Utente 175XXX
Gentilissimi Medici,
Vi scrivo a nome di mia madre di anni 68 operata al colon (adenocarcinoma al sigma) nel mese di marzo del 2010. Il tumore (in parte mucinoso) era metastatico al peritoneo e il fegato presentava delle vaste aree (quasi il 75% dell'organo) con lesioni. Chirurgicamente fu tolto l'omento (che pure presentava lesioni) e la milza (che non era invasa) e il washing peritoneale risultò negativo. Il dubbio rimase invece a lungo sulla natura delle lesioni epatiche. Dopo varie tac, pet, risonanza magnetica, a distanza di quasi due anni le masse sono rimaste sempre delle stesse dimensioni (l'anno scorso fu considerata l'ipotesi che si trattasse della Malattia di Caroli o di angiomi atipici). Nel corso del 2010, furono fatti 11 cicli di Folfox che ci feceno ben sperare, essendo tutte le tac di controllo stabili ed avendo la Pet captato in modo non significante. Da febbraio 2011 purtroppo ecco comparire le prime recidive al peritoneo. Nel corso dell'anno si è visto un incremento di alcuni noduletti peritoneali ma soprattutto di produzione di mucina (che ha causato il gonfiore dell'addome e di conseguenza fastidi come mancanza di appetito e episodi di nausea). Le terapie di seconda linea (Folfiri + Avastin) e di terza (Vectibix in monoterapia) purtroppo non sono servite a bloccare la, seppur lenta, progressione della malattia in sede peritoneale (soprattutto la produzione di mucina). Le masse epatiche sono tuttora delle stesse dimensioni, con aumento di calcificazioni. Vi chiedo se chirurgicamente è possibile agire in qualche maniera, anche solo per asportare la mucina e migliorare la qualità della vita di mia madre. Resto in attesa di una Vostra risposta,
Vi ringrazio anticipatamente,
Cordiali Saluti

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Dr. Roberto Rossi
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Gentile signore, è davvero pressochè impossibile dare una risposta attendibile non potendo vedere la paziente,gli esami,le immagini TC e tutto quello che è stato fatto in un caso così complesso. Talvolta le MTS peritoneali e probabilmente viscerali creano problemi di canalizzazione per il formarsi di aderenze tra le anse intestinali. Come le avranno certamente spiegato la chirurgia se possibile non può avere intenti radicali ma solo palliativi. Ripeto però che questo giudizio deve essere considerato solo teorico per l'impossibilità di conoscere approfonditamente il problema.