Utente 185XXX
Sono anni che sofrivo di lievi dolori al basso ventre in seguito a rapporti ed in concomitanza con il ciclo mestruale.
A seguito della mia prima gravidanza (portata a termine a luglio 2008) ho notato un acutizarsi dei dolori.
Ad ottobre 2009, volendo programmare una seconda gravidanza, durante l'ecografia pelvica, abbiamo riscontrato che un fibroma all'utero era aumentato di dimensione ed il ginecologo predisponeva pertanto la necessaria asportazione ipotizzando che potesse contribuire ai dolori.
A novembre 2009 sono stata operata in laparoscopia e durante l'operazione il ginecologo ha notato un'atrofia delle tube e provando ad iniettare il liquido di contrasto ha riscontrato la loro totale occlusione, ha ipotizzato quindi che avessero subito qualche infezione.
Per far "riposare" l'apparato mi è stata prescritta una cura anticoncezionale ormonale (Nuvaring) per qualche mese ed in questo periodo i dolori mi si sono effettivamente attenuati fino quasi a sparire.
Ad aprile 2010 interrompendo il trattamento ormonale mi sono trovata a subire dolori lancinanti in concomitanza all'ovulazione che mi obbligavano a stare a letto.
Effettuando tampone cervicale e vaginale sono risultata positiva alla clamidia e negativa per tutti gli altri patogeni.
mi è stato prescritto Iosalide 1000 per 8 giorni. I dolori sono spariti ed il tampone successivo ha dato esito negativo (giugno 2010). Mio marito ha preso il Klacin 500 1 volta ad dì x 7 gg. a scopo preventivo
A luglio sono tornati i dolori atroci durante l'ovulazione e mi hanno prescritto il Klacid 500 (2 volte al dì per 7 giorni) i tamponi (effettuati con cadenza mensile fino ad ottobre) hanno sempre dato esito negativo.
Ho effettuato ulteriori controlli (ecografia addominale completa, gastroscopia, marcatore ca125 x endometriosi) tutti con risultati negativi ma persistendo i dolori mi hanno riproposto la cura ormonale (sempre Nuvaring) che effettivamente li attenua.
Mio marito ha fatto un tampone uretale e la spermiocultura x ricerca clamidia con esito negativo.
A dicembre ho effettuato i tamponi cervicale e vaginale per un ulteriore controllo e sul primo sono nuovamente positiva alla clamidia.

Mi chiedevo quindi:

1) La ricerca di clamidia è stata effettuata con l'immunocromatografia su tampone cervicale, questo esame può dare falsi positivi?

2) Conviene effettuare un nuovo esame di secondo livello a conferma dell'infezione eventualmete che tipo di esame mi consigliate

3) E' forse meglio riprendere subito una terapia antibiotica? Qual'è la terapia più idonea? Conviene associare qualche altro farmaco all'antibiotico?

Ringraziandola anticipatamente per la cortese attenzione,
porgo cordiali saluti.

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Dr. Silvia Suetti
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Gentile utente

le sue domande e la sua condizione è piuttosto complessa: non ritengo a titolo personale utile per lei e possibile per me suggerire alcunchè - in virtù della specificità del caso e dell'ampia variabilità di prescrizioni ed esami, i quali non si prescrivono "a caso", ma direi - con un gioco di parole - "caso per caso"

saluti