Utente 667XXX
Cordiali dottori,
vi prego di darmi delucidazioni in merito a un problema che mi sta logorando.

Il mio ragazzo sta avendo i seguenti problemi a seguito di rapporti ricettivi che ha avuto con me, circa due-tre settimane fa.

Uretrite forte con dolore e bruciore fortissimo durante la minzione.
Gonfiamento leggero dei linfonodi inguinali.
Dolore alle articolazioni delle gambe (solamente).
Spellamento del glande.
Non ha nessun tipo di essudato e/o perdite di liquido.
Ultimamente credo abbia notato anche delle vescicole interne all'uretra.

Ha optato per differenti terapie antibiotiche (rocefin e bassado credo o qualcosa di molto simile) ed antiinfiammatorie senza successo o miglioramenti di sorta.

In agosto si era presentato un problema simile, tuttavia privo di dolori/gonfiamenti ma solo con perdita di essudato ed a me era stata diagnosticata una gonorrea, curata in seguito con antibiotici (gli stessi che lui ha preso adesso, a seguito di questo nuovo problema).
Ai tamponi di controllo, eseguiti una settimana dopo la cura in settembre, sono risultato negativo. Dopo questa occasione ho avuto rapporti ricettivi con lui senza che abbia avuto problemi, però dopo poco mi sono trasferito in un altro paese e stiamo vivendo una relazione a distanza (assolutamente monogama). I problemi si sono presentati dopo i rapporti del nostro ultimo incontro, ad ottobre.

Io mi sono immediatamente sottoposto ai test microbiologici e sto aspettando i risultatati dei tamponi.

Volevo chiedervi gentilmente, come deve comportarsi lui? So che dovrebbe farsi dei tamponi, ma quantomeno ditemi cosa potrebbe prendere, nel frattempo, per alleviare i dolori di una uretrite aspecifica (il dottore ha escluso la gonorrea per non presenza di essudato).
Quali medicinali sono indicati in questo caso per ridurre il dolore durante la minzione?

Inoltre, essendo per lui stato causa due volte di questi disturbi, come e quale tipo di analisi posso sottopormi per evitare che questo accada di nuovo? Siamo entrambi in questa relazione monogama e sicuramente, dopo questo, avremo rapporti protetti tra di noi. Tuttavia vorrei sapere se esistono esami specifici per cercare germi e batteri più ad ampio spettro, perchè per me è terribile essere la causa di tutto questo senza esserne cosciente e consapevole.
E'possibile che si tratti di una uretrite aspecifica causata da batteri comuni presenti nel tratto rettale? In questo caso come dovremmo comportarci? Dovremmo sempre avere rapporti protetti tra di noi?

vi ringrazio per la pazienza e per l'aiuto che ci date
d

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente d:

credo che Lei ed il suo Partner cerchiate una sola cosa: un buon consiglio.

questo "buon consiglio" richiesto a noi medici, in questa sede, non può andare nella direzione da Lei addotta.

la frase "ditemi cosa potrebbe prendere nel frattempo" porta molto lontano dalla ricerca di questa bontà diagnostico-terapeutica.

eccettuando l'impossibilità per noi di poter fornire alcun consiglio su terapie via internet (secondo lei, oltre all'orientamento diagnostico che verte verso una uretrite anteriore acuta, possono avere un senso ? E' possibile ancora secondo Lei curare i pazienti senza visitarli e senza sapere cosa abbiano a distanza ? Sarebbe un buon Medico colui il quale fornisce consigli terapeutici od addirittura terapie belle e pronte senza visitare un paziente ?)

Leggo che vivete a Roma, non in Antartide (ed anche lì ci sono Colleghi..figuriamoci): pertanto: cosa aspettate a procedere con la strada giusta che porta al Dermato-Venereologo?

in quella sede potrete trovare una seria risposta al vostro problema e tutti quei consigli che servono per avere in Futuro una serena vita sessuale.

Vi invio i miei più cari saluti.

Dott. Luigi LAINO
Ricercatore Dermatologo e Venereologo,
Malattie Sessualmente Trasmissibili, ROMA
[#2] dopo  
Utente 667XXX

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Dottor Laino,
la ringrazio per la tempestiva risposta...

Provo dunque a passare ad un altro argomento dato che, ultimamente, di specialisti ne ho incontrati più di uno in più di un paese, eppure, eccoci di nuovo al punto di partenza.

Le vorrei chiedere delucidazioni circa l'herpes genitale. Due domande, assolutamente non correlate ad una diagnosi del mio problema specifico:

1)è possibile riscontrare il virus dell'erpes genitale da routinarie analisi del sangue?
2)è routinario, in analisi del sangue per hiv1/hiv2 e sifilide (eseguite presso centri specializzati in malattie sessualmente trasmesse) cercare anche prove del virus dell'erpes genitale o di virus da mst a più ampio spettro?
3)Per rilevare l'erpes genitale è necessario fare uno specifico test, assolutamente non correlato agli altri (di cui ho perso il conto) a cui sono stato sottoposto?

Potrei dunque venire a conoscenza di essere un portatore asintomatico solo contagiando altre persone sane?
Perchè finora, nella mia vita sessuale, poche volte ho abbassato la guardia e me ne sto amaramente pentendo, e credo di meritarmi questo stato d'animo perchè la guardia andrebbe abbassata solo quando veramente ne vale la pena.
A questo stato delle cose, però, non mi sembra giusto neanche che, prima di tutto, a pagarli sia il mio ragazzo, e secondo che io non possa aver avuto i mezzi di impedirlo questa seconda volta e di riparare a quegli errori commessi in passato senza coinvolgere la persona che amo, neanche quando in passato mi sia rivolto ad un centro specializzato in malattie sessualmente trasmesse.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,
rispondo didascalicamente alle sue risposte numerate poichè, mi perdoni, ma non ho ben compreso il senso integrale del suo messaggio:
1) si
2) no
3) si
Le posso dire però una cosa:

Le ingiustizie fanno purtroppo parte della nostra vita, la quale nonstante tutto vale la pena di vivere, sempre alla ricerca del più alto grado di serenità che si può riuscire a raggiungere.

ancora saluti.
DOtt. LAINO, Roma