Utente 234XXX
Salve sono un ragazzo di 21 anni, volevo spiegarvi brevemente la mia storia e avere alcuni chiarimenti / consigli da alcuni professionisti del settore.
In data 14.01.2011 sono stato ricoverato per un dolore trafittivo all'emitorace dx e posteriormente alla scapola. nessuno sforzo eccessivo in passato, solo alcuni piccoli dolori al petto nel tempo che cessavano in brevissimo tempo, quindi mai presi come un serio allarme. Non fumatore. Dopo radiografia trovano una falda di pnx in espirio di circa 8cm, che sarà poi tolta tramite drenaggio pleurocath inserito nel II spazio intercostale emiclaveare dx, con drenaggio a caduta. Dopo il ricovero di circa una settimana, vengo dimesso con le seguenti controindicazioni: evitare sport subacquei, evitare voli aerei per almeno 6-8 settimane, evitare sforzi isometrici per le prime 6-8 settimane.
I controlli successivi dicono che è tutto nella norma.

In data 16.12.2011, dopo appena 10 mesi dal primo caso, ecco che si presenta il secondo episodio di pnx spontaneo, questa volta però ancora agli inizi (entità di circa 2,5cm), dopo la solita prassi del drenaggio, vengo sottoposto ad intervento chirurgico, in anestesia generale, di resezione dell'apice polmonare destro e pleurodesi in videotoracochirurgia. Decorso post operatorio tutto regolare.
In data 4.01.2012, dopo un mese di assoluto riposo, effettuo l'rx di controllo, ed esco fuori con una recidiva (permane pnx apico-paracostale dx che attualmente appare associato a versamento pleurico).

Tra una settimana avrò il controllo.
Uno dei dottori del reparto, mi ha detto di stare tranquillo che non è nulla di grave.

Le mie domande sono:
- prima dell'intervento, i dottori assicurano che con l'intervento c'è una minima possibilità che si ripresentino episodi di pnx dalla parte operata, mentre poi sentendo vari amici che hanno avuto lo stesso mio problemi, un caso su due, dopo l'intervento ha delle recidive. è una cosa normale? non ci sono altre modi di intervenire?
- la causa della continua formazione di bolle apicali? leggendo su vari forum, ascoltando il parere di vari medici, c'è chi dice che è un fatto di costituzione fisica (sono alto 1.85cm x 65kg), c'è chi dice che è una cosa che si tramanda (nessuno nella mia famiglia ha mai avuto una cosa simile), c'è chi dice che sono gli sforzi eccessivi (mai fatto grandissimi sforzi) e c'è anche chi dice che è una malformazione del polmone che crea questo problema. a chi credere?
- l'ultimo mia domanda invece riguarda il cosa si può e cosa non si può fare dopo che uno ha avuto un pnx? io uso molto spesso l'aereo, non per viaggi lunghi, al massimo 2-3 ore, e c'è chi mi ha detto anche che l'aereo può contribuire alla formazione, mentre c'è chi dice anche il contrario visto che sono pressurizzati.
è un problema prendere l'aereo per viaggi logicamente di breve durata dopo le solite 6-8 settimane dalla dimissione? mentre per quanto riguarda "sforzi" del tipo running? sollevamento di normali pesi di lavoro?

Grazie in anticipo
[#1] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2007
Gentile utente, purtroppo la comparsa di recidive è legata alla presenza di piccole altre bollicine o punti di minore resistenza del parenchima polmonare non sempre visualizzabili all'intervento. La formazione delle bolle apicali è congenita (per quanto attualmente leggibile sulle pubblicazioni scientifiche) per cui ci sono dei punti di minore resitenza del parenchima polmonare che cedono "random" sotto pressione per cui chi ha bolle enfisematose "puo' " incorrere in uno Pneumotorace o no..dipende dal fattore C... Prendere l'aereo è un fattore di rischio per gli sbalzi pressori che posso esserci all'interno di un luogo pressurizzato come l'aereo, ma come suonare strumenti a fiato, andare sott'acqua, sforzarsi, insomma qualsiasi motivo che provochi una pressione all'interno del parechima polmonare maggiore di quella normale. Riamnenedo a disposizione per eventuali chiarimenti porgo saluti.
[#2] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2012
quindi lei, come ho sentito dire anche da altri suoi colleghi, praticamente la pleurodesi è al momento l'unico modo di intervenire su pazienti giovani affetti da pnx spontaneo al II episodio? ma che comunque la pleurodesi, tende ad eliminare le bolle più evidenti, mentre quelle più piccoli si spera che si riassorbano da sole, altrimenti toccherà re-intervenire un'altra volta?

una volta operato quindi, dopo circa un mese di riposo, anche se si presentano queste lievi recidive, uno deve tornare alla vita di tutti i giorni gradualmente, senza stare con il pensiero che ti possa ritornare, giusto?

e il fatto dell'attività fisica e dell'aereo è la stessa situazione, visto che potrebbe anche tranquillamente ritornare anche senza fare nessuna di queste cose, o sbaglio?

grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2007
Salve gentile utente, la pleurodesi serve per "appiccicare" il polmone alla parete interna del suo cavo pleurico ed è l'ultima chance dopo un intervento di apicectomia e pleurodesi in VATS, come quello a cui è stato sottoposto. Certamente deve fare la Sua vita normale senza starsi a fissare con il pensiero su quello che potrebbe succedere, sarebbe come attraversare la strada sulle strisce pedonali aspettandosi il camion sparato da un momento all'altro...non ha senso serve solo a complicarsi la vita: infatti la cosa giusta da farsi l'ha già fatta (l'intervento) e , come già detto, il pneumotorace "può" presentarsi una volta e non aver bisogno di essere drenato o dover essere drenato e basta e non ripresentarsi mai più o dover essere drenato e operato per perdite aeree persistenti e nonostante tutto ripresentarsi a distanza variabile dall'intervento o no... come detto il fattore C è determinante.. Si scherza, chiaramente per sdrammatizzare, comunque Lei cerchi di evitare i fattori di rischio e faccia la Sua vita normale, evitando si andarsela a cercare; certo che se si butta con il paracadute o fa immersioni a 20 metri se la rischia di più che facendo una passeggiata o una modica attività fisica senza sforzi eccessivi per il periodo indicatole dai Suoi curanti. Saluti
[#4] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2012
grazie mille delle risposte esaurienti, era alla fine come pensavo.

mi scusi l'insistenza, ma diciamo che non è che me le voglio cercare, ma se le dicessi che per lavoro devo prendere l'aereo varie volte al mese (per viaggi non lunghi al momento, ma al massimo di un paio d'ore), questo costituirebbe un rischio?

lei mi parlava di paracadute, quindi lo stesso equivale, per parapendio e la maggior parte degli sport estremi, giusto?

mi scuso se le faccio tutte queste domande, che giocano con il rischio per chi ha avuto questo tipo di "malattia" ma vorrei avere alcuni pareri da chi è del settore.
[#5] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2007
Certo l'eventuale sbalzo pressorio possibile in locali pressurizzati come l'aereo è un rischio anche se remoto in quanto in genere poco frequente.
Tutti gli sport estremi in cui c'è una brusca diminuzione o aumento di pressione endopolmonare la mettono a rischio, io parlavo di paracatude per farle capire, se lei sale a 2000metri con l'aereoplano (quindi in un tempo limitato di tempo) e con un lancio (precipitazione) in un ancora più limitato lasso di tempo scende i 2000 metri il rischio pressorio per il Suo polmone è lapalissiano; stesso dicasi per sport acquatici in apnea . Saluti
[#6] dopo  
Utente 234XXX

Iscritto dal 2012
quindi tutto quello che produce un brusco sbalzo di pressione, è proprio da dimenticare oppure è solo una cosa temporanea?

la ringrazio, per tutti i chiarimenti.
buona serata.
[#7] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2007
Di solito è temporaneo, diciamo un paio di mesi, in assenza di problemi post operatori; visti i Suoi problemi legati a recidive io Le consiglierei di starsene tranquillo per almeno sei mesi-un anno, poi valuti insieme ai Suoi curanti che avendo sicuramente delle immagini radiologiche (TAC) da cui desumere le condizioni di entrambi i Suoi polmoni (la presenza di altre bolle e le condizioni del polmone controlaterale che potrebbe avere anch'esso delle "bolle") potranno darle una prognosi mirata. Saluti