Utente 102XXX
Gentili dottori, sono un paziente di ventisei anni. La mia è una storia assurda quanto vera. Un giorno, nel giugno scorso, nel pieno del mio benessere, in seguito ad un’osservazione di un amico sulla mia retrusione mandibolare, provo ad avanzare la mandibola in protrusione (oltre gli incisivi superiori) e a flettere il collo in avanti eliminando la curva, così, per vedere se respiravo meglio. In effetti i polmoni si riempivano d’aria. Respiro dunque a pieni polmoni per una decina di minuti, respiri lenti e molto profondi. Ad un certo punto sento una scossa dall’occipite al sacro, un calore alla pancia e alle gambe e inizio a tremare, colpi di caldo e di freddo, tachicardia: la muscolatura è tutta contratta e non riesco a rilassarmi nella mia posizione abituale, come se fossi rimasto incastrato in quella dannata posizione forzata. Non dormo tutta la notte, vado in ospedale, mi danno il valium. Due giorni dopo sto meglio, tranne i trapezi di marmo. Da lì in poi a distanza di 15 giorni più o meno mi risuccede più o meno la stessa cosa, una crisi con contrazione di tutta la muscolatura, con una nausea che mi tormenta invece quasi ogni giorno. Piano piano, con il passare delle settimane mi si blocca tutta la schiena. Sul collo, dietro le orecchie sono sempre contratto. Borgorismi e strane sensazioni quotidiane dei blocco allo stomaco e al torace. Spasmi viscerali dall’addome alla gola. Torpore, di notte, alle braccia e alle gambe. Inizia così un incubo: gnatologi che mi danno bite per avanzare la mandibola, chiropratici, osteopati...niente. Insomma, da quattro mesi sono un blocco di marmo, con tanto di crisi sporadiche in cui la tensione aumenta ancora di più. Parlo per caso con un medico di base (non il mio), che mi chiede se in quella posizione di giugno avevo ventilato molto: gli rispondo certo! Mi dice è stata un’alcalosi a scatenare la crisi e ha precipitato una situazione borderline a livello metabolico. Facciamo le analisi, vi scrivo i valori più significativi: C.P.K. 87; Calcio 10; VES 11; Magnesio 2,03; T.S.H. 1,1648; quelli in rosso sono P.T.H. 14.8; Vitamina D (25 OH) 21,7; Calcio Ionizzato 4.4. Inizio dunque a prendere Cacit vitamina D3 una bustina al giorno, per una settimana, e oggi ho iniziato anche Didrogyl 10 gocce al giorno. Mi sembra che vada leggermente meglio ma forse è suggestione. Il medico tuttavia, sebbene sia stato acuto nella diagnosi, mi sembrava un po’incerto nell’interpretare le analisi e spiegarmi il problema, tra l’altro non è un grande comunicatore. Ecco, se fosse stata un leggero malessere mi fiderei del medico senza fare troppe storie, visto che soffro terribilmente da mesi voglio andare più a fondo e capire bene il problema. Che cosa ho avuto quella notte e che cos’ho ora? Come si chiama la mia “malattia”? è giusta la diagnosi? é giusta la terapia? é il caso che vada da un endocrinologo o un internista per fare altri esami? Per favore, siate prodighi di osservazioni e consigli. Un grazie infinito
[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato
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Gentile utente,
forse l'iperventilazione le ha provocato un attacco di panico. Spesso questi attacchi provocano sintomi fisici anche intensi, accompagnati dalla paura di avere un nuovo attacco. Le consiglio di consultare uno psichiatra, che è lo specialista di riferimento per questi disturbi, per una diagnosi precisa. Il Didrogyl può aiutare un poco, ma ci sono terapie sicuramente più incisive.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dottoressa,

non ho mai avuto un attacco di panico e non ho paura di attacchi di panico: non so cosa siano. Il mio problema è una rigidità costante (24 ore su 24) della muscolatura. Non ho ansia, né depressione, né manie compulsive, né altro. Ho già consultato uno psichiatra, dal momento che, tristemente, è prassi medica indirizzare lì quando non si capisce la causa del problema. Egli non ha rilevato nessun problema di sua competenza. Quanto all'iperventilazione della notte iniziale di inizio della sintomatologia, più probabilmente si è trattato di una crisi simil-tetanica dovuta all'alcalosi respiratoria, che può verificarsi anche in chi ha calcemia normale: non aveva nulla a che vedere con il panico. La cura che sto facendo, per inciso, mira a riequilibrare il calcio libero circolante, fattore fondamentale dell'equilibrio neuro-muscolare, e, anche se a poco a poco, già ne sento i benfici. Sto approfondendo, a livello endocrinologico, un possibile ipoparatiroidismo frusto che emerge dalle analisi del sangue, non escluso da uno stimato internista che ho consultato.


Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato
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L'attacco di panico non sempre è accompagnato da paura; spesso le persone arrivano in Pronto Soccorso con forti dolori, convinti di avere, per esempio, un infarto o un addome acuto. In genere si presenta all'improvviso, senza sintomi premonitori e non c'è una precedente personalità patologica. Comunque se lo psichiatra lo ha escluso, meglio così, le auguro di trovare presto una soluzione.
Cordiali saluti