Utente 203XXX
Mio padre ha 81 anni, circa 10 anni fa avuto 3 stands alle coronarie, 4 settimane fa si è ricoverato per effettuare una coronarografia a seguito della quale ha subito l'impianto di 3 bypass orto-coronario. L'operazione è perfettamente riuscita, tuttavia ci sono state delle complicanze post operatorie di carattere neurologiche. In particolare, mio padre è ancora in terapia intensiva perchè se si sospendono i sedativi ha una agitazione motoria degli arti con eccessivo aumento della pressione. Attualmente ha una respirazione assistita per la quale ha subito una tracheostomia.2 TAC e un elettroencefalogramma non hanno riscontrato alcun problema a livello celebrale, tuttavia i medici non escludono una "irritazione corticale" diffusa non rilevabile con la TAC. Quando si diminuiscono i sedativi, anche se si agita, mio padre risponde quasi sempre agli stimoli esterni e alcune volte sembra essere cosciente dandone segno chiudendo gli occhi o stringendo la mano. A seguito della visita di un neurologo, da 2 giorni, oltre ad altri medicinali, gli viene somministrato il DEPAKIN. In considerazione che sono ormai 4 settimane che mio padre versa in queste condizioni e i medici ci riferiscono sempre che la situazione è stazionaria, vorrei sapere se queste complicanze sono frequenti nei casi di operazioni al cuore e se si riesce a recuperare parzialmente o totalmente e i possibili tempi di recupero.

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Dr. Giuseppe Iaci
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Da quanto riferisce, l'assenza di lesioni ischemiche od emorragiche oggettivabili alle TC cranio ed all'elettroencefalogramma, oltre alla stato neurologico vigile e responsivo in alcuni momenti del giorno, sembrerebbero far ben sperare per la ripresa di suo padre.

Uno stato di irritazione neurologica postoperatorio, soprattutto nei pazienti più anziani è molto comune, anche se non per periodi prolungati come nel suo caso.

L'età del paziente, non è certo un dato a favore della ripresa e 4 settimane di degenza in terapia intensiva, associate ad una ventilazione meccanica prolungata attraverso la tracheo che si è resa necessaria, rendono tutto il decorso notevolmente più lungo e difficile.

Le complicanze neurologiche in Cardiochirurgia purtroppo esistono e quando ci si trova a doverle fronteggiare, risulta difficile, se non impossibile, per qualsiasi Equipe medica fare delle previsioni su tempi e recupero.

Le potrei consigliare di stimolare verbalmente suo padre se possibile durante le visite in Terapia Intensiva, la presenza dei familiari in questi casi può essere d'aiuto.

In bocca al lupo
GI