Utente 216XXX
Buonasera, mia madre, portatrice di stent biliare ,viene ricoverata per colica biliare presso l’ospedale di Mondovì .Le viene effettuato un intervento di laparocolecistectomia per coliciste litiasica.Al momento delle dimissioni, mi viene comunicato che , tempo un paio di mesi ,dovrà essere rimosso lo stent con un intervento da effettuarsi presso la stessa struttura che aveva provveduto ad inserire la protesi.
Contrariamente a quanto previsto in data 22/02 la rimozione della protesi viene tentata ed effettuata malgrado le difficoltà dovute ad un resistente ancoraggio dello stent ,presso l’ospedale di Mondovì .Lo stesso giorno la paziente viene dimessa.
In Data 11/03/2011 a seguito di una colica , mia madre viene ricoverata presso l’ospedale di Ceva. Dopo la somministrazione di farmaci, mia madre ,priva di dolore, si riprende e il 14/3 iniziano ad alimentarla normalmente secondo le indicazioni mediche. Il recupero è tale da consentirle di deambulare nel corridoio dell’ospedale. Il dottore dispone di prenotare un ERPC all’ospedale di Torino che conferma la disponibilità per il 21/03. Con l’alimentazione per bocca ricominciano però le coliche che si ripetono nei giorni successivi. Non ottengo risposte quando informo il primario che a Mondovì in tali frangenti la paziente era tenuta a dieta “0”. il 17/3 ,giunta in ospedale , mia madre mi informa di aver dolori addominali molto forti,diversi da quelli dovuti alle coliche e che nonostante la ripetuta segnalazione a medici ed infermieri nessuna terapia antidolorifica era stata attivata;cosa che avviene successivamente dietro mia richiesta. Le condizioni della paziente peggiorano (edematosa, non urinava, aveva difficoltà respiratorie ) i medici decidono di spostare al 23/3 l’ERCP asserendo che con l’ERCP tutto si sarebbe risolto. Il 22/03 passa in attesa dell’esito degli esami e delle indagini attivate con mia madre sottoposta a terapie finalizzate ad un recupero fisico tale da consentirle di sopportare l’ERCP previsto per il 25/03
Il 23/03 il primario mi comunica telefonicamente che mia madre ha una peritonite e che dev’essere operata d’urgenza. Alle 17 entra in sala operatoria per uscirne alle 22 per essere trasferita in sala rianimazione. Muore tre giorni dopo.
mi restano alcune domande a cui devo darmi risposta:
•Qual è la causa della peritonite ?
• la rimozione dello stent può aver generato micro lacerazioni ?
•è possibile che dall’11/03 al 23/03 le analisi ed indagini non abbiano permesso una diagnosi tempestiva.?
•Come mai per giorni è stata alimentata per bocca nonostante le coliche?
•Era davvero necessario a quel punto intervenire chirurgicamente?serviva davvero a mia madre o alle casistiche del reparto? Mi sembra incredibile nel 2011 entrare in ospedale per una colecisti per poi morire di peritonite.GRAZIE e cordiali saluti

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Dr. Roberto Rossi
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Gentile signora, mi permetto di tentare una risposta sebbene capirà che non potrà in alcun modo essere esaustiva non conoscendo per intero la vicenda. Vorrei iniziare a dire che la Chirurgia non è e purtroppo mai sarà una scienza esatta. Le complicazioni esistono e sempre esisteranno nonostante si faccia sempre o quasi sempre di tutto per evitarle. Mi pare un poco forte dire ,sebbene capisca il suo dolore, che la mamma entra in ospedale per una colecisti e a causa di questa muore. Ciò premesso mi pare di capire che prima dell'intervento di colecistectomia lap. vi fossero state delle complicazioni in seguito alla presenza di colelitiasi(presumo ittero e/o coliche biliari da coledocolitiasi),che avevano portato ad una precedente ERCP con stentaggio della VBP. La procedura successiva di rimozione dello Stent può essere effettuata con una tempistica dettata dlle condizioni generali del paziente(dalla narrazione non si evince quanto tempo è passato dall'intervento di VLC alla rimozione dello Stent).Mi sembra di capire che dalla dimissione al nuovo ricovero sia passato oltre un mese e pertanto ritengo che la condizioni della mamma fossero accettabili.Dal ricovero a Ceva in poi la vicenda non mi è più chiara,tuttavia ritengo che, come talvolta accade vi sia stato un nuovo problema a livello coledocico e correttamente sia stata prospettata una nuova ERCP. La successiva comparsa di peritonite ha costretto i Sanitari a un intervento d'urgenza in una paziente, a quanto segnala,in condizioni critiche. In assenza della documentazione completa e soprattutto dei referti autoptici naturalmente non è possibile rispondere alle sue domande. Certamente , se questo può in qualche modo consolarla, la peritonite è una urgenza chirurgica che non può che condurre all'intervento. Nella speranza di averle dato qualche pur minima risposta le invio cordiali saluti.