Utente 195XXX
Buonasera,sono una studentessa universitaria di 21 anni,
e volevo chiedere un "consulto" riguardo ad un caso di
malocclusione di III classe, con ipoplasia mascellare.
Appena si parla del caso, tutti parlano subito di
intervento chirurgico senza spiegare però i pro ed i
contro di questa operazione, che sicuramente non è delle
più facili.
Volevo sapere per cortesia cosa porta il NON fare
l'intervento, quali danni procurerà nell'avanzare dell'età
e quali "benefici" invece si possono constatare dopo
l'intervento. Delle volte il suddetto intervento può non
avere successo e peggiorare la malocclusione?.
Utilizzare una placca di svincolo nelle ore notturne, può
aiutare per così dire la situazione?.
Mi sono rivolta a voi in quanto gli studi da me effettuati
hanno portato scarsi risultati e nessuno riesce a
spiegarmi i fatti come stanno.
Vi ringrazio per la cortese attenzione ed in anticipo per
la risposta.
Cordiali saluti.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Francesco Paparo
24% attività
0% attualità
4% socialità
TERNI (TR)
Rank MI+ 28
Iscritto dal 2011
Gentile Signora,
La malocclusione di III classe, detta anche sindrome progenica, è una malformazione dento-scheletrica caratterizzata essenzialmente da morso inverso associato ad alterazione dello sviluppo delle ossa mascellari. La diagnosi (per sommi capi) si effettua essenzialmente con la visita di chirurgia maxillo-facciale, un esame cefalometrico e le impronte dentali. Per il suo carattere dento-scheletrico (quindi non esclusivamente dentale) a sviluppo completato ha come unico trattamento terapeutico l'intervento chirurgico.
Proprio il morso inverso e tutti i meccanismi di compenso fisiologico sono alla base delle alterazioni funzionali tipiche di questa sindrome (tra le più frequenti):
1- l'alterazione precoce della dentatura per squilibrio dei vettori di forza sugli elementi dentali (i denti inclinati tendono a sopportare meno il carico masticatorio);
2-in maniera meno costante un disordine cranio-cervico-mandibolare.
Ovviamente siamo sul piano probabilistico, se Lei è asintomatica. Non operarsi aumenta semplicemente la probabilità che il suo sistema si "ammali".
L'intervento ripristina l'euritmia del volto e la fisiologica occlusione, permettendo al sistema masticatorio di lavorare meglio.
La placca di svincolo ha altre applicazioni ed a fini terapeutici per la patologia che le è stata diagnosticata non ha significato. Per quanto riguarda "l'impegno chirurgico", di cui parla, sappia che oramai è un intervento routinario nella maggior parte dei centri di chirurgia maxillo-facciale d'Italia, compreso il centro di Torino, tra i migliori, al quale le consiglio di rivolgersi con fiducia.
Cordialmente