Utente 250XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 22 anni con problemi di eiaculazione precoce sin dai primi rapporti, che però sta migliorando grazie al fatto che cerco di ritardare di qualche minuto lo stimolo alla eiaculazione esattamente come se stessi trattenendo la pipì, con risultati positivi.
Questa cosa (cioè ritardare di qualche minuto, riuscendoci, lo stimolo alla eiaculazione con lo stesso “sforzo” che si fà quando si deve trattenere la pipì) a me non risulta spontaneo o naturale, cioè devo concentrarmi e non lasciarmi trasportare troppo dalla eccitazione del rapporto. Però ci riesco e con risultati positivi, cioè facendo questo “sforzo” riesco a controllare meglio lo stimolo alla eiaculazione, ritardandolo di qualche minuto.
Domanda: questo “sforzo” se lo faccio tutte le volte che ho un rapporto può causare problemi a livello fisico / organico all’apparato sessuale (irritazioni o infiammazioni o altro) nel corso degli anni, se fatto sempre, o è completamente “innocuo” a livello fisico / organico? A livello psicologico non mi crea problemi. Fisicamente sto bene e sono sano.
Grazie in anticipo per la risposta.

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettore,

Lei adotta un sistema utile per allungare i tempi del rapporto che molti pazienti mettono in atto quasi inconsciamente con effetti utili a livello di qualità del rapporto.
tuttavia a lungo termine "esercizi" di questo tipo possono dar "fastidio" alla prostata.

ecco perchè è utile una visita specialistica presso l'andrologo al fine di ponderare tale esercizio con altri tipi di tecniche comprese eventuali terapie.

perciò ne parli con lo specialista de visu.

cordialità
[#2] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
grazie per la risposta, sicuramente farò la visita.
Mi potrebbe però cortesemente specificare con qualche parola in più, cosa significa che possono dare "fastidio" alla prostata.
grazie
cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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le rispondo io, il senso delle parole è che potrebbero causare un infiammazione alla prostata.
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettore,

la tecnica di allungamento dei rapporti trattenendo l'eiaculazione, potrebbe favorire congestione prostatica con possibile fastidio, dolore fino ad una vera e propria prostatite.


cordialità
[#5] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
Grazie per le risposte.

Vorrei però chiarire questo: io non trattengo l’eiaculazione, ma semplicemente cerco solo di ritardarne per tempo lo stimolo di qualche minuto, ma quando arriva il bisogno di eiaculare, assolutamente non lo trattengo. Non sto parlando di cose strane, ad es. multi-orgasmo, ma solo di cercare di non arrivare al punto di non ritorno troppo presto.

Quindi le chiedo se mi ero spiegato male prima, oppure se era già chiaro prima e quindi la sua risposta sul rischio di prostatite rimane invariato cioè c’è anche con un “esercizio” limitato?

quindi questo "esercizio" non è naturale o spontaneo?

alternare: start/stop e questo "esercizio" (che entrambi mi danno risultati positivi), senza esagerare, può essere considerato un comportamento corretto in linea generale?

ma soprattutto mi interessa sapere:
l'infiammazione alla prostata che potrebbe derivare dal fare questo "esercizio" potrebbe anche non arrivare?
Può essere ragionevole fare in modo limitato questi “esercizi” ed eventualmente smettere subito in caso di dolore?
Oppure la prostatite potrebbe non avere sintomi specifici e quindi potrebbe risultare pericolosa o subdola/nascosta?

Preciso che so perfettamente che una risposta per mail, non può in nessun caso sostituire la visita andrologica (che farò sicuramente), però ribadisco che nel frattempo mi interessa molto avere qualche informazione in più, se possibile.

grazie a chi mi risponderà (ribadisco che le risposte non sostituiranno la visita andrologica).
[#6] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Ragazzo,
alle sue domande risponderenno gli andrologi, io desideravo aggiungere alcune mie riflessioni sull'e.p.
L'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo e va diagnosticata dall'andrologo, non un fai da te, nè diagnostico, nè terapeutico.
Vi sono svariati tipi di e.p., anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le "emozioni "associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia, oltre che le quote d'ansia, spesso mal gestite che rinforzano la sintomatologia eiaculatoria.
L'approccio terapeutico, potrebbe essere:
counseling , psicoterapia, terapia di coppia ad orientamento sessuologico, trattamento integrato( farmacoterapia, di cui si occupa l'andrologo e ,terapia mansionale), farmaco on de mand( cioè al bisogno).
E' indispensabile calibrare la terapia alla sua storia clinica, affettiva e sessuale, non ci si può solo concentrare sul muscolo pubo-coccigeo , come fa lei,sarebbe riduttivo e non risolutivo.
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

[#7] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
Ringrazio la psicologa della risposta preziosa di cui terrò conto.
Se qualche andrologo vuole rispondere alle domande del mio precedente post, mi sarebbe molto utile, grazie