Utente 258XXX
Gentili medici.
Ho avuto una riacutizzazione di prostatite (secondo l' urologo cronicizzante) da E. Coli evidenziato con spermiocoltura e trattata recentissimamente con levofloxacina, ibuprofene e danzen.
Ho effettuato ecografie, spermiocoltura ed esami del sangue e nel referto eco vi è scritto "evidente vascolarizzazione intra e periprostatica", oltre alla descrizione completa sul quadro prostatico.
Ho chiesto al medico di famiglia visto che l' urologo è in ferie ma mi ha detto solo che consegue all' infiammazione e non è preoccupante.

QUESITI:
1] Vorrei sapere realmente se questo termine sta ad indicare un quadro di eccessivo afflusso di sangue e se può arrecare disfunzioni circolatorie determinanti difficoltà a raggiungere la rigidità del pene in erezione (altro problema della mia storia clinica).
La prostata presenta inoltre numerose calcificazioni nella regione anterolaterale mentre la regione mantellare è regolare.

2] A giorni ritornerò a fare la spermiocoltura di controllo con ricerca miceti, ma visto che per ragioni di comodità vado in un laboratorio privato, vorrei sapere quali altri esami dello sperma (come ho visto nella tabella del lab.) potrebbero essere utili per meglio inquadrare il problema prostatite (c'è anche un esame chimicofisico del liquido seminale ed un esame citologico, ecc.).

Grazie in anticipo
Cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Gentile Signore,
l'infiammazione acuta si associa invariabilmente ad una dilatazione dei capillari e dei piccoli vasi sanguigni del tessuto interessato. Questa è la causa della sensazione di "calore" insito nel termine stesso di "infiammazione". Pertanto, anche nella prostata, lo stato infiammatorio può essere oggettivato dall'ecografia eseguita con strumenti avanzati, in grado di evidenziare il flusso del sangue a livello dei tessuti. Anche le calcificazioni sono espressione di una precedente situazione infiammatoria, come piccole "cicatrici". Ovviamente in una prostatite recidiva possono coesistere entrambe le espressioni, più o meno acute.
Oltre all'esame colturale, potrebbe essere d'aiuto per la diagnosi anche l'esame chimico-fisico del liquido seminale, dove si evidenzia l'eventuale presenza di globuli bianchi, come pure la sua minore o maggiore acidità.

Saluti
[#2] dopo  


dal 2012
Salve e grazie per la Sua dettagliata e ricca risposta.

Stamane mi sono recato nel laboratorio, ma siccome il campione era poco sufficiente (1ml) ho richiesto solo la spermiocoltura onde non rischiare.

Secondo Lei la prostatite cronica influisce sull' erezione e se si in che modo?
Su questo problema sono discordi molti pareri: alcuni medici dicono che la prostatite influisce sulla qualità dell' erezione, mentre altri negano del tutto la correlazione.
Mi sembra strano che nel mio caso questo abbia a che fare con ansia da prestazione o con problematiche psicologiche poiche non ho neppure una partner e quindi anche con la pratica masturbatoria si manifesta la difficoltà a raggiungere una ottima rigidità.
Secondo l' urologo che mi segue la prostatite è responsabile.

Poi vorrei anche sapere se con la spermiocoltura viene identificato anche il gonococco, oppure servono esami specifici.

Grazie Cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Gentile Signore,
dal punto di vista meramente anatomico, non vi sono motivi perchè un'infiammazione della prostata possa influire sull'erezione. Questa si basa infatti su meccanismi neurologici e vascolari che seguono vie contigue, ancorché non comuni, con la ghiandola prostatica. Vi possono invece essere dei dolori all'eiaculazione, la riduzione del volume dell'eiaculato, una sensibile riduzione della fertilità, ma questo non ha nulla a che vedere con l'erezione in sè, che è un meccanismo fondamentalmente riflesso, anche se soggetto ad un controllo centrale, sia scatenate che inibitorio. A questo livello si manifestano però tutti i possibili condizionamenti psicologici, consci e - soprattutto - inconsci. Senz'altro il fastidio o dolore in area genitale può avere un effetto depressivo, ma come abbiamo detto, non per azione diretta, ma mediata a livello psicosomatico.
Spero abbia compreso i termini del discorso, purtroppo non è possibile semplificare più di tanto.
Per quanto riguarda la spermiocoltura, senz'altro anche il gonococco può essere evidenziato, tenga però presente che è poco verosimile che la gonorrea si manifesti solo con la prostatite e non con la ben più comune uretrite, con il classico "scolo" di secrezione giallo-verdastra.

Saluti
[#4] dopo  


dal 2012
Grazie ancora della Sua eccellente professionalità e disponiblità.

A quello che ho capito la prostatite può influire sulla qualità dell' erezione più per un fattore psicologico (ansia per i dolori eiaculatori ed il fastidio pelvico) che per un fattore organico e comunque se influisce lo fa in maniera indiretta.

Quindi ritornando al mio caso, forse non mi ero capito bene con il mio urologo per il discorso prostatite>impotenza, resta che la scarsissima rigidità anche nella fase eiaculatoria (già escluse cause endocrine) potrebbe avere origine vascolare come diceva il vecchio andrologo (già in pensione purtroppo) che mi seguiva prima di questo urologo .

Questo nuovo urologo mi ha detto che non è sempre fattibile stabilire anche con gli esami le cause di una disfunzione erettile poiche l' andrologia è sempre stata una branca complessa e mi ha riferito di persone impotenti che avevano un ecodoppler del pene normale ma una disfunzione vascolare identificata con altre tecniche e di persone con un ecodoppler anomalo che faceva supporre ad una problematica organica, ma in realtà la disfunzione erettile è poi scomparsa senza terapie farmacologiche ma con psicoterapia sessuologica.

Per quanto riguarda il mio caso comunque mi hanno tutti detto prostata o no che la rapidissima regressione della tumescenza del pene già durante l' eiaculazione per scomparire del tutto una volta eiaculato ha una causa organica e non psicologica.
Non ho mai avuto perdite dell' erezione durante l' atto sessuale, impossibilità di averle, le ho ma molto scarse e se non sollecito di continuo il pene perde subito quel poco di tumescenza che mi consente di eiaculare anche se non posso ovviamente penetrare una donna con tale "rigidità".
Mi potrebbe riferire se questo è un sintomo di fuga venosa?

Cordialissimi Saluti
Buon Lavoro
[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana
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TORINO (TO)
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Gentile Signore,
come può vedere dai miei crediti, io non mi occupo di specificatamente di andrologia. D'ogni modo, le modalità della sua erezione possono davvero far sospettare un fenomeno di fuga venosa. Questa è comunque obiettivabile con opportuni accertamenti, strumentali (doppler) e radiologici (carvernoso-grafia). Credo che altri specialisti le potranno dare ulteriori e più approfondite spiegazioni, magari postando il quesito direttamente nella sezione "andrologia".

Saluti
[#6] dopo  


dal 2012
Grazie ancora Dottor Paolo Piana.
Comunque è stata una persone molto professionale ed esaustiva nelle Sue risposte ricche e valide.
Spererei di trovare dal vivo un medico disponibile come Lei.

Saluti