Utente 290XXX
Gentili Dottori buongiorno,

sono stato operato di prostatectomia radicale per CAP nel 2000 all'età di 55 anni e da allora soffro di disfunzione erettile. Nel tempo ho provato vari rimedi quali Viagra, Cialis e Levitra senza successo e con uno strascico di forti dolori muscolari per giorni. L'unico rimedio che parzialmente funziona sono le iniezioni intracavernose di Caverjet (metà dose da 10 microgrammi). Nel tempo l'asta, nella sua parte terminale, si è anche incurvata verso l'alto e ciò rende la penetrazione difficoltosa, innaturale ed anche un pò dolorosa. Per questi motivi e per la mancanza di spontaneità che le iniezioni introducono, sto prendendo in considerazione un'operazione di protesi peniena che potrebbe risolvere i problemi suddetti. Vorrei conoscere la vostra opinione a riguardo anche in considerazione del fatto che tutta l'operazione, protesi compresa, sembra costare molto e non é supportata dal SSN.
Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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caro signore,
sicuramente uno degli inconveniuenti di dell'intervento la DE pertanto l'idea dell' apposizione di protesi non è da scartare si rivolga all'urologo che la segue e sicuramente la indirizzarà verso un centro adeguato
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
www.prevenzioneprostata.com
[#2] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
Egregio Dottor Quarto,

La ringrazio del consiglio di rivolgermi al mio urologo che sicuramente seguirò.

Il post era tuttavia rivolto ad avere una prima informazione di massima sui costi da sostenere e sulla posizione del SSN che, a livello regionale, sembra essere alquanto disomogenea. Ho avuto notizie - frammentarie purtroppo - che l'intervento, in qualche regione (Friuli-Venezia Giulia?)é completamente a carico del SS.

Ringrazio nuovamente per ogni informazione altri suoi colleghi vorranno fornirmi.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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GROTTAFERRATA (RM)
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Caro lettore, le protesi migliori attualmente sul mercato sono quelle tricomponenti il cui prezzo è oltre i 10000 euro, in genere i centri universitari e gli istituti di ricerca riescono ad effettuare l'intervento in convenzione ed anche alcuni ospedali ma non esite uniformità.
Comunque il mio consiglio è trattare la fibrosi con laserterapia, visto che ottiene una buona risposta erettiva con una dose molto bassa di PGE1.
Cordiali saluti
Dott.Patrizio Vicini
[#4] dopo  
Dr. Daniele Masala
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POZZUOLI (NA)
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La DE post intervento di radicale di prostata è un inconveniente purtroppo molto frequente soprattutto inr elazione al tipo di interventos ubito ed al grado di aggressività della malattia (ricordiamo sempre che lei ha avuto in primis un intervento salvavita!).Affrontare il discorso in modo coerente e produttivo circa il tentativo di ritorno alla sessualità è molto complesso e va fatto a mio parere in sedi opportune ovvero presso un urologo/andrologo che possa seguirla nel tempo. Il ricorso a chirurgia protesica è possibile certamente, molto complesso e costoso con notevoli tassi di insuccesso e dunque va preso in considerazione solo dopo attento inquadramento del problema.
Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste,
dott Daniele Masala.
[#5] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio Dr. Masala per le Sue indicazioni. E' vero, il discorso é molto complesso ed é da affrontare nelle opportune sedi, cosa che ho fatto per qualche anno dopo l'intervento subito nel 2000 con lo staff di urologia che mi ha operato,senza tuttavia conseguire risultati apprezzabili.
Il mio interesse per la protesi é finalizzato alla ricerca di una soluzione definitiva che risolva sia il DE che la fibrosi.
Cosa intende Lei per insuccesso? Rotture, rimozioni, infezioni? So che negli Stati Uniti se ne fanno migliaia all'anno con alta percentuale di successo, perchè da noi non é cosi?
Nei forum, americani ed italiani, si sente inoltre dire che la protesi (tricomponente) funziona e che risolve il problema. Forse si fanno sentire solo coloro per i quali tutto si é concluso bene mentre gli altri stanno zitti?

Cordiali saluti e contraccambio gli Auguri di Buone Feste.
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore,
se le posso dare un altro consiglio, per avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, può consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450
Un cordiale saluto ed un augurio per un felice anno nuovo.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org

[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,

Dopo una prostatectomia radicale spesso residua una condizione di Deficit Erettile ( lesioni nervose, Fibrosi Cavernosa, Problemi vascolari misti...).
Quando non ci sia risposta ai farmaci ( Viagra, Cialis, Levitra) bisogna considerare l'ipotesi delle Autoiniezioni con Caverjet che però possono essere considerate "innaturali" o produrre lesioni fibrotiche tali da peggiorare ulteriormente e addirittura impedire i rapporti sessuali.
In tale evenienza, che mi sembra la sua, ricorrere a terapie mediche ( ultrasuoni, Laser, Ultravioletti, ionoforesi...)serve solo a spendere un sacco di soldi senza poter vedere alcun sostanziale miglioramento.
L'unica soluzione è rappresentata dalla Chirurgia o Protesica o di rimozione delle lesioni fibrose con applicazione di patch e/o protesi.
A mio parere il bilancio della soluzione protesica, considerando i grandi vantaggi e le possibili complicanze, ancora risulta a favore della soluzione chirurgica.
esistono certo i problemi pratici, di costi e possibilità di ricorrere alle strutture del SSN.
In Lombardia è abbastanza facile, in altre regioni meno.
Si può informare alla asl di competenza che le potrà dire quali strutture ospedaliere pubbliche possano intervenire in tal senso
cari saluti
[#8] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
Egregio Dott. Pozza,

La ringrazio per la Sua risposta e per il quadro generale che ha rappresentato, molto verosimile e somigliante al mio caso.
Anch'io penso che certi trattamenti siano solo palliativi. Come detto ho fatto la ionoforesi (3 cicli da 12 sedute)e, se ci sono stati risultati, questi sono stati entità tale da non essere apprezzabili e comunque non duraturi.
Per quanto riguarda le protesi, quello che non si riesce a capire (almeno io non riesco a capire)é perchè non si può ottenere una chiara visione dei rischi a cui si va incontro e delle probabilità di successo che una tale opzione presenta. Non numeri stimati ma provenienti da statistiche precise.
Quando sono stato operato di PR ad esempio, a me era stato detto che l'intervento aveva una probabilità dell'80% di avere come conseguenza il DE. Forse é vero, ma io non ho mai sentito di nessuno fin'ora che faccia parte di quel pur minimo 20%. La mia impressione, dopo 7 anni di partecipazione a forum italiani e stranieri é che la PR produca il DE nella pressochè totalità dei casi.

Grazie ancora delle informazioni e

Cordiali saluti ed Auguri di Buone Feste
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
nella Sua città esistono Centri Pubblici di vera eccellenza nel campo della chirurgia protesica. Direi che questo potrebbe essere il punto di partenza ideale, sia ai fini di una corretta indicazione alla procedura di impianto che economicamente parlando.
Ci tenga informati se lo ritiene utile ed opportuno.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed auguri per un sereno Natale ed un felicissimo Nuovo Anno.
Un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dott. Martino,
La ringrazio per l'informazione, non ne ero a conoscenza.
Le sarei tuttavia oltremodo grato se potesse menzionare più dettagliatamente - se può farlo - a quali centri di eccellenza Lei si riferisce.

Da parte mia vi terrò informati del proseguo in caso di novità.

Cordiali saluti ed auguri a tutti per un felice Anno Nuovo.
[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
posso senz'altro specificarlo anche in Forum pubblico, trattandosi dei centri Urologici Universitari od Ospedalieri della Sua città.
Non mi chieda di più :)
Le auguro uno splendido 2008
Cordialmente
Prof. Giovanni MARTINO
[#12] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

la chirurgia protesica è gravata da problemi legati a possibili complicanze “chirurgiche” ma anche a mancato ottenimento delle aspettative del paziente o prospettate dal medico.
Come tutta la chirurgia funzionale che cerca di riabilitare una funzione ( quella erettile) non fondamentale per la vita possono esistere dati incerti.
Io credo che il mantenimento di una funzione erettile adeguata rappresenti una caratteristica non trascurabile della qualità di vita, del senso di autostima e di adeguato modo di relazionarsi con le altre o altri.
Quindi sono un convinto sostenitore della chirurgia protesica peniena di cui sono stato un operatore fin dal 1981 con oltre 500 casi operati, tutti personalmente.
Circa l’esistenza di “centri di eccellenza” io sarei molto prudente nell’affermare ciò. Parliamo di eccellenza “accademica” legata al numero di articoli pubblicati, di relazioni congressuali…o di “eccellenza concreta” legata ai risultati numerici “sul campo” ?
In Italia i 4-5 più “importanti” operatori nel settore ( mi riferisco al numero di casi operati) sono tutti specialisti che pubblicano pochissimi articoli, che non partecipano quasi mai ( o non sono invitati a partecipare quasi mai) a congressi scientifici e non sono considerati rilevanti dal mondo “accademico” perché operano solo o prevalentemente nel privato.
Forse perché operano molto ,prevalentemente nel privato, non hanno collaboratori od assistenti che raccolgono dati, stilano statistiche e casistiche e scrivono articoli.
Ma mi creda anche questi centri di cosiddetta “eccellenza” hanno i loro casi complicati che poi vengono a cercare soluzione nel “privato” e che non compaiono nelle loro meravigliose statistiche.
Io credo che sia opportuno che il paziente che voglia ripristinare la propria funzione erettile alterata debba trovare uno specialista con cui esista un buon rapporto di fiducia, instaurato chiaramente dopo oculata scelta.
Cari saluti
[#13] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
con ritardo , perchè rientro da un prolungato periodo di riposo in luoghi dove non era facile raggiungere un PC , esprimo il mio parere e ritengo più che corrette e azzeccate le osservazioni fatte dal collega Pozza.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#14] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
quando mi riferisco a Centri Sanitari Pubblici di eccellenza prendo in considerazione sia il versante Scientifico e di Ricerca che quello Assistenziale. E' ovvio che le due cose sono strettamente correlate. Impossibile fare ottima Assistenza senza ottima ricerca e aggiornamento.
Quante volte mi è capitato di ascoltare in sedi congressuali dettagli su casistiche mirabolanti, correlate da splendidie diapositive...200 gastrectomie totali in 4 anni...1500 plastiche per ernia inguinale in 3 anni... 200 pneumonectomie 4 anni... Poi, finita la relazione, quando personalmente chiedevo al Collega di poter "vedere" la Struttura sede di tutto questo..."vedere" le cartelle cliniche..."vedere" gli esami istologici..."controllare" le casistiche ed i risulati...la risposta...ahimè... impossibile...non si può...le cartelle sono incomplete...abbiamo smarrito i dati...il follow-up non è stato effettuato etc etc.
Le ribadisco il mio pensiero che poi è il mio consiglio. Cioè quello di rivolgersi con la massima fiducia ai Centri Urologici Universitari od Ospedalieri della Sua città. Pubblici, a mio parere ovvio.
Il discorso sulle caratteristiche, pregi, difetti, scopi, della Sanità Privata rispetto quella Pubblica (e putroppo ce ne sono)ci porterebbe troppo lontano dall'argomento che a noi sta interessando e non vorrei entrarci per nulla.
A mio modo di vedere tuttavia non riguardano la "bontà" del trattamento terapeutico che viene effettuato ma solo i risvolti puramente del confort "alberghiero". Chi si può permettere tutto ciò, migliaia e migliaia di euro, ben venga...e sono contento per lui e per il Chirurgo :) ...ma sia chiaro che non si tratta di qualità di prestazioni erogate. L'idea di un grande Chirurgo tutto preso dalla Sua attività privata e latitante in Ospedale mi lascia perplesso, può far comodo a qualcuno o convenire a qualcuno ma fa parte dell'iconografia anni 50...alla stregua del Dottor Tersilli di Sordiana memoria...
Io credo che tutti noi dobbiamo vedere anche quello che non ci piace vedere nella società e nel panorama dei pazienti, e cioè operai, salariati, disoccupati, persone a volte indigenti per non dire ai limiti della povertà (parola che non piace molto lo so!) ma comunque malati...ed a loro è rivolto in parte il senso di questa mia risposta.
Un caro affettuoso saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
forse il collega Martino vive su un altro pianeta . Anche in Italia, non parlo di altri paesi dove questo fatto è scontato, nel bene o nel male, le strutture più prestigiose e capaci di fare ricerca oggi sono strutture universitarie ed ospedaliere private (almeno in molte regioni settentrionali della nostra Repubblica). Bisogna aggiornarsi e non vivere con il dr Tersilli, fermi agli anni 50,60,70 e forse 80. Anche l'assistenza ad alcune categorie di pazienti meno fortunati è sostenuta su tutto il territorio della Repubblica non solo da strutture statali pubbliche ma anche da valide organizzazioni private in regime di convenzione.
Ancora un caro saluto.

Giovanni Beretta
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[#16] dopo  
Dr. Diego Pozza
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leggo e "no comment"
[#17] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
mi spiace. Che la Sanità Privata debba prevalere su quella Pubblica, sia in campo assistenziale che di ricerca, è un concetto ormai superato da anni. Era sostenuto negli anni 80, su spinte corporative, politiche, lobbistiche. Le assicuro problema del tutto superato. Continuare a sostenere questa posizione è anacronistico e tipico di chi in Strutture Pubbliche o Universitarie non può, non sa, non vuole lavorarci. Ringraziando Dio viviamo in un paese ben diverso da altri dove tutto, salute e morte compresa, hanno il prezzo di una polizza assicurativa. Chi vuole avere il parcheggio comodo in clinica, la stanza di degenza con il megaschermo al plasma, i fiori freschi sul tavolo della colazione servita in vassoi di argento, le infermiere non solo brave ma scelte con un concorso degno di miss Italia, salottini, privè, atmosfere soft e luci soffuse...si accomodi pure se se lo può permettere. Ben venga. E ben venga per i Medici che su questi pazienti possono contare. Ma ...per favore... non ne facciamo una questione di qualità di assistenza e di prestazioni. Non c'entra niente. Sostenere questo è demagogico ed al limite della malafede. Vogliamo davvero vivere in una società dove per farsi curare nelle Strutture private si debba ricorrere ad un prestito o ad un mutuo?
Ancora un caro saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#18] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
le prestazioni sanitarie pubbliche o private devono sempre comprendere "l'essenziale e il necessario" ma devono mirare sempre più in alto anche nell'assistenza "secondaria". Tutti noi medici sappiamo come le situazioni confortevoli aiutino in molti casi a guarire meglio (anche un semplice sorriso può essere importante!). Sui concetti poi riferiti alla ricerca ed all'assistenza in campo pubblico o privato o alle spinte corporative o lobbistiche o politiche mi sembrano discorsi, formulati in questo modo, assurdi, campati per aria e privi di una base reale e concreta in Italia e nel Mondo e se hanno un valore valgono sia nel pubblico che nel privato. Tra l'altro molti di noi medici che scrivono in questo sito vivono in questo senso fortunatamente, dico io, realtà diverse e complesse (pubbliche , private, private intra moenia e convenzionate) basta cliccare sui nostri "dati personali" . Compreso il collega Martino mi sembra non disdegni il "settore privato" lavorandoci, anche se in intramoenia.
Ancora un cordialissimo saluto .

Giovanni Beretta
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[#19] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
credo e spero che almeno Lei abbia compreso il senso della mia risposta.
Ognuno di noi Medici può scegliere come meglio svolgere la propria attività professionale, dove e quando. Compatibilmente e nel rispetto assoluto, per chi vi è sottoposto, degli obblighi istituzionali della propria mansione. E ci mancherebbe altro.
Ognuno di Voi pazienti, in questo caso gli Utenti che leggono, può decidere da quale Struttura ...Medico... dove, come e quando farsi curare. E ci mancherebbe altro.
Quello su cui non posso davvero concordare è l'asserzione di prevalenza di QUALITA' dell'assistenza erogata da una Struttura Privata rispetto erogata da una Pubblica. Se Lei rilegge la mia precedente risposta capirà a cosa mi riferisco.
Un sorriso aiuta a guarire? Ma sono d'accordissimo. Ma perchè questo sorriso alcuni Colleghi lo devono dare solo in Privato? Dietro esibizione di un assegno? Non potrebbero darlo anche nel Pubblico? Dietro esibizione di una impegnativa del medico di base?
E certo che una confortecvole sistemazione alberghiera aiuta a guarire...e lo credo bene...ma facciamo un rapido conto e svegliamoci per favore...tutti sanno a quanto ammonta lo stipendio di un operaio in Italia...e con 1000 o 1200 euro mensili, dico mensili, con casa, moglie e figli...mi dite Voi come si fa a sistemarsi in una Casa di Cura a 4 stelle?? Perchè dare, da una universale finestra come il nostro Forum, a questi pazienti l'illusione contrabbandata per certezza che trovando un pò di soldi, facendo un prestito, rinunciando a qualcosa che potrebbe essere di conforto alla vita della famiglia, si potrebbe ambire ad una assistenza migliore di quella di un Ospedale??? Dico ma li vogliamo aprire gli occhi? O vogliamo stare tutto il giorno rinchiusi nello studiolo medico privato con le persiane abbassate???
La ricerca scientifica qualcuno ancora pensa (o si augura ...o spera)sia appannaggio delle Strutture Private...Bella cosa!!! Propio una cosa di cui andare orgogliosi!!! Credo che non ci sia proprio nulla di cui vantarsi se così fosse. Mi vergognerei pure a scriverlo. Per fortuna le cose stanno in maniera ben diversa.
Questa puntualizzazione è diretta esclusivamente a Lei ed agli Utenti che hanno avuto la pazienza di leggermi.
:)
Ancora un caro saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#20] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
anche lei avrà sicuramente compreso quello che volevo dirle..; purtroppo chi vive in altri mondi e fantastica può non comprendere..... Comunque l'augurio da me fatto nella mia precedente risposta era proprio questo e cioè che "le prestazioni sanitarie pubbliche o private dovrebbero sempre comprendere "l'essenziale e il necessario" e dovrebbero mirare sempre più in alto anche nell'assistenza "secondaria", cioè "alberghiera" come un pò "populisticamente" si esprime il nostro collega. A questo punto mi chiedo: ma se tutto va così bene nelle strutture pubbliche ed universitarie che interesse avrebbe anche il nostro collega Martino a lavorare in più strutture private? Sulla ricerca poi non ho nulla da aggiungere se non che , nel bene o nel male , attualmente , a livello nazionale ma soprattutto internazionale sono le strutture private quelle all'avanguardia (faccio alcuni esempi per l'Italia : l'Istituto Mario Negri, l'Istituto Oncologico Europeo, l'Ospedale San Raffaele di Milano, ecc, ecc). Solo chi stà nel proprio piccolo studiolo pubblico fino alle 14 o privato dopo le 14 può avere qualche difficoltà a studiare e a conoscere il "mondo".
Ancora un cordialissimo saluto .

Giovanni Beretta
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[#21] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
Egregi Dottori,
vedo che la materia é molto discussa, con visioni controverse e apparentemente contrastanti. E non potrebbe essere altrimenti: la sanità é, come altre discipline, uno specchio della nostra multiforme società in cui aspetti diversi, in apparente contraddizione, coesistono.

Non sono un esperto in questo campo ma la mia percezione é che sia possibile l'esistenza di centri di eccellenza sia nella Sanità Pubblica che in quella Privata.

Non credete infatti che l'Eccellenza sia in primis un prodotto dell'Uomo prima ancora che di una struttura? E che l'Uomo (intendo quello che tende all'Eccellenza)sia mosso più da sete di sapere che non da sete di denaro? Ovvio che il denaro - se c'é - non guasta ma esso non mette in moto il cammino verso l'Eccellenza, la agevola solamente.

Vorrei ancora approfittare di questo forum per porre un quesito a lor Dottori:
ho sentito che un urologo (a Napoli mi sembra) sta "lavorando" su una terapia genica per le disfunzioni erettili. E' qualcosa su cui si possa sperare in un futuro abbastanza vicino?

Un grazie ancora a tutti voi per le cortesi risposte
[#22] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
leggo con piacere la Sua risposta e la condivido in pieno.
Per il resto, che aggiungere? Francamente a me interessa solo che gli Utenti che leggono quello che scrivo abbiano inteso il senso della mia risposta. E di questo ho riscontro. Sono un uomo del "popolo" e ne sono estremamente orgoglioso. Forse le realtà di altre regioni sono più somiglianti a quelle di un Emirato Arabo. Nella sala di aspetto non ho Sceicchi Arabi e a Natale forse ricevo un panettone e non un brillante di 100 carati. Ma ripeto che le discussioni fra Colleghi dovrebbero essere tenute in maniera civile, e rispettosa delle diverse posizioni, nelle sedi più opportune, congressuali e non. Per cui non ne voglio fare.
E' appena il caso di sottolineare che fra Attività "Privata" ed Attività "Libero Professionale in regime di intramoenia" c'è un abbisso...in tutti i sensi, di ruolo, amministrativo e fiscale in particolare. Intramoenia vuol dire che l'attività "privata" è sotto il totale controllo dell'Amministrazione Pubblica. Ed è quello che reputo, io personalmente, più giusto e corretto. Ma queste cose le sanno tutti. O dovrebbero saperle. O fanno finta di non saperle.
Ma torniamo all'argomento della Sua richiesta. Sinceramente non sono al corrente delle ricerche del Collega Napoletano cui lei accenna. Spero di averne presto notizia.
Con affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#23] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
le sue osservazioni chiare sono facilmente condivisibili. Meno chiara la necessità di svolgere la propria attività clinica in diverse strutture sanitarie (pubbliche e private) se le pubbliche sono l'"eccellenza". Per il suo quesito specifico nulla so di esperienze italiane riguardo a terapie geniche per i disturbi erettivi.
Ancora un cordialissimo saluto .

Giovanni Beretta
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[#24] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
pazienza :) :) :) ...ci rinuncio... :) ... è inutile.
Mettiamola così. Milano è stracolma di Strutture Sanitarie Pubbliche e Private. Sia ben chiaro che l'assitenza sanitaria, diagnostica e terapeutica compresa, erogata in entrambi i casi è eccellente. Nessuna prevale sull'altra. Scelga compatibilmente alle Sue esigenze e possibilità economiche, che Le auguro siano floridissime :).
Tutti coloro che invece non potessero permettersi niente...gente normale ma anche extracomunitari, disoccupati, indigenti, soli, abbandonati e reietti ... li aspetto a Roma :)
La ringrazio per la pazienza. E ne deve avere tanta :) Se è riuscito a sopportare le nostre diatribe professionali.
Ancora un caro saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#25] dopo  
Utente 290XXX

Iscritto dal 2007
Cari Dottori,
nessun ringraziamento per la pazienza: sono "paziente" per definizione...(passatemi la facile battuta)

Nessun problema per le vostre discussioni, mi meraviglierei invece se sentissi suonare una sola campana.
Meno male che esistono le "diatribe" professionali e non siamo omologati; esse rappresentano le varietà di pensiero e le differenti opzioni possibili.
A noi "pazienti" la scelta, che però deve essere informata e responsabile.

Un cordiale saluto a tutti.
[#26] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente/Paziente,
:)
direi che non ho niente da aggiungere alle Sue intelligenti deduzioni, se non i miei più cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#27] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
mi associo alle sue giuste ed "informate" considerazioni.
Ancora un cordiale saluto
Giovanni Beretta.

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