Utente 188XXX
Ho 29 anni e scrivo dalla prov di Caserta. La scorsa settimana ho ritirato le risposte di una spermiocoltura con ATB con metodo PCR fatta presso un laboratorio specializzato del mio paese. L'esito dell'esame ha rivelato una colonizzazione di escherichia coli (100.000cfu/ml - normale fino a 10.000) e sono risultato positivo alla clamidia in PCR con estrazione del DNA. Ho mostrato tali risultati all'urologo che già mi segue da mesi (poiché sono affetto da prostatite cronica) e si è soffermato non tanto sulla presenza dell'escherichia coli, quanto piuttosto sulla clamidia. Il medico mi ha detto che prima di sottopormi ad una terapia antibiotica forte con BASSADO intende eseguirmi lui stesso un tampone uretrale presso il II policlinico di Napoli (dove lavora) e farlo esaminare da un collega interno microbiologo. E' stato un pò diffidente rispetto al responso della spermicoltura, spiegandomi che la metodica PCR viene raramente eseguita e a prezzi molto elevati (io con la ricetta ho pagato l'intero esame 56 euro). Mi ha inoltre spiegato che se c'é veramente la clamidia con un tampone uretrale fatto appositamente avremo la conferma. Non ha escluso comunque, anche dopo il tampone, di farmi eseguire una terapia empirica con antibiotico. Dottore, i miei sintomi attuali sono: -durante la giornata accuso come un senso di ingombro e di corpo estraneo nell'uretra, spesso ciò mi spinge ad andare in bagno per tentare di urinare. Riesco ad emettere con un pò di esitazione poca urina e questo senso di fastidio si calma un pò. - il getto di urina è spesso debole, è più forte solo al mattino. - Dopo urinato mi rimane un senso di irritazione all'uretra. - Quando sono seduto per un pò di tempo e quando guido accuso fastidi e dolore ai testicoli (entrambi). - Se bevo molta acqua rapidamente e la vescica si riempie dopo aver urinato mi rimane un indolenzimento della vescica, ed inoltre devo svuotare in 2/3 volte in un'ora. - Dopo aver defecato mi rimane un senso di fastidio e di irritazione nell'ano. Ormai vado avanti con questi brutti fastidi da svariati mesi. Ho seguito più terapie senza successo. Ho fatto diversi esami colturali ma questa è la prima volta che ho eseguito (di mia iniziativa) l'esame in PCR. Guarda caso è emersa la clamidia. Feci uno spermiogramma a maggio 2011 e risultò tutto nella norma. Gentile dottore, non voglio aggrapparmi a false illusioni, vorrei capire se potrebbe esserci corrispondenza tra i disturbi che accuso (special modo all'uretra) e la presenza di clamidia nel liquido seminale? Ritiene che una spermiocoltura in PCR sia un esame attendibile? Conviene fare il tampone uretrale? Aggiungo infine che la diagnosi dell'urologo si è sempre assestata su "prostatite cronica". Attendo una sua gradita replica. Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Ernesto Fina
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Mi sento di condividere la decisione del suo urologo di voler ricercare la Clamidia con il prelievo uretrale prima di istituire la terapia antibiotica.Se questa indagine dovesse dare esito positivo,confermando il risultato del test PCR,conviene effettuare la terapia opportuna.I suoi disturbi sono tutti riferibili ad una uretrite e quindi compatibili con una infezione da Clamidia,che potrebbe durare già da tempo giustificando i disturbi interpretati come prostatite cronica.Si affidi con fiducia alle cure del suo curante e ci tenga informati,se vuole.A presto.
[#2] dopo  
Utente 188XXX

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Dottore, grazie per la sua replica. Come le ho detto ho eseguito la spermiocoltura con metodo PCR per la prima volta, e non perché me l'abbia detto il mio urologo (mi aveva prescritto una spermiocoltura con atb). La responsabile del laboratorio di analisi mi aveva prospettato questo metodo di ricerca (PCR) proponendolo come più approfondito e specifico. In passato ho eseguito diverse spermiocolture e tamponi uretrali, tuttavia era al massimo emersa la presenza di enterococco faecalis. Di solito i test risultavano negativi. Io in tutta onestà non credo in un errore da parte del laboratorio che mi ha ritrovato la clamidia nel liquido seminale (sarebbe logico pensare ad un errore di mancata individuazione piuttosto che di individuazione in mancanza di una reale infezione). Mi è stato spiegato che con il metodo PCR si esegue una amplificazione genetica del batterio/virus che permette un livello di analisi più accurato. Ora gentile Dottore, l'unico dubbio che mi pongo è quello che il tampone uretrale effettuato dal mio urologo avvenga con tecniche di ricerca meno approfondite (es. immunofluerescenza o tecnica colturale). A quel punto se il tampone risultasse negativo rimarrebbe il dubbio enigmatico su quale esame sarebbe quello più veritiero. Volevo soffermarmi poi sulla sintomatologia. I miei sintomi sono presenti e permangono da più di un anno, come detto ho già eseguito diverse cure senza successo. Il focolaio dei sintomi nel mio caso è l'uretra e di riflesso diretto il basso ventre (dolenzia alla vescica), lo scroto quando sono seduto e talvolta l'ano. L'urologo ha parlato anche di possibile irrigidimento del collo vescicale, e quindi di disturbo più funzionale che infiammatorio/infettivo. Io ho sempre accolto questa tesi con diffidenza, in quanto la prima volta che questi sintomi compravero (maggio 2011) dopo una cura di soli 20gg con Tavanic500 e Lactorepens stetti completamente bene. Il benessere tuttavia durò solo per una settimana per poi tornare come prima. Se vi fossero stati disturbi funzionali/anatomici non credo che quel tipo di terapia avrebbe dato giovamento. Tutte le terapie successive hanno fallito miseramente. Un altro aspetto che mi crea dubbi sulla diagnosi di prostatite è il fatto che all'esplorazione rettale l'urologo non ha mai riscontrato una prostata seriamente infiammata. Gentile Dottore, se la mia fosse realmente un'uretrite potrebbe procurare i sintomi che le ho menzionato, simulando una prostatite (aggiungo di non avere bruciori durante la minzione e di non avere secrezioni uretrali)? Se l'agente responsabile fosse la Clamidia la terapia antibiotica con Bassado potrebbe darmi reali giovamenti anche se sono passati molti mesi? Quale è a suo parere il migliore test per ricercare la presenza di clamidia? Attendo fiducioso una sua replica...grazie
[#3] dopo  
Dr. Ernesto Fina
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Le confermo che l'uretrite presenta sintomi spesso sovrapponibili a quelli della prostatite.Pertanto se sarà confermata l'infezione da Clamidia è verosimile che questa sia la causa dei suoi disturbi fin dall'inizio.Per quel che riguarda l'accuratezza diagnostica del test PCR rispetto al prelievo uretrale,questo presenta il vantaggio di evidenziare la presenza del protozoo nelle cellule epiteliali dell'uretra e quindi di dare la certezza della presenza dell'infezione.Per maggiori dettagli dovrebbe rivolgersi ad un esperto di diagnostica di laboratorio.Noi urologi poniamo l'indicazione all'esecuzione della ricerca e in caso positivo diamo la terapia antibiotica che nel suo caso è stata correttamente formulata.Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 188XXX

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Dottore, ho visto che lei lavora presso il Cardarelli di Napoli. Nei primi mesi in cui si manifestarono i miei disturbi urologici ebbi modo di rivolgermi anche ad un suo collega del Cardarelli (M.F.), il quale volle eseguirmi una uretro-cistoscopia allo scopo di verificare la presenza di una eventuale sclerosi al collo vescicale. La diagnosi si assestò su "sclerosi del collo vescicale con congestione prostatica di grado lieve". Sp: Xatral 10mg + Profluss X 2mesi. Purtroppo dopo qualche giorno di terapia dovetti sospendere in quanto lo xatral ad alto dosaggio mi procurava forte malessere generale. Dopo circa 3 mesi fui sottoposto ad un'altra cistoscopia da un altro urologo e stavolta fu riscontrato un collo vescicale nella norma. Feci la seconda cistoscopia agli inizi di ottobre 2010. Prima di questi due esami, quando i sintomi irritativi/ostruttivi si erano presentati per la prima volta (aprile 2010) effettuai una visita urologica ambulatoriale presso il II policlinico di Napoli. L'urologo mi prescrisse alcuni esami colturali che feci stesso al Policlinico, il cui esito fu negativo. La diagnosi fu di prostatite e mi fu prescritta una terapia di 20gg con Tavanic500 (x15gg) e Lactorepens (2cp/die per 20gg). Dopo la cura stetti completamente bene, tornai ad urinare benissimo e non avevo tenesmo o dolenzia. Purtroppo questo benessere durò solo per 7/8 giorni, dopodiché i sintomi ricomparvero più forti di prima. Da quel momento ho commesso l'errore di girovagare diversi urologi senza ottenere giovamenti, ma anzi peggiorando le cose. Il quesito che le pongo è il seguente: se il problema fosse stato la sclerosi del collo vescicale come è spiegabile che un paio di mesi prima riuscii a ritornare bene con antibiotico e Serenoa Repens? Inoltre la seconda cistoscopia (fatta in anestesia spinale) ha rivelato un collo regolare, in quel caso l'urologo parlò di possibile sindrome di Marion, ossia di contrattura involontaria della muscolatura pelvica. Nessun urologo invece ha voluto mai soffermarsi sul fatto che alla base potesse esserci un processo infettivo. Come le ho già detto dallo scorso maggio 2011 mi sono riaffidato all'urologo del II policlinico. La sua diagnosi si è assestata su "dolore pelvico cronico - CPPS". Mi ha spiegato che si tratterebbe di un processo infiammatorio complesso che tende a perdurare per lungo tempo. Ora che è venuta fuori la clamidia ha deciso di approfondirsi su questo aspetto. Tutti questi mesi hanno solo contribuito a peggiorare il mio stato psicologico, portandomi alla frustrazione. Ho ascoltato troppe teorie, troppe supposizioni e scuole di pensiero. A volte penso che forse ho realmente più problemi che si sono sovrapposti tra loro, mentre altre penso che forse il problema è uno solo e non è stato ancora centrato. Dottore, per sua esperienza ritiene che la sintomatologia che le ho già descritto a quale quadro aderisce meglio? L'eventuale infezione da clamidia potrebbe essersi sovrapposta dopo? Secondo lei perché la prima terapia con Tavanic e Lactorepens mi fece stare bene? Attualmente assumo Mittoval 2,5mg (2cp/sera). Attendo una sua gradita replica...grazie
[#5] dopo  
Dr. Ernesto Fina
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A questo punto c'è da sperare che lei abbia realmente l'infezione da Clamidia che potrebbe spiegare tutte le varie manifestazioni infiammatorie e funzionali di cui ha sofferto.Purtroppo capita spesso che la vera diagnosi venga misconosciuta,per tanti motivi che preferisco non enumerare,e che quindi il paziente non risolva mai i suoi problemi e cominci a girovagare tra specialisti,che involontariamente fanno diagnosi diverse senza giungere mai a quella vera e quindi alla risoluzione della malattia.Tutto questo con un coinvolgimento emotivo più o meno intenso del paziente che comincia a sentirsi cronicamente ammalato,di una malattia inguaribile o difficilmente curabile.E da ciò stati di disagio e di malessre difficilmente gestibili.Io le auguro di essere giunto al termine di questo percorso;di fare finalmente la cura giusta e di guarire.A presto.