Utente 281XXX
mio figlio, vent'anni, è stato operato ad agosto per la rimozione di un condilo mandibolare iperplasico, alla mia richiesta se si trattasse di un problema di tipo oncologico il chirurgo ha ribadito con un secco : " no, assolutamente, si tratta di iperattività metabolica che fa crescere un osso che avrebbe dovuto fermarsi, le cause sono sconosciute...idios...appunto!"
Ora a distanza di mesi abbiamo richiesto la cartella clinica e trovo il referto dell'esame istologico che cita : esostosi osteocartilaginea del condilo mandibolare. e' corretto che non ci sia stato comunicato nulla? Dovrà in futuro fare esami particolari? Ora sta seguendo la terapia ortodontica, propedeutica ad un secondo intervento per il riposizionamento dei mascellari.
Sono ovviamente molto in ansia.
ringrazio e saluto con cordialità.

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[#1] dopo  
Dr. Alberto Diaspro
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TORINO (TO)
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Buongiorno
quanto da Lei riferito rappresenta una situazione del tutto ordinaria.
La problematica da cui era affetto Suo figlio non ha infatti nessuna caratteristica di malignità oncologica: il condilo mandibolare é l'ultima porzione dell'osso mandibolare che arresta la sua crescita, ed appunto in situazioni patologiche questo non avviene, con una serie di problematiche che ne conseguono.
Si pone diagnosi, dopo visita specialistica ed adeguati esami radiologici, di iperplasia del condilo mandibolare.
L'esecuzione di un esame istologico sul campione (nel caso il condilo asportato con l'intervento) rappresenta una prassi consolidata e che permette di confermare la diagnosi clinico-strumentale con una oggettività istologica: il chirurgo ha parlato di iperplasia e il patologo ha confermato la diagnosi al microscopio, escludendo la presenza di cellule alterate o maligne.
Questo per voi é una garanzia di sicurezza e tranquillità, per il chirurgo rappresenta una buona e corretta pratica professionale.
Il fatto di non aver ricevuto l'esito dell'esame istologico é quindi da collocare in quest'ottica: nessuno vi ha parlato di malattia oncologica e dunque l'esito é rimasto allegato in cartella, comunque a vostra disposizione nel momento in cui, come é successo, ne avete fatto richiesta.
Ora il Suo ragazzo continua le terapie, quella ortodontica di preparazione ad un successivo intervento come da Lei riferito, che suppongo eseguirà nella medesima struttura dove é stato eseguito il primo intervento, magari dal medesimo chirurgo: dunque rimarrà sotto controllo clinico e radiografico anche per l'esito di questa prima chirurgia.
Sarà utile in futuro un consulto con il chirurgo di Vostro riferimento per avere ogni chiarimento tanto sulle prossime terapie quanto sui controlli futuri relativi all'esito dell'intervento di asportazione condilare.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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MONDOVI' (CN)
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Il giudizio del chirurgo è esatto.
Si tratta di un ingrandimento del condilo dalle cause non ben conoscuite che è stato corretto chirurgicamente.

Le cause di ingrandimento del condilo trovano delle spiegazioni in teorie molto convincenti ma che sono, ad oggi ancora teorie, anchje se molto verosimili.

La motivazione dovrebbe essere di tipo funzionale.
Suo figlio ha una malocclusione (sta seguendo una terapia ortodontica).
Questa malocclusione dovrebbe aver portato ad un carico funzionale maggiore da un solo lato della bocca, magari anche per una masticazione monolaterale, e una crescita maggiore, durante l'età evolutiva, di alcune strutture della bocca da un solo lato.

Ma ora tutto è stato o corretto chirurgicamente ed è in via di correzione ortodontica la malocclusione.

Tutto qui.