Utente 162XXX
Salve, sono un ragazzo di 23 anni, soffro da sempre di e.p. anche nella masturbazione. Ho consultato 2 andrologi, il primo mi ha prescritto priligy che ho subito escluso. Motivo? Eccessiva nausea e ipotenzione, costo elevato.(Essendo uno studente non posso permettermi di spendere 40 euro per tre compresse!!) Il secondo andrologo mi ha prescritto emla per due, tre mesi da applicare sul glande qualche minuto prima della penetrazione con l'obbiettivo di ridurre l'ipersensibilità di quest'ultimo. Adesso il mio dubbio è: al termine di questa terapia potrò compromettere la situazione riducendo la capacità di mantenere l'erezione? Altra domanda, si può considerare una terapia definitiva? Grazie anticipatamente

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Dr. Carlo Maretti
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PIACENZA (PC)
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Gent.mo utente

dal suo racconto sembrerebbe essere presente una eiaculazione precoce di tipo primario che coinvolge sia situazioni fisiche che psicologiche e che può essere curata intervenendo su entrambe e per questo è necessario un consulto con uno specialista competente. Eventualmente ne provi a parlare anche al suo medico che conoscendo il territorio le saprà dare le giuste indicazioni sui professionisti da consultare.

cordialità
[#2] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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NAPOLI (NA)
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Caro Utente,la eiaculazione precoce non è una malattia,bensì un disagio sessuale molto comune che va affrontato per evitare che,nel futuro,possa diventare costante.Rispondere ad una delle terapie proposte dalla medicina rappresenta una relativa garanzia per un potenziale miglioramento per il futuro.In poche parole,se risponde alla pomata anestetica,significa che il meccanismo può essere inibito.Non escluderei,però,un supporto psicosessuologico.Cordialità.
[#3] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Caro Ragazzo,
la farmacoterapia, solitamente viene sempre affiancata ad una terapia di tipo psicologico, con un lavoro mirato sulla sua sessualità.

L’eiaculazione precoce è una delle disfunzioni sessuali maschili tra le più frequenti e dolorose, in termini psichici e di autostima.
In ambito sessuologico, e nella fattispecie nell’e.p., non si può trattare esclusivamente il sintomo, trascurando la cornice emozionale, ambientale e relazionale in cui si manifesta, è una disfunzione sessuale, che necessita di un clinico, che possa e sappia farsi carico dell’aspetto diagnostico, terapeutico e del carico emozionale che questa condizione clinica porta con sé.

Vi sono svariati tipi di e.p., anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia.
L'approccio terapeutico, potrebbe essere:
-counseling ,
- psicoterapia,
-terapia di coppia ad orientamento sessuologico,
- trattamento integrato( farmacoterapia e terapia mansionale),
-farmaco on de mand( cioè al bisogno, di cui si occupa ovviamente l'andrologo ).

ottimale sarebbe però un lavoro mirato e caleidoscopico, adatto alla sua storia clinica e sessuale.

Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.


Le allego qualche lettura, ma nel mio blog e sito, troverà molto soprattutto sull'e.p
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce-e-pensieri-ossessivi-e-catastrofici

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce-cause-da-cattivo-apprendimento-sessuale

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-primaria-e-mancanza-d-erezione-secondaria