Utente 291XXX
Cari signori Medici,a mia mamma di 77 anni e' stato detto che deve fare sostituzione valvola mitralica. Esito dell'eco trans esofageo : lembi valvolari mitralici diffusamente fibrotici. Insufficienza valvolare di grado medio severo con jet principale di rigurgito ad origine e direzione centrali (vena contracta 5mm) e jet secondari. Valvola aortica tricuspide, fibrosclerotica, normofunzionante. Auricola sinistra libera da trombi. Setto interatriale integro. Ateromasia aortica non complessa. Domanda : e' possibile fare l'operazione di sostituzione valvola mitralica con tecnica mini invasiva ? da cosa dipende la scelta dell'operazione con tecnica a cuore aperto oppure tecnica mini invasiva ? Ho perso papa da poco e sono molto spaventata per la salute di mia mamma. Vi ringrazio tantissimo della cortesia e dell'attenzione. Distinti saluti. Livia

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
In linea di massima (occorre ovviamente prendere visione del paziente e dei suoi esami), l'indicazione chirurgica alla sostituzione mitralica si pone in caso di insufficienza severa, presenza di mancanza di fiato e/o riduzione della funzione cardiaca e/o dilatazione del ventricolo sx. Quindi occorre capire in prima istanza se il paziente in questione ha veramente la necessità di essere operato.
L'intervento mini-invasivo consiste in un accesso diverso, ovvero non tramite sternotomia (apertura dello sterno) ma tramite toracotomia dx (incisione di circa 8 cm sotto il seno dx). Questo comporta un ridotto sanguinamento, un minor rischio infettivo (o meglio una ridotta incidenza di complicanze in caso di infezione della ferita), un minor traumatismo, un minor danno estetico (da prendere in considerazione in caso di pazienti donne giovani, non tanto nel caso di un maschio di 70 anni....).
Detto questo, è fondamentale capire che l'intervento mini invasivo (che ormai viene eseguito in molti centri cardiochirurgici) non è più facile di quello tradizionale (anzi...), dura in genere di più ed è più difficoltoso anche in mani esperte. Quindi non sempre è consigliabile. E' molto importante che venga eseguito in un centro cardiochirurgico abituato ad effettuare la chirurgia mini invasiva.
"Mini invasivo" si riferisce solo all'accesso diverso e alla ridotta incisione in lunghezza; l'intervento è sempre ovviamente a cuore aperto e, ripeto, anche in mani esperte, in genere la durata della fase centrale dell'operazione tende ad essere più lunga e a volte più indaginosa.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 291XXX

Iscritto dal 2013
Caro Dottore , la ringrazio moltissimo della cortese risposta, che mi lascia pero' molte domande. Capisco che senza visitare la mamma sia difficile per Lei esprimersi decidendo in un senso o nell'altro, pero' mi dia una traccia per favore su cui riflettere. La mamma ha 77 anni , e' sempre stata sana, non ha mai avuto problemi al cuore (che i medici affermano pompare bene e non essere in sofferenza), non ha problemi di pressione sanguigna. Pero' ha l'osteoporosi !
Come e' possibile decidere di sottoporre una donna anziana ad un intervento di sternotomia , per eseguirne nel contempo uno ancora più complicato di sostituzione valvola cardiaca ? Non voglio farla esporre , insistendo su un tipo di operazione od un altro, ma non comprendo cosa intende dicendo che puo' essere piu lungo e indaginoso un intervento che utilizzi una tecnica mini invasiva. Mi scuso di averLe esposto cosi bruscamente domande e perplessita' ma sono davvero spaventata da questa operazione e dai molteplici rischi che ne possono derivare. La ringrazio infinitamente della Sua risposta. Cordiali saluti. Livia - Milano
[#3] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
la sternotomia non è un intervento, è la via di accesso normale per un intervento cardiochirurgico. Quello che forse non è stato chiarito, nella mia risposta, che l'intervento mini invasivo si definisce così in qunato il taglio è più corto e, in genere, il sanguinamento postoperatorio è minore rispetto all'intervento tradizionale in sternotomia. Ma occorre precisare che anche l'intervento in miniinvasiva è un vero intervento cardiochirurgico, a cuore fermo e aperto, in circolazione extracorporea. Inoltre, spesso, la tecnica operatoria è più complessa in quanto l'accesso mini invasivo è di per sè piu complesso. Quindi spesso l'intervento è più lungo e più difficile di quello tradizionale.
I 77 anni della paziente, se ben portati e non gravati da altre malattie importanti, non sono una controindicazione all'intervento.
A Milano ci sono molti validissimi centri cardiochirurgici. Si faccia consigliare al meglio da un cardiochirurgo, anche riguardo la possibilità di eseguire l'intervento tramite il mini accesso in toracotomia.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Speziale
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Cara Signora,
la tecnica mininvasiva è oramai una tecnica assolutamente sicura, ben codificata in letteratura e di ampia attuazione in centri specializzati.
Dal referto che lei ha gentilmente riportato inoltre si può tranquillamente evincere che l'intervento indicato non è necessariamente la SOSTITUZIONE della valvola mitrale. infatti una valvola mitrale con insufficienza moderato-severa con jet centrale può assolutamente RIPARATA mantenendo la valvola nativa che non viene quindi sostituita, e questo rappresenta di per se un grossissimo vantaggio per gli anni a venire in quanto evita l'impianto di una protesi (biologica o meccanica che sia).
In secondo luogo l'intervento con approccio mininvasivo può essere eseguito sicuramente nel caso in questione a meno che non ci siano stati precedenti interventi sul torace che possono aver creato aderenze pleuriche o pericardiche.
in centri specializzati che hanno fatto della chirurgia miniinvasiva il loro approccio preferenziale non ci sono interventi eseguiti in sternotomia piuttosto che in minitoracotomia: LA VALVOLA MITRALE SI OPERA IN CHIRURGIA MINIINVASIVA CON GLI STESSI MEDESIMI RISULTATI OTTENIBILI CON APPROCCIO TRADIZIONALE, MA CON UN RECUPERO POST-OPERATORIO PIU' RAPIDO E CON NOTEVOLI VANTAGGI SOPRATTUTTO NEI PAZIENTI ANZIANI CHE HANNO UNA MOBILIZZAZIONE PIU' DIFFICOLTOSA. Ci tengo infine a rassicurarla: l'intervento mininvasivo non è nè più indaginoso, nè più lungo, altrimenti non avrebbe senso dare un rischio maggiore ai pazienti.
Pertanto la invito a prendere in considerazione la necessità di far visitare la mamma al più presto al fine di evitare che la storia naturale della patologia faccia ulteriori danni al cuore della Signora.
[#5] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
La chirurgia cardiaca tradizionale eseguita in sternotomia segue protocolli standard da oltre 50 anni. La cardiochirurgia mini invasiva è ovviamente molto più giovane e solo da pochi anni può dimostrare un follow up soddisfacente. Non conosco centri cardiochirurgici che eseguano di routine interventi sulla mitrale in minitoracotomia: da noi per esempio, il nostro primario da almeno 5 anni interviene sulla mitrale sempre in minitoraco ma questa tecnica non viene costantemente utilizzata dai suoi aiuti, me compreso. E mi risulta un atteggiamento simile anche in altri centri a Milano e Roma. E non faccio riferimento ad espertissimi chirurghi non più giovanissimi (uno tra tutti il prof. Dion, uno dei più grandi esperti di riparazione mitralica) che addirittura non ricorrono mai alla minitoracotomia.....
Ogni paziente richiede una tecnica particolare adattata alle sue esigenze e al suo organismo. Non per forza la mini invasiva è meglio a tutti i costi.
Giusto per chiarire.....