Utente 628XXX
Buongiorno

Nel mese di gennaio mio padre è stato ricoverato presso la divisione di chirurgia vascolare presso l'ospedale di Pietra Ligure per arteriopatia IV stadio arto inferiore dx.

Dopo angiografia è stato sottoposto a intervento di by pass femoro-popliteo dx in safena in situ.

Il ricovero dopo ripetuti controlli al pronto soccorso dell'ospedale era stato generato dal dolore e gonfiore che aveva al piede dx e in particolare al 1° dito ,che presenta un unghia incarnita.

A oggi dopo intervento by pass femoro-popliteo e in seguito a onicectomia del 1° dito, il piede si gonfia saltuariamente mentre il dito è sempre dolorante e oltretutto dalla radiografia è risultata un osteoporosi mielitica che ha generato sotto il dito una piccola ulcera che spurga.

I medici conferamno che l'intervento è riuscito completamente, e che l'ischemia a cui è stata sottoposta la zona del 1° dito del piede a compromesso il completo ripristino delle funzionalità.

Amputando il dito si creerebbero problemi maggiori di quelli presenti,oltretutto secondo i medici la situazione con il tempo dovrebbe migliorare...

Secondo Voi è consigliabile camminare......?

Cosa pensate dell'ipotesi relativa a amputazione dito?

Conoscete qualche riferimento di ospedali all'avanguardia che potrebbero trattare al meglio la situazione?

grazie

saluti
A.A.

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[#1] dopo  
Dr. Ruggiero Curci
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La rivascolarizzazione diretta, mediante by pass in vena safena autologa, rappresenta la migliore soluzione (quando praticabile) nelle situazioni di "ischemia critica" degli arti inferiori. Nei casi di arteriopatia al IV stadio, con lesioni trofiche, l'apporto di sangue ossigenato nei distretti ischemici permette spesso di demarcare le aree già compromesse dall'ischemia: in tal senso, attendere questa demarcazione è un'indicazione opportuna.A sfavore giocano patologie come il diabete, che determinano una microangiopatia spesso irreversibile. Anche nel caso di una osteomielite, la rivascolarizzazione unita ad una terapia antibiotica può, talvolta, permettere la sanificazione ossea e di evitare un intervento demolitivo. Sulla base del suo racconto, trovo corretto l’atteggiamento di attesa, specie se i segnali complessivi mostrano una evoluzione favorevole del quadro locale.
Cordialmente.
R.Curci
[#2] dopo  
Dr. Roberto Mezzetti
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Concordo con il Dott. Curci sull'indicazione alla soluzione adottata. La rivascolarizzazione mediante impiego della vena safena è sicuramente la soluzione migliore quando praticabile. L'adeguata ossigenazione comporterà una demarcazione delle lesione e porterà a completa guargione. Per quanto riguarda l'amputazione parcellare bisognerebbe valutare la clinica di persona, ritengo però, da quanto riferito, che sia ancora presto per tale indicazione. Il parametro più importante per tale decisione è sicuramente, oltre al quadro settico locale, il dolore. Il paziente ha avuto un miglioramento in termini di dolore dopo la rivascolarizzazione? Dorme la notte? Ha bisogno di analgesici? Per quanto riguarda la struttura adeguata ritengo da quanto percepito dal suo racconto che siate assolutamente in buone mani. Nel mio centro dove trattiamo soprattutto il salvataggio d'arto abbiamo la stessa condotta.
[#3] dopo  
Utente 628XXX

Iscritto dal 2008
grazie....
saluti
Alberto Aimo
[#4] dopo  
Utente 628XXX

Iscritto dal 2008
Buongiorno

Il problema al DITO(infezione) del piede è in via di risoluzione.
Permane il gonfiore al piede e parte della gamba.
Dopo l'ultima visita presso la struttura vascolare dell'ospedale
gli è stata consigliata terapia 'LINFODRENAGGIO MANUALE' .
Presso ASL della nostra zona di residenza non abbiamo trovato
nessuna struttura che esegue questa terapia.
Vorrei un ulteriore parere sull'evolversi della situazione e eventualmente un indicazione relativa a un centro che esegua questa
terapia.
grazie
Alberto Aimo
[#5] dopo  
Utente 628XXX

Iscritto dal 2008

RINVIO REPLICA A RISPOSTA

Buongiorno

Il problema al DITO(infezione) del piede è in via di risoluzione.
Permane il gonfiore al piede e parte della gamba.
Dopo l'ultima visita presso la struttura vascolare dell'ospedale
gli è stata consigliata terapia 'LINFODRENAGGIO MANUALE' .
Presso ASL della nostra zona di residenza non abbiamo trovato
nessuna struttura che esegue questa terapia.
Vorrei un ulteriore parere sull'evolversi della situazione e eventualmente un indicazione relativa a un centro che esegua questa
terapia.
grazie
Alberto Aimo
[#6] dopo  
Dr. Simone Carulli
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Gentile Utente,
spero il la situazione del dito sia ulteriormente migliorata.
Penso che il linfodrenaggio (qualora non vi abbia già provveduto in qualche modo) non sia così indispensabile in questa fase clinica.
Una certa quota di gonfiore va considerata normale finchè vi è un processo attivo come quello che interessa il dito ed andrà via via riducendosi con il prosieguo della guarigione, inoltre il linfodrenaggio manuale non andrebbe praticato in un processo infiammatorio attivo.
Potrebbe essere sufficiente in questa fase mantenere l'arto sollevato quando a riposo e nello stesso tempo cercare di camminare per sfruttare al meglio la pompa muscolare.
Saluti
[#7] dopo  
Utente 628XXX

Iscritto dal 2008
Buongiorno

Purtroppo la situazione releativa all'osso del dito del piede è degenerata e dopo esame PET è stata confermata una osteomielite in stato avanzato che probabilmente comporterà la demolizione di una parte del dito (falangia).
Fino ad oggi ci siamo affidati ai medici della struttura ospedaliera di Pietra Ligure.......
Ci potete dare un giudizio e consigliare il comportamento da seguire anche indicandoci uno specialista in grado di valutare al meglio cosa fare....

grazie

Alberto Aimo

Finale Ligure (sv)
[#8] dopo  
Dr. Tommaso Lupattelli
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Gentile Signora,

Può rivolgersi alla Multimedica di Sesto San Giovanni, Milano ( Dr Clerici), all'ospedale di Vimercate ( Dr. Caravaggi) ( o ad Abano Terme ( Dr. Dalla Paola).
Si tratta di centri altamente specializzati per la cura dep piede vasculopatico.

Cordiali saluti,

Dr tommaso lupattelli