Utente 179XXX
Buonasera, sono un ufficiale delle forze armate, oggi ero destinato ad esser sottoposto ad analisi mediche di routine fra cui analisi delle urine e del sangue. Al momento delle analisi ho fatto presente che ero vittima di uno stato influenzale e che stavo assumendo antibiotici, antinfiammatori e analgesici. Dopo poche ore sono stato nuovamente contattato dall'ambulatorio della caserma e mi è stato detto di dover ripetere le analisi perchè alcuni valori erano fuori norma. Una volta effettuato il secondo prelievo delle urine sono stato informato che queste erano destinate ad un esame tossicologico del tipo Drug Test. Sono molti anni che vesto la divisa e non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti e allora chiedo:
1) E' possibile che i famaci che io stia assumendo abbiano falsato i risultati delle analisi delle urine tanto da indurre al sospetto che io assuma stupefacenti?
2) Non dovrei essere informato del fatto che io sia sottoposto all'esame antidroga prima di consegnare le urine e non dopo? Ovviamente non intendo dire un preavviso di giorni, ma quanto meno essere avvisato al momento delle analisi che le urine saranno destinate ad un drug test, invece di saperlo una volta che ho cosegnato il contenitore e firmato i fogli? Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e per il tempo dedicatomi e pongo i piu cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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1) Esiste una lista di sostanze asd uso medicinale che può dare risultati falsamente positivi a diverse sostanze d'abuso. Si tratta sia di sostanze effettivamente facenti parte delle stesse classi chimiche delle sostanze d'abuso, sia di sostanze che non c'entrano niente, tipo antibiotici. Bisogna vedere quali sostanze medicinali assumeva e a quali classi di sostanze risulterà eventualmente positivo.

2) Se il lavoro prevede una condizione di "non utilizzo" la persona è generiacamente tenuta a rispettare questo punto così come a sottoporsi agli esami richiesti. Preavvisando la persona di giorni ad esempio si ammetterebbe la possibilità che qualunque utilizzatore di determinate sostanze possa mascherare questa condizione interrompendo l'uso proprio in quei giorni.
Avvertirla invece del tipo di esami dopo aver prelevato le consente di dichiarare eventuali altri elementi utili e premunirsi verso risultati che attende falsamente positivi.
Lei in questo caso avrebbe potuto non prendere alcun prodotto sapendo che poteva interferire con le analisi, certo, questo se mai è argomento utile a sostenere eventuali incongruenze dopo.
[#2] dopo  
Dr. Maurizio Montesi
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Salve,
alcuni analgesici appartengono alla categoria degli oppiacei e questo potrebbe aver generato la positività al test di screening. Se per esempio stava assumendo la paracodina (sedativo tosse) o co-efferalgan (analgesico antipiretico), questi contengono sostanze oppiacee, in grado di dare ovviamente una positività al test di screening.
Tenga presente però che il campione di urina prelevato dovrà passare al controllo di verifica al gascromatografo, che non lascia spazio a dubbi e si chiarirebbe che la sostanza in esame è il principio attivo del farmaco da lei segnalato.
Appare anomalo invece che Lei non abbia ricevuto nè una adeguata informazione preventiva, riguardo al fatto che la sua attività rientra tra quelle soggette al controllo, nè ancor più che non abbia ricevuto un documento di convocazione di merito, nè un modulo di consenso informato. Attenzione: il lavoratore può rifiutarsi di raccogliere le urine, ma il medico segnalerà che non è stato possibile eseguire il test, con i problemi che ne conseguiranno. Nel mondo occupazionale la comunicazione di avviso del test viene fornita al lavoratore, preventivamente informato, non oltre 24 ore dall'esecuzione del test.
cordiali saluti
cordiali saluti