Utente 504XXX
Buona sera,
a mia madre da ormai più di 15 anni è stata diagnosticata una forma cronica di eatite C trattata con una cura combinata interferone + ribavirina.
Non è mai riuscita a debellare completamente il virus ma quanto meno a ridurlo notevolmente.
L'ultima volta che è andata in ospedale per richiedere la ribavirina le hanno comunicato che per i costi eccessivi di queste cure (e per i pochi fondi a disposizione) il ministero ha deciso che se per due anni o comunque per un tempo superiore ad essi, la cura non ha avuto effetto, ovvero debellato COMPLETAMENTE il virus, il paziente non ha più diritto a curarsi a spese dello stato.
In sostanza hanno detto a mia madre se vuole continuare a TENTARE di curarsi lo deve fare a spese sue noi non possiamo più passarle nè interferone nè ribavirina.
Volevo sapere se quanto Le hanno detto è vero. Se è mai possibile che da oggi in poi deve spendere più di 1000 euro al mese.

Grazie mille per la risposta e scusatemi per il tono forse un pò troppo polemico.
[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi
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Gentile Utente,

le posso dare una risposta ma parziale e chiederò ai colleghi infettivologi del sito se hanno notizie maggiori in proposito.

Credo che il problema sia in relazione alla risposta al farmaco del virus, alla carica virale residua ed ai tempi di utilizzo del farmaco; in pratica se dopo un certo periodo c'è solo una risposta parziale al farmaco, il SSN lo sospende. Però , Signora, queste sono mie ipotesi. Lei abita a Roma e presso l'Ospedale Spallanzani in Via Portuense ( Malattie Infettive ) c'è un'ottimo centro. Le consiglio di chiedere presso di loro, naturalmente se non l'ha già fatto perchè , magari, sua mamma è proprio in cura allo Spallanzani, ulteriori notizie.

Un saluto

A. Baraldi
[#2] dopo  
Utente 504XXX

Iscritto dal 2007
Innanzitutto scusi il ritardo nella risposta, volevo ringraziarla per la sua cortese risposta e confermarle che tale risposta ci è stata data proprio dallo Spallanzani.
Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Cara Signora,
purtroppo devo riferirle che anche altri pazienti sono nelle condizioni di sua madre proprio per le motivazioni chiaramente esposte dal collega Baraldi.
Qualora gradisse la invito a considerare l'opportunità di un sostegno terapeutico complementare che, pur non essendo ad oggi scientificamente dimostrato, si è rivelato utile in pazienti affetti da epatite cronica di tipo C (controllo della replicazione virale e dei valori delle transaminasi).

Cordialmente, R.F. Leone.