Nicola Verna
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Gentile utente,
L'immunoterapia specifica o vaccinazione allergene-specifica consiste nella ripetuta somministrazione di estratti allergenici ad individui sensibilizzati con lo scopo di ridurne la risposta immunologia e clinica. La decisione di sottoporre un paziente ad immunoterapia specifica (iniettiva o sublinguale) deve essere preceduta da una attenta valutazione sia della condizione clinica sia del ruolo degli agenti scatenanti allergologici. La sola menzione, quindi, della sua positività in classe IV delle IgE specifiche per gli acari della polvere senza la possibilità di sapere se lei abbia anche altre allergie (verso pollini, muffe, epiteli etc.), la mancata menzione di accertamenti diagnostici per valutare la possibilità di comorbidità (ovvero la presenza, insieme all'allergia, anche di altre condizioni come, ad esempio, rinosinusite, asma, etc.) non consentono di dire se la terapia che sta facendo sia adeguata o meno.
L'immunoterapia specifica, quando prescritta ad un paziente selezionato, deve essere considerata come l'unico trattamento capace di agire sulle cause, e non solo sui sintomi, dell'allergia e di modificarne la storia naturale. E' stata ampiamente utilizzata per trattare la rinite allergica causata da sensibilizzazione a pollini ed acari della polvere. E' stato dimostrato, inoltre, che l'immunoterapia previene nuove sensibilizzazioni ad allergeni differenti e riduce la possibilità di sviluppare asma nei pazienti con rinite allergica causata da allergeni inalanti inclusi i pollini.
La decisione di sottoporre un paziente ad immunoterapia specifica deve essere presa dopo accurata valutazione clinica "caso per caso" e dopo aver stabilito una significativa correlazione tra la sintomatologia e la sensibilizzazione documentata verso un determinato allergene. In caso di sensibilizzazioni multiple, l'ITS è indicata solo se si può individuare un allergene (o al massimo due allergeni) di maggiore rilevanza clinica. Manifestazioni cliniche di particolare intensità e durata, non ben controllate dalla terapia farmacologia convenzionale e la possibilità di ridurre l'insorgenza di asma nei pazienti con rinite persistente severa rafforzano le indicazioni all'ITS.
Sulla durata ottimale dell'ITS non ci sono ancora certezze.
Per quanto riguarda l'immunoterapia per via sublinguale, negli studi che rispondono ai criteri maggiori di valutazione (randomizzati, in doppio cieco controllati con placebo, con dosi definite di allergene, rigidi criteri di inclusione, parametri di valutazione ben definiti e che hanno preso in esame almeno 45 soggetti), la durata del trattamento varia dai due mesi ai 5 anni. La persistenza degli effetti benefici a lungo termine dopo l'interruzione del trattamento che è stata ben dimostrata nella immunoterapia sottocutanea, deve ancora essere confermata per la terapia sublinguale. Per quest'ultima, in realtà, al momento attuale, esiste un solo studio di tipo prospettico, in aperto. In tale studio, è stata dimostrata, dopo 5 anni dall'interruzione del trattamento, una persistenza dell'efficacia clinica su un gruppo di bambini trattato con immunoterapia specifica sublinguale per 4-5 anni. Dai dati a disposizione al momento attuale si può quindi affermare con buona approssimazione che l'immunoterapia specifica sublinguale debba essere protratta per non meno di 24 mesi.
Cordiali saluti,

Dr. Nicola Verna

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