Utente 525XXX
Salve,
Ho 22 anni e sto vivendo un periodo un pò stressante della mia vita (periodo iniziato ad agosto e che non si è ancora concluso).A marzo conseguirò la laurea in psicologia clinica, ho uno zio molto giovane che sta morendo, ed una serie di problemi di salute: sono ipotiroidea e ogni giorno prendo una pasticca di Eutirox 75, ho l'ovaio policistico, gastrite, soffro di cervicale e ciò mi causa mal di testa e giramenti di testa, abbassamento della vista e secchezza agli occhi, ecc..
Qualche settimana fa si è presentato il primo di quello che io penso sia un attacco di panico. Ho cominciato ad avere la nausea (forse per il virus)..da lì ho cominciato ad agitarmi un pò troppo e mi è venuta la tachicardia, nausea sempre più forte, paura e panico di perdere il controllo, forte tremore alle gambe e giramenti di testa. Il tutto è durato moltissimo tempo (forse anche 1 ora) e si è risolto dopo che mi sono procurata il vomito mettendomi un dito in gola. I giorni successivi sono stata un pò spaventata e con la paura che mi ritornasse. Si è purtroppo manifestato ieri sera. Allo stesso identico modo e si è risolto solo dopo che ho vomitato.
A volte, quando non sono a cena a casa mia soprattutto, mentre mangio ed in particolare ceno, appena sento un pò di senso di pienezza, mi viene una "vampata" di ansia che, generalmente, si risolve subito dopo.
L'unica cosa che collega i 2 attacchi di panico avuti è l'aver passato una bella giornata allegra e aver bevuto un cappuccino (forse difficilmente digeribile, specie in questo periodo che soffro di digestione).
Secondo lei, dovrei rivolgermi ad uno psicologo/psichiatra/psicoterapeuta?
Premetto che mia mamma ha sofferto per molto tempo di attacchi di panico (ha subito abbandoni da parte di figure significative) quando io avevo 15 anni ed ero troppo presa dalle mie cose per aiutarla. Adesso ho un pò di sensi di colpa per questo.
Quello che non riesco a capire è se sono veri e propri attacchi di panico (i sintomi direbbero di si) o effetti di una indigestione.
Scusi la lunghezza.
Grazie
[#1] dopo  
Dr. Massimo Lai
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Gentile utente,
credo che in prima battuta debba andare da uno psichiatra che poi le darà i consigli del caso (anche eventualmente il consiglio di una farmacoterapia associata ad una psicoterapia e quindi poi lei sceglierà uno psicoterapeuta - che può essere sia psicologo che psichiatra).
Alcune osservazioni: da quello che descrive sembrano attacchi di panico. Del vomito autoindotto come soluzione agli attacchi ne parlerei allo psichiatra.
Non sono sicuro che i sintomi che attribuisce alla cervicale siano dovuti a questo, perché mi sembra troppo giovane per avere già problemi di cervicale; potrebbero essere manifestazioni somatiche di ansia e certamente non sta passando un buon periodo.
Non si colpevolizzi troppo, come avrebbe potuto a 15 anni aiutare sua madre?
Stia tranquilla e auguri per la laurea
Massimo Lai
[#2] dopo  
Utente 525XXX

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Gentilissimo Dr.Lai,
La ringrazio per la risposta. Oggi parlerò con il mio medico e spero che mi sappia indirizzare da un bravo medico. L'idea di parlare di questo mio problema e di scavare per individuarne eventuali origini (anche se in fondo, facendo molta introspezione, in parte già le conosco) mi mette un pò di ansia, ma capisco che è necessario per risolvere il problema ora che può essere risolto più velocemente visto che è agli inizi.
Nel frattempo cerco di fare in modo che questo problema non interferisca con la mia vita quotidiana, voglio affrontare le situazioni come ad esempio prendere il treno da sola per andare dal mio fidanzato che vive a Roma, come ho sempre fatto. Spero che questo comportamento sia giusto.
Mi sono anche fatta prescrivere una tisana per l'ansia che spero mi aiuti in questi giorni, mentre aspetto di parlare con uno psichiatra.

La ringrazio ancora.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis
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Si affidi con fiducia ad uno specialista. La sua particolare inclinazione per l'introspezione la faciliterà sicuramente nella risoluzione di eventuali problematiche psicologiche alla base di questi sintomi. Nel contempo potrebbe essere opportuno valutare l'idea di associare una terapia farmacologica per ottenere risultati più rapidi. Tutto ciò ,comunque, non può prescindere da una valutazione specialistica.
cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 525XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dottor Martiadis,
il mio medico di famiglia mi ha prescritto un SSRI, ma mi son rifiutata di prenderlo prima di avere un parere da uno specialista. Purtroppo la lista d'attesa è lunga e, nel frattempo, sto usando dei Fiori di Bach.
Vorrei farle una domanda però:
E' vero che ogni caso è a sè, ma in genere, in quanto tempo si risolve un disturbo da attacchi di panico? E può essere eliminato del tutto o rischio comunque delle ricadute?

In questi giorni ho preso comunque treni e metro da sola, sono andata al cinema, al supermercato e al centro commerciale. Nonostante senta ogni tanto un senso di soffocamento e di perdita di controllo in questi luoghi, mi sprono ugualmente con ottimi risultati. Mi sono imposta che questo disturbo non debba interferire con il mio quotidiano e per ora ci sto riuscendo...

Dimenticavo due cose. Vorrei aggiungere a ciò che ho scritto nel primo post che la sera mi viene un pò di malinconia (ma malinconia di non so che cosa!).
Potrebbe trattarsi di un sovradosaggio dell'eutirox o è solo una coincidenza che il primo attacco mi sia venuto qualche giorno dopo aver iniziato a prendere la pillola di Eutirox 75 intera? (prima ne prendevo mezza)
Grazie
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis
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Gentile utente,
in genere la terapia farmacologica da sola dà ottimi risultati nell'arco di 3-4 mesi. Il risultato deve poi essere stabilizzato continuando la terapia per altri 6-9 mesi in modo da ridurre al minimo il rischio di ricadute. Tale rischio tuttavia esiste sempre ed è anche per questo che può essere estremamente utile associare una psicoterapia (a mio parere cognitivo-comportamentale) in modo da imparare a gestire l'ansia anche senza l'ausilio di farmaci.
Per l'eutirox potrebbe darsi che l'aumento del dosaggio abbia potuto provocare sintomi d'ansia; la successiva elaborazione di questi ultimi in termini di "qualcosa di terribile sta per succedermi" avrebbe potuto provocare la crisi di panico. Tuttavia è diffivcile da stabilire se questa sia la causa primaria, e comunque le soluzioni al problema restano quelle finora indicate. La saluto e le faccio il mio in bocca al lupo