Utente 127XXX
Cari Medici Italia,

sono un ragazzo di 28 anni al quale e' stata diagnosticata una cista/fistola coccigea quasi 7 anni fa. I primi sintomi li ho appunto avuti a 21 anni, dolore sopportabile alla zona coccigea. La cista l'ho ereditata da mio padre, che la fece asportare durante il servizio militare.

Il dottore che mi visito' quando comparirono i primi fastidi, un medico chirurgo, mi disse che la cista si era fistolizzata ma che al momento non era necessario operare. In piu' mi fece una panoramica sui fenomeni da monitorare in modo da prevenirne l'infammazione, che nel corso degli anni ho purtroppo dimenticato.

Durante questi 7 anni (che ho speso "in giro" per l'Europa), ho convissuto piu' o meno bene con la fistola: fastidi limitati ai periodi in cui fa piu' caldo e un paio di anni fa la comparsa di un buchino ad altezza coccige, dove prima vi era solo il rigonfiamento provocato dalla cista. Ogni tanto vi erano perdite di materiale liquido maleodorante.

Da un mesetto a questa parte ho notato la comparsa di un altro orifizio un po' sopra l'orifizio anale, qausi attacato. Questo orifizio da' piu' fastidio dell'altro, poiche' ogni tanto porta prurito e soprattutto entra in contatto con le feci e la carta igienica durante la pulizia. Durante la giornata non ho ne dolori ne fastidi particolari, tranne quando vado in bici (non sempre).

Premetto che vivo e lavoro in Olanda, non ho fiducia nel sistema sanitario olandese (quindi un'eventuale operazione sarebbe da fare in Italia) ed ho appena iniziato un nuovo lavoro e quindi non so come il mio datore di lavoro, prenderebbe un eventuale decisione di operarmi. Un amico mio e' stato operato d'urgenza direttamente per infiammazione della ciste, al contrario mio non fistolizzata e mai diagnosticata prima, ed e' stato fermo due mesi.

Cosa mi consigliate di fare? Tenermi la fistola con i suoi piccoli fastidi ed operarmi in futuro, oppure e' il caso di operarsi al piu' presto possibile? C'e' un modo per "curare" momentaneamente la fistola in attesa di asportarla? E' possibile che i due orifizi fistolosi non siano connessi (presenza di ciste multiple)?

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Se la cisti è fistolizzata e sintomatica la soluzione è l' intervento, in Italia, Olanda o dove desidera lei.Qualora i fastidi non siano eccessivi puo' tenerla, col rischio pero' che si ascessualizzi. Auguri!
[#2] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Normalmente la cisti e' una, ma puo' avere piu' di un tramite fistoloso. A mio avviso prima o poi bisognera' operare, anche se quando e con quale urgenza dovra' essere stabilito da un Chirurgo che possa valutarla "dal vivo". Legga questo articolo http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/118-cisti-fistola-sacro-coccigea-ovvero-sinus-pilonidalis.html poi se ancora avesse dei dubbi ci scriva di nuovo.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Utente 127XXX

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Grazie ad entrambi per le risposte. Ho anche letto l'articolo del dottor Spina ed ho capito la gravita' delle conseguenze che potrebbe portare una fistola infiammata.

Nel suo articolo c'e' scritto che la fase dove si formano le fistole solitamente e' preceduta da un ascesso. Nel mio caso non vi e' stato alcun ascesso (o magari un ascesso indolore). Questo esclude che l'ascesso potrebbe comunque avvenire dopo la fistolizzazione? Ho letto inoltre che i casi di recidive sono frequenti, quindi varrebbe la pena di farsi operare con il metodo "aperto" e stare fermo due mesi con la possibilita' che la cista si riformi? Le percentuali di formazione di recidive del metodo aperto sono in media tanto piu' basse di quelle del metodo chiuso, tali da giustificarne una netta preferenza?

Grazie in anticipo
[#4] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Non vie è una differenza significativa in termini di recidive tra tecnica aperta e chiusa.La tecnica aperta prevede una guarigione piu' lenta e laboriosa, ma a volte è la scelta migliore.