Utente 271XXX
Ho 25 anni e non riesco a compiere una penetrazione o perchè non ho un'erezione sufficiente oppure perchè raggiunta la massima erezione ho l'eiaculazione. Mi sono rivolto a numerosi andrologi che mi hanno prescritto esami di laboratorio (nella norma), farmaci (sia sildenafil che dapoxetina) senza apprezzabili benefici, mi hanno parlato di disfunzione veno-occlusiva cavernosa che poi si è rivelato uno specchietto per le allodole, ma nessuno mi ha mai fatto un doppler, tantomeno un'esame colturale dello sperma per studiare eventuali prostatiti croniche (dato che ho anche mitto ipovalido, gocciolamento terminale, esitazione iniziale...insomma tutti segni ostruttivi)...nessuno ha mai studiato la mia erezione...tutti si sono sempre limitati a liquidarmi con ansia da prestazione...o altre banalità. Io non sono ansioso, ho bisogno che qualcuno mi prenda sul serio e studi la mia situazione che è non solo imbarazzante, ma che mina pesantemente la mia autostima ed il rapporto con la mia partner. Grazie!

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
alla sua età, in assenza di fattori di rischio, visto inoltre che rifiuta la diagnosi psicogena (tipico dei grandi ansiosi) nion mi resta che condividere l' opnione dei colleghi. Se poi lei desidera fare ulteriori accertamenti li faccia pure, ma tenga presente che il miglior mezzo per avere notizie certe è l' anamnesi. Personalmente le consiglierei di senrtire psicologo. E lasci perdere la venoocclusione
http://www.medicitalia.it/giorgiocavallini/news/357/Deficit-erettivo-da-fuga-venosa-l-araba-fenicia
[#2] dopo  
Utente 271XXX

Iscritto dal 2007
Innanzitutto volevo ringraziarla per la risposta. Dopodichè tengo a precisare che io non è che rifiuti l'ipotesi psicogena, anzi credo che svolga un notevole ruolo, ma credo sia una conseguenza dei continui fallimenti, non la causa. Quindi vorrei, prima di attribuire tutta la colpa alla sfera mentale, approfondire ed escludere tutte le possibili cause organiche.
Per quanto riguarda i fattori di rischio, ho una forte familiarità per cancro prostatico. A livello anamnestico ho sempre avuto questo problema sin dai primi tentativi di rapporto con l'altro sesso. Sono eccitato, l'erezione parte, arriva ad un certo livello poi però non si mantiene, cioè se continuo ad essere stimolato ho l'eiaculazione in tempi molto brevi, molto spesso prima della penetrazione, se invece la stimolazione cessa perdo altrettanto rapidamente l'erezione. Ho capito che lei ritiene il mio problema di pertinenza psicologica, ma almeno mi faccia capire di che cosa si tratta, a suo parere. Cioè crede che sia una disfunzione erettile a causare l'eiaculazione precoce oppure crede si tratti di un'eiaculazione precoce primitiva tout court?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Credo che il suo sia problema psicogeno su base ansiosa: che poi ci sia prima l' uovo o la gallina, questa è una questione di scarso interesse clinico. Poi vede
"Dopodichè tengo a precisare che io non è che rifiuti l'ipotesi psicogena, anzi credo che svolga un notevole ruolo, ma credo sia una conseguenza dei continui fallimenti, non la causa. Quindi vorrei, prima di attribuire tutta la colpa alla sfera mentale, approfondire ed escludere tutte le possibili cause organiche"
Questo è un rifiuto bello e buono, eventualmente ne parli apertamente coi colleghi per fare tutti esami, che comunque, ricordi, sono e saranno sempre inficiati da fenomeni emozionali.
[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Lei scrive : " ma credo sia una conseguenza dei continui fallimenti, non la causa" ....
In ambito psico sessuologico, e, per di piu' in un paziente giovane come lei, non e' affatto semplice discriminare le cause dagli effetti, spesso infatti i primi rapporti non andati a buon fine , tendono a creare una memoria corporea disfunzionale, quindi ogni qualvolta si approccera' all' intimita' , tendera' a ripetere un copione disfunzionale , gia' sperimentato in passato.
Quando c' e' un deficit erettivo, non curato spesso l' eiaculazione precoce, e' una sorta di strategie " difensiva" dell' organismo, tendera' infatti a concludere precocemente il rapporto, prima che l' erezione venga meno.
Ma e' vero anche il contrario, cioe' che un e.p, non curata, porta poi ad un deficit erettivo.
Da conoscere poi sono le dinamiche della sua coppia , l' immaginario, gli stili di vita, l' educazione ricevuta, ecc.....mediante colloquio clinico.
Le allego qualche lettura.

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1697/Eiaculazione-precoce-e-mancanza-d-erezione-e-viceversa


http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-il-sintomo-va-sempre-tolto-o-talvolta-mantenuto
[#5] dopo  
Utente 271XXX

Iscritto dal 2007
Grazie di nuovo al dott. Cavallini e grazie anche a lei, dott.ssa Randone per l'interessamento. Ho letto i suoi articoli e mi ritrovo in molte delle situazioni descritte. Non mi resta che chiederle cortesemente cosa pensa sia necessario fare per trattare, sempre che sia possibile, questa situazione. Lei afferma che una disfunzione erettile non curata porta all'eiaculazione precoce e viceversa. Sono daccordo, ma che cosa dovrei fare per avere una corretta diagnosi ed un conseguente tentativo di approccio terapeutico? Ho cercato di affogare questo mio problema sin da quando avevo 15 anni, ma ora credo di aver trovato una partner con cui vorrei superare tutto ciò e con cui sono riuscito a sviscerare la mia condizione. Tuttavia non vorrei che sia troppo tardi...
[#6] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Le tappe sono chiare e lineari:
diagnosi andrologica, che credo lei abbia gia' , e consulenza psicologica, se preferisce con uno specialista perfezionato in sessuologia clinica.
Dall' anamnesi psico- sessuologica , dalla storia della sintomatologia, dal significato che assume nella sua economia psichica il sintomo e dalla sua storia clinica, sessuale, emozionale, di coppia , si stabilira' poi il percorso piu' adatto a lei, per la risoluzione delle sue difficolta' .
Alla sua giovane eta' e, senza patologia organiche, si risolve tutto, vedra' .
Cari auguri
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Una dioagnosi ce la ha. Vada da psicologo, che le sia siompatrico, sennò non parla.